CYNTHIA OZICK.
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EREDI DI UN MONDO LUCENTE.
Parte 2.
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Titolo originale: HEIR TO THE GLIMMERING WORLD. 2004.
Traduzione di: VINCENZO MANTOVANI.
2005. Giangiacomo Feltrinelli Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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EREDI DI UN MONDO LUCENTE.
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CAPITOLO 34.
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Non sapeva perch avesse scelto il Cairo. Forse per via delle
Piramidi. O perch correva voce che in Europa stava per scoppiare
la guerra. Non gliene importava un fico secco, ma se la
guerra doveva essere tra l'Inghilterra e il Kaiser lui pensava che
avrebbe parteggiato per il Kaiser, che non poteva parteggiare per
l'Inghilterra: sua madre lo aveva sempre vestito come un bambino
inglese e suo padre lo aveva disegnato cos, lui era stato trasformato
in una caricatura dell'anglicit, e qualcuno era arrivato
al punto di paragonarlo a Christopher Robin. Perci, naturalmente,
lui odiava tutto ci che era inglese, e l'Europa lo lasciava
indifferente: ma se doveva scoppiare una guerra, non voleva n
trovarsi nei paraggi n esservi coinvolto. Fece quello che fanno
tutti i turisti in Egitto, ingaggi una guida, sal in groppa a un
cammello, navig lungo il Nilo su un sambuco, guard a bocca
aperta le sabbie infinite, le antiche pietre, le zampe sgretolate della
Sfinge: e in un museo fatiscente dalle mura screpolate e rappezzate
incontr la strana faccia di cuoio stiracchiato di una
mummia. La mummia era in una teca di vetro; chiss come una
mosca era entrata nella teca e si era posata su un orribile dente
giallo rotto, strofinandosi le zampine anteriori. Le mosche erano dappertutto.
Gerusalemme non era lontana; and a Gerusalemme, dove c'erano
altrettante mosche, e squadre di soldati turchi in ozio, e monaci
con lunghe tonache marroni e arabi con bianche gellabe impolverate
ed ebrei con neri caffettani impolverati. I soldati, gli
ebrei e gli arabi avevano quasi tutti le scarpe; i monaci avevano i
sandali, che esponevano le dita dei piedi impolverate. Faceva
caldo come al Cairo, un caldo insopportabile, ma al tramonto,
che arrivava di sorpresa, una delicata frescura scivolava di colle in colle.
Prese una stanza all'Ymca, e ogni giorno camminava su campi
sassosi dai quali spuntavano cespugli radi - li brucavano le pecore
sotto l'occhio stanco di qualche vecchio pastore - fino alla
Citt Vecchia. And nel suq a vedere i ciabattini e i macellai insanguinati
nelle loro botteghe buie che sembravano caverne, e
uomini con la kefiah che fumavano narghil in androni sudici
sotto archi medievali. In un'altra parte della citt (con sua sorpresa,
la favolosa Gerusalemme non era pi grande di una cittadina)
compr un cappello a larghe tese in un negozio ebraico,
per proteggersi dal sole. Evit il Muro del Pianto, ma quando si
imbatt in quella che credeva una delle chiese pi piccole - la
citt pullulava di sette - e anche se lui non lo seppe mai, era una
vecchia sinagoga caraita. Ogni tanto c'erano dei disordini: arabi,
ebrei, soldati. Coltelli, spari, urla. Faceva del suo meglio per
ignorare questi avvenimenti; non erano affari suoi. Nel giugno
inoltrato seppe dell'attentato di Sarajevo. Lesse qualcosa sul
Palestine Post, and a Giaffa, trov un cargo italiano e part per Algeri.
Non era facile trovare un passaggio, anche su un cargo, ma in
Egitto aveva scoperto la legge della mazzetta levantina, che poteva
procurare qualunque cosa uno desiderasse e soddisfare ogni capriccio.
Lui non aveva altro che capricci, perch no? Poteva comprare
tutto quello che voleva. La nave si tenne vicina alla costa
africana, come se temesse, come lui, il tocco bellicoso dell'Europa.
Ad Algeri parlavano l'arabo e il francese. Ormai si era abituato
al suono dell'arabo, che preferiva al suono del francese, anche
se erano solo dissonanze, tutt'e due. La Francia era in guerra, e la
Francia era ad Algeri, ma era anche lontanissima. Impar un po'
di francese, abbastanza per ordinare la cena in un ristorante. Ora
speriment cosa vuol dire vivere bene: una suite all'Hotel Promenade.
Diceva di essere un uomo d'affari americano. Aveva quasi
ventun anni e nessuno gli credeva, ma il valore del suo denaro non
veniva mai messo in dubbio. Compr un paio di vestiti su misura
e un panama con un nastro e un piumetto blu; compr un mucchio
di cravatte di seta e flirt con la cameriera bionda col rossetto
in quello che era diventato il suo ristorante preferito. Qualche
volta, la sera tardi, lei lo raggiungeva nella suite. Lo avevano avvertito
di stare lontano dalle ragazze arabe. I fratelli si sarebbero vendicati.
Ma vivere bene non gli piaceva. Non gli piaceva la roba costosa,
e regal tutti i vestiti, in un fagotto, a un mendicante per la
strada, che lo baci sulle guance e lo inond di benedizioni di Allah.
Le cravatte di seta e i completi su misura gli sembravano un
costume. Il Bear Boy ne aveva abbastanza di costumi: quegli umilianti
colletti rotondi smerlati, quei fronzoli e quelle trine! Smise
con Jim e Jimmy e cominci a chiamarsi James. Tutt'intorno a lui
pensavano alla guerra. I francesi erano entusiasticamente leali; i
giovani si arruolavano e andavano a combattere. Lui aveva pi cose
in comune con gli arabi, che erano ben disposti verso il Kaiser;
odiavano i francesi, gli auguravano ogni male e avrebbero voluto vederli sparire.
Cerc di ignorare la guerra. Non erano soltanto l'Inghilterra e
la Francia (e la citt si stava riempiendo di uniformi), ma la Russia,
il Belgio, la Serbia, l'Italia, il Giappone! Tardivamente l'America,
grazie a quello stupido di Wilson. E dalla parte del Kaiser la
Turchia, la Bulgaria, l'intero impero asburgico; compagni di letto
non molto affiatati. Mezzo mondo che sparava all'altro mezzo,
che senso aveva? Era contento di non poter leggere i giornali, ma
la guerra era comunque una seccatura, i soldi gli furono trattenuti
ripetutamente, e il signor Fullerton scrisse che il signor Winberry
era adesso alla scuola ufficiali, e che peccato che James fosse impantanato
in quell'angolo del globo abbandonato da Dio. Lui non
si sentiva affatto impantanato; aveva sperato di poter dare un'occhiata
alla Scandinavia, nebbie e fiordi e aurore boreali, ma ormai
era impossibile viaggiare normalmente. Cos invece la sera passeggiava
in certi vicoli che aveva scoperto, e scacciava i ragazzini che
si vendevano, e trovava l'ombra del muro dove si poteva comprare
il kif da un uomo vestito all'occidentale che di giorno poteva passare per un avocat del posto.
Il kif lo faceva sognare. Era sempre sveglio e poteva manipolare
i sogni, anche se venivano da soli: e tuttavia li poteva rigirare, li
poteva gonfiare o restringere, illuminare o oscurare. Sembrava
che avesse il controllo degli intrecci delle storie che gli venivano
imposte. Un giorno sogn di essere un re, e al tempo stesso era il
valletto del re, e poteva scegliere cosa preferiva rimanere, re o valletto;
ma era imperativo scegliere, cos scelse di essere re, e l'io che
era un valletto si disperse come un vapore, un vapore profumato
che si spandeva nell'aria come una seta svolazzante. E un'altra
volta il sogno aveva la forma di una finestra, dalla quale poteva vedere
rosse tempeste e giardini sconvolti dal vento. Quasi tutti i sogni
erano pacifici, il kif era un amico, e lo fece passare attraverso
la guerra, tanto che in definitiva non fu obbligato a farci molto caso.
E quando and a vedere il muro alla luce del giorno, il sole vi
batteva con un riverbero accecante; seduta ai suoi piedi, con le
spalle al muro, c'era una vecchia con uno scialle che tagliava dei meloni da vendere.
Il kif era un amico, e sotto la sua tutela lui arriv a capire questa
cosa: non voleva n essere n diventare.
Nel vicolo, di giorno, c'era una creatura dal volto glabro e ingiallito
che suonava uno strumento simile a un flauto, un pifferino
segnato da fori triangolari. Dagli stracci intorno alla testa non si
capiva se la creatura era un maschio o una femmina. Sui ciottoli
c'era un vaso arrugginito per le monete. Lui vi gett, per la melodia,
l'equivalente di dieci dollari americani, e la creatura scoppi
in grida di giubilo e suon e risuon il suo unico esitante motivo,
alzando le ginocchia, saltellando e marciando. Il motivo era esile,
oscuro, strano, derivato da qualche irriconoscibile serie di scale;
non aveva alcun ordine, continuava a serpeggiare, era una spirale
sospesa nell'abisso, e lui pens: ecco quello che voglio, essere
informe come questo motivo, e imprevedibile: nessuno mi former,
nessuno indoviner le mie mosse.
La cameriera bionda (non era affatto bella, ma aveva due gambe
piacevolmente lunghe) che era andata a trovarlo nella sua suite
al Promenade, ora che lui vi aveva rinunciato non voleva pi venire.
Lui aveva una stanza in una pensione: solo alloggio, senza il
vitto. Non gli piaceva la padrona di casa francese, che lo sospettava
(credeva lui) di essere un gangster o un ladro che se ne stava
rintanato l; ma gli piaceva la sua stanzetta, col suo centrino coscienziosamente
ricamato su questa o su quella superficie, per coprire
le macchie di umidit. Gli piaceva perch non faceva nulla
per costringerlo o confinarlo, e i ricami, che avevano quell'intenzione,
erano soltanto una commedia. Algeri era una commedia: i
francesi arroganti, gli arabi rabbiosi, la stupida guerra. La creatura
asessuata che suonava il piffero; il motivo che attingeva il proprio
senso dal Creato. I sogni prodotti dal kif erano senza senso,
senza forma, senza scopo. Sotto la tutela del kif lui rideva. Canti e risate sul vuoto.
La guerra fin. La sua nave attracc a New York: una nave svedese,
la cosa che pi si sarebbe avvicinata alle sue fantasie norrene.
Il signor Winberry era morto, seppellito in Francia. Ma il signor
Fullerton e il signor Brooks erano dove li aveva lasciati. Sono
tornato ridacchi al telefono. Gli dissero che a causa della
permanente vitalit del Bear Boy, e nonostante il tumulto della
recente conflagrazione, il suo attivo - non dicevano mai soldi -
era pi vigoroso che mai. Rise ancora, apertamente. Commedia,
si disse (ma il suo linguaggio era semplice e libero, il suo linguaggio
era concreto, le nobili stravaganze di suo padre erano
bandite dalla sua bocca),  ci che non pu definirmi. Era portentoso
pensarla cos, era arrogante, era futile - o cos avrebbero
giudicato privatamente il signor Fullerton e il signor Brooks - ma lui ci credeva.
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CAPITOLO 35.
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Heinz disse: Era un uomo, checch tu ne dica....
Non lo era.
L'ho visto, sono io che sono andato ad aprire, no? Ha detto
che si chiamava Nino e che voleva parlare con te, poi la mamma lo
ha guardato in faccia e mi ha gridato di chiudere la porta, cos ho
cominciato a farlo, ma lui mi ha dato uno spintone,  entrato ed 
corso su per le scale. Era un uomo.
Stava portando su il vassoio della signora Mitwisser: pane tostato,
burro, marmellata, t. Il pasto di un invalido.
Dissi: Era solo una venuta a prendere dei soldi di cui si credeva
creditrice, ecco tutto. E soggiunsi: Si chiama Miriam.
Il suo collo divent rosso, com'era tipico dei Mitwisser; questo
mi parve significativo. Una signora non avrebbe fatto tanta paura
alla mamma.
 una signora che si veste come un uomo.
Perch?
Vuole fare il soldato.
Le donne non possono fare il soldato.
Certe volte s.
Lui mise un dito nella marmellata e se lo succhi. Erano i soldi
che aveva preso la mamma? L'altra volta che era ammalata?
Tua madre sta aspettando il suo cibo dissi.
Tanto non lo manger. Se dovevi quei soldi a quell'uomo... a
quella donna, perch non glieli hai dati prima?
Veramente non glieli dovevo.
Noi abbiamo sempre un mucchio di debiti disse Heinz. Il
pi delle volte non possiamo pagare finch non arriva James.
Per questo non avevo una risposta.
Alla mamma James non piace disse lui.
Ma a tuo padre s.
A pap non piacciono gli estranei.
James  un estraneo?
Tutti quelli che non appartengono alla nostra famiglia lo sono.
I suoi occhietti castani, cos diversi da quelli di Mitwisser, mi
condannarono: Anche tu lo sei.
Mi venne in mente come un giorno Anneliese avesse insistito
proprio su questo.
Guarda il vassoio della mamma incalz Heinz. Vedi? C'
solo un cucchiaio. Anneliese ha detto di tagliare il toast a pezzettini,
cos la mamma non dovr usare il coltello. D'ora in poi alla
mamma non sar permesso di avere un coltello sul vassoio. E sai
una cosa? Anneliese ha buttato via le forbicine di Waltraut, quelle
con cui la mamma ha rovinato il cuscino di James. E sai un'altra
cosa?
Cosa? dissi.
James vuole procurarmi un manuale che spieghi come costruire
una radio a galena, e vuole anche procurarmi tutti i pezzi.
Mi far la mia radio, ecco cosa!
Nella casa non c'era neanche una radio. Il professor Mitwisser
l'aveva messa al bando; non permetteva la presenza di uno strumento
che vibrava per tutta la giornata di frivolezze e deteriori
miagolii. Ma Anneliese mi aveva detto che Mitwisser non voleva
che sua moglie udisse le notizie dalla Germania. Hitler aveva gi
sciolto il Reichstag, e un popolo fieramente ariano stava per votare
per lui in una giubilante elezione nazionale.
Un popolo fieramente ariano: le parole di Mitwisser erano
queste. Anneliese, ripetendole, le pronunci nello stesso tono che
la signora Mitwisser aveva usato nel pronunciare El Dorado.
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CAPITOLO 36.
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La signora Mitwisser non aveva pi voglia di giocare a carte.
Me le rese con una sola sillaba rabbiosa: No. E ancora: No. E
poich io continuavo a nicchiare (cosa dovevo farne?): Nein!.
E quando vide che non gliele toglievo dalle mani abbastanza in
fretta, le butt sul pavimento, dove si sparpagliarono dappertutto.
Nel pomeriggio aveva ripreso a sonnecchiare. Ma di notte era
orribilmente sveglia, vigile, sospettosa di ogni suono. Muoveva gli
occhi di qua e di l: nella mezza luce erano due confuse biglie roteanti.
Si metteva a sedere sul letto, tendendo l'orecchio.
Cos'?
 Waltraut. Un colpo di tosse.
La bambina era confusa. Aveva il naso rosso e gocciolante; si
era raffreddata, come per il dolore. Cos blandita, cos coccolata,
le bambole sulle scale, la vicinanza di sua madre, la presenza di
sua madre... Tutto tolto all'improvviso. Non riusciva a capacitarsi,
e anche Anneliese, anche James... Gert se la scrollava di dosso,
Willi se la scrollava di dosso. Ma Heinz la prese per mano e le mostr
il lungo filo che doveva fare da antenna, quello corto collegato
al cristallo, il filo di rame che si doveva avvolgere intorno alla
bobina, il condensatore con le sue alette alternate, la buffa cuffia
che lo trasformava in una specie di animale. Tutte queste strane
cose erano sparse sul tavolone della sala da pranzo. Mitwisser non
si curava mai di guardare.
Cos'? Chi arriva?
La porta d'ingresso si apr e si chiuse: Anneliese e James, che
tornavano dopo mezzanotte. Le loro scampagnate - in quale altro
modo chiamare quelle eclissi ricorrenti? - stavano diventando
sempre pi lunghe e finendo sempre pi tardi.
Ma la signora Mitwisser, tremula, mand un gracidio terrorizzato:
Der Mann!.
E un'altra volta, quando una macchina con la marmitta difettosa
pass rombando nella nostra strada ordinariamente silenziosa:
Questo ragazzo, questo ragazzo!.
Questo ragazzo? La casa era piena di ragazzi. Willi, il pi bello,e Gert, e Heinz. E lo strascico, il materiale residuo, del Bear
Boy.
Tuo padre, grid, questo ragazzo...
Nella sua mente era vivo. Il ragazzo il cui corpo si era sfracellato,
insieme a quello di mio padre, sulla strada piovosa per Saratoga.
Il ragazzo al quale non aveva fatto caso quando avevo lasciato
cadere la pietra grezza del delitto di mio padre nel fiume torbido
dei suoi vaghi desideri. Ma aveva lasciato un segno profondo,
si era conficcata, e lei l'aveva inghiottita. La pietra era nella sua
pancia.
Questo ragazzo che tuo padre uccide, chi ?
Non ho mai saputo come si chiamasse. Uno studente. Mio
padre era il suo insegnante. Fu un incidente, dissi, era notte, e
bagnato...
Insegna cosa, tuo padre?
Matematica. Ma mio padre  morto.
A questo ragazzo senza nome insegna la morte.
La sua voce aveva l'asprezza di parole scritte nel sangue.
Il mio Heinz, disse, porta il nome di mio marito ma non 
figlio di mio marito. E irosamente: Te l'ho gi detto!.
Ma lei mi aveva detto che il ragazzo era amato.
Mio marito far come tuo padre, uccider questo ragazzo. Un
giorno lo uccide.
Era tornata all'incubo; aveva usurpato l'incubo di mio padre.
Nella vampa della sua visione riconobbi la logica dissacrante di
quella che non meritava il nome di pazzia. Nulla veniva tenuto nascosto,
la realt continuava a bruciare. Lei sapeva e sapeva. Nell'offuscato
isolamento della nostra casetta in una strada dimenticata
di un anonimo cantuccio che voltava le spalle a tutto ci che
esisteva di urbano, nascosta tra le stiance sull'orlo di una baia dove
la marea, al riflusso, si lasciava dietro gli odori delle alghe e una
nuvola di uccelli impazziti, in camicia da notte, attenta alle sotterranee
calamit del mondo, sedeva la sibilla. Tutte le maschere erano
cadute; o senn tutti portavano una maschera, in un brulicare
di mementi e rappresentazioni: il passato era il presente, il presente
era il passato, il significato di una cosa era il significato di un'altra,
tutti i significati erano uno solo. In questo calderone di totalit
aveva fatto irruzione un male familiare che portava la maschera
di Ninel, e dietro di esso una processione di sconvolgimenti
smascherati, la macchina nera che girava, il ragazzo morto, il figlio
che era e non era un figlio, e James, sempre James, invasore, usurpatore,
ladro. Tutt'uno.
La casa era in disordine. Gert e Willi erano diventati nemici. Si
battevano con i pugni, con i polmoni e con i denti. Si battevano
per il possesso degli oggetti: di chi era questo e di chi era quello,
se James aveva regalato il caleidoscopio a Gert o la rana meccanica
a Willi, o viceversa. Heinz lasci la mano di Waltraut, ritirandosi
animalescamente dietro la sua cuffia, battendo il filo sul cristallo,
cogliendo nell'aria invisibili ronzii, mentre Waltraut correva
piangendo da un ragazzo all'altro, invocando la colazione, invocando
la cena, e nel maelstrom Anneliese andava alla deriva,
impotente, distaccata. I suoi quaderni giacevano sul tavolo, chiusi.
I suoi occhi erano impastati. Li teneva puntati su James, di traverso,
con una malizia nuova. Ed ecco James che saltava nella cacofonia,
incoraggiandola, promettendo nuove rane, nuovi caleidoscopi,
promettendo cose su cose, amico dell'anarchia e dell'ingordigia.
La sua tazza aspettava sulla credenza. Emanava il suo
aroma familiare, e lui la visitava spesso, a volte prendendo in braccio
Waltraut, che si divincolava selvaggiamente, o costretto a fare
qualche deviazione dai pugni di un ragazzo eccitato. Waltraut scatenata,
incontenibile, Willi scatenato, Gert scatenato! Heinz in
comunione con l'etere, sordo a quel bailamme. Anneliese in trance:
con gli orecchini che brillavano come pezzi di vetro rotto.
La porta del professor Mitwisser era un muro contro questo
caos. Nello studio il lavoro era raddoppiato; aveva cominciato a
chiamarmi la mattina. In queste ore le sue dettature erano rapide
e decise. Sporadiche esclamazioni di Rote Indianer, parole
brontolate senza accanimento, venivano sommerse da un'ondata
dopo l'altra di frasi complicate, minuziose, analitiche, precipitose,
straripanti. Le serate erano diverse, sprofondate nei silenzi delle
dieci. I silenzi erano senza fondo. Paziente alla macchina da scrivere,
con le inutili braccia penzoloni, in attesa che la voce sempre
pi bassa e rauca riprendesse a dettare, io ero, lo sapevo, un puntolino
vuoto in quel vuoto mutismo: la pozza bianca dalla quale
lui estraeva, esitante e affaticato, le fantomatiche anguille del suo
pensiero. Alzava le grosse nocche sgraziate e artigliava il nulla. I
solchi nella fronte si incupivano. E poi una sola vulcanica parola
gli erompeva da tutto il viso, una furia d'ingordo livore lo invadeva,
e le sue labbra balbettanti snocciolavano quei nomi forestieri,
Yehudah Hadassi, An-Nahawendi, e vecchie citt perdute su
mappe antiquate, Castoria, Zagora, Mastaura, troppo in fretta
perch io riuscissi a non restare indietro.
Durante uno dei gonfi silenzi che circondavano queste tempeste
serali mi addormentai sulla tastiera.
Fannullona! Il respiro di Mitwisser. I peli delle sue narici.
Negligenza! Delinquenza!
Piena di vergogna, dissi debolmente: La signora Mitwisser...
non riposa, parla tutta la notte....
Non  mia moglie che  delinquente. Non  mia moglie che 
negligente.
Poi mi conged. Era inutile, disse, tentare di proseguire con
una fannullona: dovevo tornare il giorno dopo in circostanze pi
appropriate. Ma le sue accuse continuavano a echeggiare: una
moglie delinquente, una madre negligente, una donna a letto. Una
fannullona.
Le mie palpebre erano appesantite dall'insonnia. La notte prima
mi aveva spompato: la signora Mitwisser che parlottava, rumoreggiava,
annaspava. Stringeva un oggetto che brillava alla fioca
luce della finestra.
Accendi ordin.
Accesi il lume. Si stringeva al petto un rettangolo d'argento.
Gli angoli erano netti e le lasciavano dei segni triangolari sulla pelle.
Mi venne in mente la fotografia nella cornice ornamentale: l'ultima
volta che l'avevo vista era stato nella casa di Albany: la ragazza
dai capelli neri all'ombra di una grossa pianta con le foglie larghe;
l'urna di pietra; il cherubino.
Die Mutter" disse, come parlando di una reliquia, o di un'icona.
Se la premette pi forte nelle carni: sotto la camicia da notte i
capezzoli sporgevano. Sembrava che la pazza nel suo equilibrio
mentale volesse allattare sua madre, e perch no? Per gli elettroni
roteanti non c' n prima n dopo, n su n gi, e la conseguenza
pu precedere la causa, perch no? La lezione dell'uovo addentato.
Willi, venni poi a sapere, aveva trovato la fotografia nascosta in
mezzo alla roba di Anneliese.
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CAPITOLO 37.
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Tenne il vecchio zaino, gi un po' logoro (ma le cinghie di
cuoio reggevano ancora), e si chiese se doveva procurarsi una motocicletta.
Alla fine opt per gli autobus. Non aveva una meta. Per
avere una meta bisogna avere un'educazione: in quale altro modo
 possibile essere un pellegrino? Per esempio, and per caso
- perch l l'autobus era diretto - a Walden Pond; e non era diverso
da tutti gli altri specchi d'acqua. Pens di iscriversi all'universit,
ma l'idea di studiare lo stancava, e inoltre, che senso
avrebbe avuto? Rifuggiva dai libri: era lui stesso un libro, era
quindici libri, le sue ginocchia e la sua frangetta si erano trasformate
in una specie di scrittura. Gli autobus lo portarono in giro
per tutto il New England, e il New England era noioso, perci fece
ritorno a New York, telefon ai signor Fullerton e al signor
Brooks (declin l'invito ad andarli a trovare nello studio), ebbe
una lunga discussione a proposito di quelli che essi chiamavano
numerosi articoli pregiati in deposito e trov la strada per certi
bar clandestini. Gli mancava il kif e prov una polvere verdastra
che gli era stata raccomandata come quasi altrettanto buona -
non lo era - da uno stupido individuo incontrato in un'autostazione.
A quei tempi era necessario bere in cantine segrete,
gli speakeasy, (NOTA: Locali adibiti allo spaccio clandestino di alcolici durante il Proibizionismo. FINE NOTA.) che sembravano abbastanza allegri ai loro frequentatori,
che fumavano e flirtavano e buttavano braccia e gambe intorno
al corpo pi vicino di qualunque sesso (lui faceva lo stesso), e
ridevano delle irruzioni della polizia come se fossero casuali e imprevedibili
come la pioggia. Lui stesso una volta fu fermato dalla
polizia e pass qualche ora al fresco, finch non ebbe distribuito
qualche biglietto da cento dollari, il che fece sospettare ai suoi
carcerieri, dall'aspetto, che potesse trattarsi di un rapinatore: ma
intascarono le banconote e lo lasciarono andare. Il giorno dopo,
un venerd, prese un treno alla Grand Central - per un capriccio
si concesse un vagone letto - e nella carrozza ristorante si sedette
davanti a un uomo di mezza et in colletto da prete e abito talare.
L'uomo non era un sacerdote. Era un attore che viaggiava in costume.
Si chiamava Arnold Partridge e doveva scendere ad Altoona,
dove sperava di raggiungere il resto della compagnia prima
che si alzasse il sipario. Doveva, disse, mettersi una parrucca da
calvo, cosa che richiedeva un sacco di tempo. Il giorno prima era
stato costretto ad assistere al funerale di una zia, la sorella di sua
madre, a Yonkers; il capocomico non aveva potuto impedirgli di
andare, ma gli aveva chiesto insistentemente (non c'era il sostituto)
di tornare per la rappresentazione del venerd sera: questa la
ragione del suo arrivo gi vestito e truccato per la parte, pronto ad
andare in scena. Non gli seccava, disse, andare in giro vestito da
prete. La gente lo trattava con rispetto, come non faceva mai
quando era senza tonaca, e comunque spacciarsi per un altro era il
suo mestiere. Non era un mestiere molto redditizio: faceva parte
di una piccola compagnia di giro che sbarcava il lunario a malapena,
recitando solo nei weekend.
Recitando cosa?
Robaccia disse Arnold Partridge. Delitto nel monastero.
L'assassino  lei?
Io sono quello al quale tagliano la gola nel terzo atto. Venga a
vedere.
Il suo biglietto era per Chicago. Lo stracci (poco importava,
poteva vedere Chicago un'altra volta) e scese ad Altoona insieme
al falso prete, il quale, come aveva fiduciosamente annunciato, arriv
appena in tempo per la sua entrata nella seconda scena. A un
dollaro e ottanta cent per biglietto i sessantotto posti del Little
Glory Theatre erano tutti occupati, per lo pi da signore con scarpe
bianche e capelli bianchi che reggevano ventagli col nome della
compagnia stampato sotto l'immagine di un ponte giapponese
sopra un ruscello. Gli uomini, senza giacca, portavano il gil sbottonato
sopra la camicia, e tenevano docilmente la paglietta sulle
ginocchia. La storia era intricata e ridicola, ma il pubblico era
soddisfatto e applaud durante l'intervallo, e ancor pi vigorosamente
quando gli attori uscirono per ringraziare. L'ingenua, che
faceva (con le treccine) la figlia illegittima del prete, sembrava
vicina ai cinquant'anni. Un ragazzo di dieci anni aveva una particina,
e stava l in piedi senza dire una parola, con gli occhi velati
dalla noia. Questo stesso ragazzo montava su uno sgabello dietro
un tavolo in fondo alla sala durante l'intervallo e vendeva bastoncini
di zucchero candito da cinque cent e sacchetti di caramelle
morbide all'acqua salata con la scritta Autentico Lungomare di
Atlantic City a venti cent l'uno. Era il figlio dell'ingenua. Viaggiava
con la compagnia e non andava mai a scuola.
Arnold Partridge trov un posto per il suo compagno di treno
nella pensione dove alloggiavano gli attori, e alla fine delle rappresentazioni
della settimana successiva il Bear Boy gi montava le
scene e spazzava, con la promessa di una parte a Johnstown, dove
tutti avrebbero dovuto limare le battute per la nuova commedia.
Johnstown era pi piccola di Altoona, e il teatro pi decrepito, ma
la pensione, col suo odore di muffa, di umido e di chiuso, era quasi
identica. Questo non gli dispiaceva; era abituato a sentirsi a proprio
agio nel provvisorio; era abituato alle pensioni. La commedia
di Johnstown aveva un tema eroico: Lincoln, dall'infanzia al martirio.
Il figlio dell'ingenua faceva la parte di Lincoln bambino. Veniva
mostrato davanti a un focolare dipinto col suo fuoco dipinto,
mentre leggeva un libro dopo l'altro, ma non parlava. Anche il
Bear Boy non aveva battute. Gli diedero una lunga giacca nera
bucata dalle tarme e un'antiquata pistola di gomma con la canna
molto grossa; era John Wilkes Booth. Il suo compito nella penultima
scena era sparare ad Arnold Partridge e fuggire tra le quinte.
Dietro il fondale scopr che il figlio dell'ingenua non era capace di
leggere i libri in cui metteva il naso mentre, sdraiato sulla pancia,
si scaldava davanti al fuoco dipinto. Avevano provato a fargli imparare
a memoria qualche riga, ma si era impuntato. Tutti gli altri
avevano un copione, lui no. Se voleva un copione come il resto di
loro, disse sua madre, avrebbe dovuto imparare a leggere. Lui rifiut
e corse a nascondersi nel camion della compagnia, seppellendosi
nel mucchio di costumi macchiati e rammendati. Sua madre
non era sposata con suo padre. Suo padre se n'era andato tanto
tempo prima; non se lo ricordava pi. Era abbastanza utile
quando avevano bisogno di gente per riempire la scena. Certe volte
lo inserivano; una volta fece la parte di un nano, e un giorno
quella del paggio di un re. Ed era sempre il piccolo Lincoln, immerso
nei libri.
La compagnia andava di citt in citt, tre macchine in processione
dietro il camion che trasportava i grandi tabelloni delle scene
e le casse del disordinato guardaroba. Il camion era decorato
col nome della compagnia a grandi caratteri rossi, blu e arancione,
e si fermava agli angoli delle strade per suonare il carillon e distribuire
alla gente tondi ventagli di cartone montati su uno stecco.
Spesso in questi posti non c'erano teatri, e allora affittavano la sala
dell'American Legion locale, e attaccavano le locandine alle vetrine
dei negozi e ai pali del telefono. Il Bear Boy, intanto, pass
dalle scene mute - un domestico, uno zio sordo - ai ruoli parlati.
Non era n meglio n peggio di tutti gli altri; era stato un attore
per tutta la vita, un bugiardo costretto a entrare nella pelle del
Bear Boy. In questi paesini della Pennsylvania centrale - Bellefonte,
Pleasant Gap, Port Matilda, Tyrone - declamava, sussurrava
sonoramente, fingeva di piangere; si burlava del suo vecchio io.
Tutto l era falso: il falso prete, la falsa ingenua, il falso Lincoln ragazzo
davanti al falso fuoco, la falsa lettura.
Arnold Partridge e l'ingenua - si chiamava Bridget - erano
amanti. Quando il capocomico spar (questo accadde a Chambersburg),
con gli incassi di tre settimane, Arnold Partridge, in mancanza
di altri candidati, divent il nuovo capocomico, e Bridget
pass nel letto del Bear Boy. Era troppo vecchia - aveva quarantasette
anni - ma non gli diede alcun motivo di lamentarsi, e Arnold
Partridge, ora capocomico di una compagnia ridotta al lumicino,
non era in condizione di potersi lamentare: il Bear Boy aveva subito
rimborsato gli incassi perduti, con gli interessi. Nessuno immaginava
che avesse tanti soldi, non ce n'era mai stato alcun indizio,
era una specie di miracolo, era l'inverosimile colpo di scena
del terzo atto. Lo avevano preso per una specie di vagabondo,
uno di quegli scrocconi che si attaccano alla gente di teatro in
tourne e sono compensati con una particina in cambio dell'aiuto
prestato nell'allestimento delle scene. E non era proprio questo?
Lo era e non lo era. Cominciarono a guardarlo con pi rispetto;
Bridget era al settimo cielo. La sua lingua in bocca non gli dispiaceva,
ma la preferiva quando gli si avvolgeva intorno al membro,
a una buona distanza dalle narici. Lei faceva tutto ci che lui
le diceva di fare, cos la mand da un dentista di Harrisburg, a curarsi
i denti e l'alito. Rinunci alla propria parte e and a sedersi
tra il pubblico, come aveva fatto la prima sera, appena sceso dal
treno. Poi chiese ad Arnold Partridge se non era il caso di ingaggiare
dei macchinisti per montare le scene e caricare il camion, e
se gli sarebbe spiaciuto disfarsi del vecchio guardaroba mangiato
dalle tarme e rimpiazzarlo con qualcosa di nuovo. Il capo sei tu
disse Arnold Partridge. Era chiaro che il prezzo dei macchinisti e
del nuovo guardaroba era Bridget.
Lui disse a Bridget che suo figlio doveva imparare a leggere.
Non vuole disse lei.
Cambier idea. Lo costringer.
Dovresti essere un mago.
Ma lui era gi un mago. Aveva il potere di sorprendere; il denaro
poteva sorprendere, poteva sbalordire. Era divertente rifiutarlo
e divertente concederlo all'improvviso, come un babau che
salta fuori dalla scatola.
Erano arrivati a Lemonville, e stavano recitando nell'auditorium
della scuola. Era una cittadina malridotta con una sola stazione
di servizio e un emporio sonnolento che sapeva di canfora e
chiodi di garofano, dove vecchi gatti spelacchiati giacevano distesi
su pezzi di tela di sacco. A un capo della citt cominciava la
campagna; all'altro si drizzava un bosco giallo, intorno a uno stagno
velato da un barbaglio verdastro. Aveva scoperto questo posto,
una specie di valle stretta e lunga orlata da un muro di pietra,
durante una passeggiata mattutina con Bridget,
Trovati al muro vicino all'acqua subito dopo la matine di sabato,
disse al figlio di Bridget, e ti dar questo. Gli mostr un
biglietto da dieci dollari.
La matine durava da mezzogiorno a quasi le tre. Foglie diventate
brune macchiavano il terreno ai piedi del muro; era l'inizio
dell'autunno. Mentre il ragazzo si avvicinava, i gusci dei frutti degli
ippocastani gli scoppiettavano sotto i piedi e uno stormo di
passeri che stavano becchettando in mezzo all'erba alta si alz rumorosamente
e fugg tra gli alberi. Aveva scelto quel posto perch
era isolato.
Prendi questo adesso, disse al figlio di Bridget, e potrai
averne degli altri pi tardi.
Perch? disse il ragazzo. Si mise i soldi in tasca. Un'imbronciata
confusione gli vagava negli occhi.
Voglio farti un mucchio di regali, ecco perch.
Solo perch ti piace mia madre...
E io piaccio a tua madre. Ma le piacerei di pi se riuscissi a fare
in modo che tu le piacessi di pi.
Non puoi costringermi ad andare dal dentista. Non ci vado,
qualunque cosa accada, anche se mi dai..., riflett un momento,
cinquanta dollari.
Ti dar subito cinquanta dollari, e non per il dentista.
Tu sei matto disse il figlio di Bridget.
Hanno un buon copione per David Copperfield, e nessuno
per la parte del protagonista.
Questo lo dici tu. Abbiamo fatto David Copperfield due anni
fa...
C'era un altro ragazzo nella compagnia, allora?
Certo. Mia madre.
Rise tanto da piegarsi contro il muro: Bridget come David
Copperfield! Bridget, con i suoi fianchi rotondi, in calzoncini corti!
Ed era cos diversa da lui, lui con le ginocchia imbellettate? Si
sent travolgere da una specie di ferocia: avrebbe costretto questo
ragazzo a rinunciare alla sua impostura. Ficc altri quattro biglietti
da dieci dollari nella tasca del figlio di Bridget e gli mostr l'abbecedario
che aveva in tasca.
Se ti pago per farlo, disse, se ti pago e continuo a pagarti,
imparerai?
Tu sei matto disse il ragazzo.
Lo farai?
Certo disse il ragazzo.
Le lezioni cominciarono l contro il muro di pietra, e continuarono
a Clearville, e poi a Pearstown, e poi a Mansfield. La cosa
riusc: il ragazzo era sveglio, intelligente, rabbioso e avido. Il
precettore non pens di chiedere all'allievo cos'avrebbe fatto con
i soldi che aveva accumulato; non erano affari suoi. Non credeva
che il ragazzo li avrebbe dati alla madre, e non gliene importava
niente. Costringere quel ragazzo a imparare a leggere fu una rivelazione,
un'intossicazione. Una specie di piccolo miracolo. Il miracolo
non era assistere allo sbocciare della comprensione; cos'era
il figlio di Bridget per lui? Pi si avvicinava al ragazzo - loro due
in studiosa segregazione - pi il ragazzo gli ripugnava. Capelli di
paglia sporca, orecchiette schiacciate da scimmia, denti verdi lungo
le gengive e storti come quelli di sua madre; il sudore che colava
ai lati di un nasone pubescente. Peggio, l'imbronciata cupidigia;
l'ambizione alimentata dall'avidit. Nessun miracolo in questo.
Il ragazzo non c'entrava, il miracolo era quello che provava
dentro di s. Non sapeva come chiamarlo; lo capiva a malapena,
ma era qualcosa di ricordato, una sensazione di tanto tempo prima
che tornava, una specie di puntura dietro gli occhi. Una scottatura.
Una trascendenza. Un dominio. La casa di bambola, con le
sue stanzette in miniatura e le figurine; l'ira di suo padre. I regali,
innumerevoli regali, scatole che venivano da lontano, spedite da
quello che sua madre chiamava il Pubblico dei Lettori e suo padre
chiamava I Miei Fan. Gli mandavano orsacchiotti, per lo pi: orsi
bruni, orsi panda, orsi polari, e orsi pi umani che orsini. Gli
mandavano sciarpe e calzettoni fatti a maglia, e automobili a molla
e scatole di colori e cuscini ricamati con riproduzioni di se stesso.
Dalla Svezia (dove, gli aveva detto ripetutamente suo padre, il
Bear Boy vendeva pi di Selma Lagerlf) arriv la casa di bambola.
Era un cottage di campagna con il tetto a punta e le grondaie
smerlate, e sedie e tavoli in miniatura, e quattro lettini per i quattro
bambini di legno che l'abitavano. I bambini, come la casa, erano
intagliati a mano; sulla testa gli avevano dipinto dei capelli gialli,e circoletti rossi sulle gote, e persino sulle ginocchia. Sulle ginocchia!
Nessun adulto abitava in quella casa. Lui spostava i
bambini da una camera all'altra; erano ai suoi ordini. Ovunque
ordinasse loro di andare, andavano: doveva solo prenderli per la
testa gialla con le dita. E certe volte diceva loro di non muoversi
affatto, di restare assolutamente immobili in questa o quella posizione.
Ubbidivano sempre, e allora si sentiva attraversare da una
specie di corrente elettrica, un solletico strano e caldo lungo la
spina dorsale, e se in quel momento suo padre lo chiamava, non
rispondeva mai, perch era troppo bello stringere tra le dita la testa
gialla dei piccoli abitanti della casa, comandare, essere il padrone
della casa di bambola. Ma un giorno la casa di bambola
spar. Sua madre gli spieg che era stata regalata ai bimbi poveri
che non avevano giocattoli, com'erano stati regalati le sciarpe e i
calzettoni, e gli orsacchiotti, e tutti gli oggetti che lui aveva in abbondanza
e di cui non aveva bisogno. Lui sapeva, tuttavia, che era
stato suo padre a far sparire la casa di bambola. Suo padre lo biasimava
per questa ossessione, per questa stramberia, perch era
una cosa sconveniente e perch lui perdeva tempo e non faceva il
suo dovere, che era di accorrere quando qualcuno lo chiamava e
poi di restare assolutamente immobile mentre suo padre, alzando
lo sguardo e poi tornando ad abbassarlo, faceva uno schizzo dopo
l'altro del Bear Boy.
Lasci la compagnia, lasci Bridget che piagnucolava, and a
Chicago per una settimana, non gli piacque, e sal sul primo veicolo
interstatale che entr sbuffando nella sudicia autostazione,
un vecchio macinino dalla forma allungata, che bruciava olio, con
un ammaccato muso blu. Questo lo cull fino a farlo dormire, e si
svegli a Elmira, una citt come tante altre, non diversa dalle citt
della Pennsylvania centrale, ma intimidita dalle ossa di Mark
Twain, la cui tomba attirava i soldi dei turisti. Una citt orgogliosa
delle ossa di un morto! Vi pass una notte per farsi radere e tagliare
i capelli (se li era lasciati crescere fino al mento, come si
confaceva a un teatrante), prosegu per Endicott, Johnson City e
la grossa Binghamton, e poi a nord fino a Syracuse, Rome e Utica.
Sulle strade intermedie (ora l'autobus era di un marrone rugginoso)
sentiva un profumo di mele. Tutti questi posti avrebbero potuto
chiamarsi New York, ma erano tanto lontani dallo studio del
signor Brooks e del signor Fullerton quanto l'aroma vinoso delle
mele cadute. Viaggi verso est, attravers Amsterdam e Rotterdam
e Schenectady (troppo grande), e fin a Clarksville, poco lontano
da Albany, dove si install in una pensione quasi troppo rispettabile
per i suoi gusti. Un cartello sulla porta diceva TURISTI,
ma l'edificio era occupato da una frotta di donne anziane, vedove
e zitelle, tutte maestre in pensione. Esalavano odori dolci e farinosi.
Lo trovarono una simpatica novit, un giovanotto un po' enigmatico
con i capelli tagliati di fresco e grossi denti forti e occhiali
lampeggianti. Non era mai stato tra donne anziane. Le trov
straordinariamente brutte, con pappagorge ballonzolanti e fisarmoniche
di pieghe che gli intaccavano il labbro superiore, ma non
gli spiacque la loro indiscreta sollecitudine. Starnazzavano intorno
a lui e gli chiedevano cosa faceva, e lui le stuzzicava e diceva
di essere un entomologo specializzato nei formicai della parte alta
dello stato di New York, che avevano gallerie stratificate e modelli
di comportamento tipici della regione: ma sapeva che quelle
garrule signore, con i loro capelli bianchi tutti acconciati nello
stesso modo, erano troppo avvedute per credergli. Alla fine disse
loro che era un attore fallito in cerca di un lavoro pi sensato; aveva
dato lezioni private, e non gli sarebbe spiaciuto darne altre. Le
signore gli trovarono prontamente delle strade. Conoscevano fin
troppo bene i problemi di lettura che avevano i bambini, e lo ammiravano
per avere scelto una professione cos utile.
Ma quando, su consiglio delle sue signore, le madri locali cominciarono
a convocarlo per sostenere la loro prole balbettante,
lui and da un fiorista a ordinare masse di rose avvolte in cartavelina
e le deposit sulla veranda sotto il cartello con la scritta TURISTI,
e prese l'autobus per Saratoga, dove perse al gioco tanti dollari
quanti ne aveva dati al figlio di Bridget. Quella sera stessa arriv
a Thrace, dove sperava di trovare una pensione che nessuno avesse
mai potuto giudicare, anche per sbaglio, rispettabile.
Il suo zaino conteneva - l'aveva sempre contenuta, per ripicca,
per ripudio, per vendetta, per qualche precipitosa opportunit (solo
Dio, in cui non aveva nessuna fiducia, conosceva la ragione per
cui ve la teneva) - la primissima copia del Ragazzo che viveva in un
cappello, quella che suo padre aveva messo nelle manine del figlio.
Un milione e mezzo di copie stampate una settimana dopo la pubblicazione!
Suo padre disse: Vedi che cosa magnifica pu saltar
fuori dal fatto che mi ascolti quando ti dico di non muoverti e di
restare perfettamente immobile?. All'inizio era una cosa magnifica:
guarda, era proprio lui nelle figure, pensa! Voltava le pagine, e
voltava le pagine, e mangiava il suo pane e la sua marmellata, e voltava
le pagine ancora per un po'.
Ma a Thrace perse al gioco la cosa magnifica: la regal, la
butt via. Era diventata un'atrocit, la prova di un delitto segreto,
un cadavere nello zaino che puzzava sempre pi, una puzza che
lui era costretto, fino al giorno in cui incontr quell'uomo nel cortile
della scuola, a portare sulle spalle ovunque andasse. Non dimentic
mai la data in cui se ne liber, il quindici febbraio, una
data che sembrava mettere quell'uomo in agitazione: o comunque
lui le attribuiva molta importanza, non era chiaro perch. L'uomo
era furbo, non stupido, e i suoi dadi cos consumati che luccicavano.
Altrettanto facevano i suoi occhi, protuberanze lucide e ammiccanti
troppo distanziate sotto palpebre guardinghe. Diceva di
essere un professore, il che era plausibile (prova essendone il cortile,
dopo tutto, una distesa di cemento adiacente a un muro rosso),
e di avere una figlia, cosa che plausibile non era: era fin troppo
chiaramente un uomo solo, e pieno di rabbia. Poteva credere o
anche non credere al valore di quel vecchio libro per bambini,
disse, ma era lieto di gareggiare, per vedere come andava a finire,
perch lui era un uomo che credeva alla fortuna, anche se fino a
quel momento non era stato molto fortunato; era pronto ad aspettare;
non si sa mai, e se quello che diceva il ragazzo era vero...
Quanto si potrebbe prendere per una cosa cos? disse.
Dipende da chi lo vuole. Oggi direi duemila. Pi avanti, di
pi.
Senti, senti. Mi hanno truffato altre volte. Se  autentico, come
fai ad averlo tu?
Me l'ha regalato l'autore. Anni fa.
Allora perch dovresti correre il rischio di perderlo?
L'odiavo, quell'uomo. Non si ha voglia di conservare quello
che si odia.
Bravo. Cinque dollari sul libro. Se vuoi, ci metto anche la mia
bambina, gratis. Quell'uomo non parlava come un padre. Disse:
Perch no?  il quindici, maledizione.
Era calata la sera; il cortile della scuola era deserto. Lui era appena
sceso dall'autobus di Clarksville, dove aveva ammucchiato le
rose per le sue signore, e stava andando a cercare un alloggio. Il
solito genere, senza l'odore di cipria. In tasca aveva una bottiglia,
ed entr nel cortile della scuola per orientarsi e fare una fumatina.
La sigaretta non lo soddisfece, e la butt via. Poi vide quel tipo
dall'aria rabbiosa che attraversava il cortile a testa bassa, col collo
tinto di giallo dalla luce torbida di una lampada attaccata al muro.
Era rimasto fino a tardi per correggere delle prove di esame, disse.
Se andava a casa, c'era la bambina. Una vicina badava a sua figlia,
disse. Non aveva moglie, disse. Probabilmente era un bugiardo: se
non aveva moglie, non aveva figli. Era un bugiardo, un bugiardo
pieno di rabbia; la sua rabbia aveva qualcosa a che fare col quindici
febbraio.
Sono incasinato disse l'uomo. Sono sempre stato incasinato.
Lui, disse, che aveva preso un dottorato a Yale, e che ora insegnava
algebra elementare nella terra di nessuno. Ma, un momento,
come faccio a sapere che  autentico? disse ancora. Comunque,
punto cinque dollari. Si inginocchi sul marciapiede.
Con un elegante movimento del polso tir i dadi: i suoi dadi fortunati, diceva.
In meno di un minuto il cadavere fu espulso dallo zaino e rimase a Thrace.
Il Bear Boy sapeva di non averle mai pronunciate ad alta voce prima d'allora, quelle parole: che odiava l'autore del Bear Boy.
...
.
...
CAPITOLO 38.
...
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...
Stasera, disse il professor Mitwisser, ci sar un visitatore.
Di conseguenza non avr bisogno della sua solita assistenza, e poich
il dottor Tandoori arriver per forza molto tardi, le chieder
di accompagnarlo direttamente nel mio studio. Ha la macchina e
viene da lontano. Sar sicuramente intirizzito dal viaggio. Prego
servire subito il t.
Non un solo visitatore (Ninel non poteva certo dirsi questo)
era apparso dall'estate prima, quando gli antagonisti di Mitwisser
avevano ovattato il soffitto della sala da pranzo con le languide
nebbie delle loro sigarette: ma allora era stata Anneliese a fare gli
onori di casa. Io ero salita; o forse era stata Anneliese a calarsi nel
fumo dell'assenza.
C'era stato, sembrava, uno scambio di lettere. Il dottor Gopal
Tandoori, ex studioso delle filosofie indiane in un college di Bombay,
era stato invitato a confermare non soltanto la qualit della
versione di al-Kirkisani del frammento venuto dalla Spagna - questa
l'aveva confermata Mitwisser in persona - ma la natura di un
particolare filone del pensiero ind in relazione col pensiero di
al-Kirkisani. Alle dieci e trenta ero ritta davanti alla porta verde,
in attesa. Un vento gelido entrava da sotto il battente. C'erano poche
automobili a quell'ora; ogni tanto uscivo al freddo e guardavo i
due fari occasionali che si avvicinavano e passavano davanti alla
casa. Gelidi ovali brillavano nella strada. Le macchine erano sempre
pi rare. Rientrai e misi il bricco sul fornello. Alle undici e dieci,
mentre tiravo fuori il servizio da t (il servizio di James, il vassoio
dorato di James), udii lo strepito di un motore imballato e di
marce che facevano resistenza: il dottor Tandoori era salito sul
marciapiede con tutta la parte destra della macchina, mancando
di pochissimo il lampione.
Un ometto con un feltro marrone e un grosso paraorecchie rosso
scese dalla macchina, ne controll la posizione e la lasci dov'era.
Ero delusa. Mi aspettavo un indiano avvolto in tela bianca fatta
in casa, con le ginocchia nude, come il Mahatma Gandhi nei cinegiornali.
Il dottor Tandoori non vestiva in un modo straordinario.
Entr in casa con una sorta di slancio, porgendomi il palt e ficcando
il paraorecchie in una manica, dalla quale esso cadde prontamente.
Lui si precipit a raccoglierlo. Gravesend, disse, e
poich io sono un immigrato, spesso mi confondo come fanno gli
immigrati. Brooklyn, mia cara, Brooklyn! Le condizioni delle strade,
pessime, ghiaccio qui, ghiaccio l! Confesso di aver perso la
strada nei vari tentativi che facevo di trovarla. La prima volta che
ho sentito questo nome, Gravesend... - mi seguiva per le scale -
ho pensato che la fine del genere umano  la Grave, la tomba, eppure, eppure!...
Questo nome potrebbe alludere all'aldil. Ci sono sicuramente
dei presagi nei nomi delle cose, anche se personalmente non
condivido questa convinzione. Ah, signore! Signore! Ci incontriamo
in queste carni e in queste ossa incostanti, e parleremo di cose
universali ed eterne? A dire il vero, sono io stesso un po' materialista,
posizione che ha deciso il mio destino, anche se l'idea di destino
poco si addice a chi professa il materialismo...
Quando ritornai col t, il dottor Tandoori era seduto sulla sedia
di Mitwisser, e Mitwisser aveva preso il mio posto abituale, davanti
alla macchina da scrivere. Perbacco, perbacco, che piacevole
inizio. Questo bel t bollente, disse il dottor Tandoori, grazie.
Da immigrato senza famiglia, sono costretto a vivere una vita
ristretta. Devo prepararmi il t! Diciamo che sono obbligato... -
un saltello, e il t trabocc un po' nel piattino - ad abbandonare
il testo per i tessili. Una piccola facezia, col suo permesso. In negozio
devo fare le ore piccole, come lei  tanto gentile da tollerare
gi in questo momento. Devo ritenere che questa giovane donna
sia sua figlia?
No tagli corto Mitwisser. E la mia amanuense. Non lo
avevo mai sentito usare questa strana parola; era salata di rabbia,
pensai, e di scherno. Non ero sicuramente all'altezza di un amanuense;
negli ultimi tempi uno dei miei compiti del mattino era
diventato fare il letto di Mitwisser. Adesso pu andare ordin.
Non se ne vada, la prego...  un piacere cos grande, sulla terra,
un volto giovane! La signorina  davvero un ristoro per due signori
anziani come noi quando conversano. E come la presenza di
un uccello all'alba.
Andai a sedermi sulla sponda del letto di Mitwisser. Sapevo
che era una sfida e una violazione, ma Mitwisser non protest:
non avrei saputo dire se a zittirlo fu il ritegno del suo disgusto o
la deferenza verso l'ospite. Non c'era altro posto, per me, in quello
strano spazio: strano tutt'a un tratto per me allora, vedendolo con
gli occhi del visitatore: i vecchi libri tutt'intorno, i mucchi di carte,
le casse di documenti, gli odori rattrappiti dell'ossessione, l'intima
intrusione del letto massiccio (occupava quasi met della
stanza) con tutto ci che di fisico richiamava alla mente. Mitwisser
era un uomo che aveva procreato; era giaciuto con la sua Elsa,
aveva stretto il proprio corpo al suo. Non era vecchio, era solo logorato.
Neanche il dottor Tandoori era vecchio; era semmai troppo
vivace. Aveva abbracciato la sartoria, disse, al posto della filosofia.
Ripet che in cuor suo era un materialista. Non  stato volontariamente
che ho lasciato il mio posto al college, circostanza
che mi ha costretto a venire a patti, come fanno i sarti - la prego
ancora di perdonare la mia piccola facezia - con la sostanza, la materia. Con
la stoffa del pi puro realismo! Si diceva che nelle mie lezioni io
mi appoggiavo troppo pesantemente - anzi, forse troppo esclusivamente
- alla scuola di Brihaspati e ai seguaci di Brihaspati, i
Charvaka. Collettivamente sono noti come i Nastik, i materialisti,
gli scettici, i negatori...
Cos anche il dottor Tandoori era stato cacciato via, anche se
non poteva dirsi un profugo. Era stato semplicemente licenziato:
per essersi fatto paladino di una setta che dileggiava i Veda, le
Upanishad, il Bhagavad-Gita. Non sembrava umiliato: quando
era stato espulso aveva provato un certo sollievo.
Sostenevano, disse, che blandivo i miei studenti. Li blandivo,
 vero,  la mia natura, ma sostenevano che li blandivo eccessivamente.
Ora blandisco i miei clienti, e la cosa  del tutto... uhm...
appropriata. Nessuno vuole un sarto troppo grave, di sicuro non a
Gravesend, che proclama com' ovvio la fine della gravit...
Sbalordita, vidi la piccola mezzaluna di un sorriso svilupparsi
sulle labbra di Mitwisser. Aveva l'espressione di un ammiratore.
Lei parla di scettici e negatori disse.
Oh s, mancano di rispetto ai sacerdoti. Lei trover persino
nelle Upanishad che i sacerdoti in processione sono paragonati a
cani bianchi in fila indiana, ciascuno con in bocca la coda del cane
davanti a lui. Gli scettici diventano derisori.
Anche i Caraiti deridono.
I Nastik ripudiano.
Anche i Caraiti ripudiano. Si separano dalla corrente principale.
Mettono in ridicolo la corrente principale.
I Nastik non sono semplici separatisti. Sono nichilisti. Ripudiano
la devozione mistica, ripudiano la fede. La fede per loro 
un'illusione. Esclam: Mi sono terribilmente simpatici!.
La mezzaluna che era quasi un sorriso si allarg. Mitwisser era
contento. Non lo avevo mai visto cos contento. Allora i suoi
Nastik, incalz, sono gli uomini demoniaci che al-Kirkisani...
...ha scoperto in quel passo del Gita? Possibilissimo, possibilissimo.
Ma signore, il suo uomo... tutti i suoi Caraiti, come li descrive
lei, guardano alla divinit. I miei Nastik affermano che Dio
 un'invenzione. Un'invenzione! Il mondo  composto di atomi,
l'uomo  governato dall'istinto. La santit  un vapore.
Allora lei mi sta dicendo che il suo interesse non ha nulla in
comune col mio disse Mitwisser. Ma lo disse allegramente.
Oh, signore! Caro signore! Al contrario, l'impulso che ha
mostrato spedendomi la sua interessantissima indagine  perfettamente
- perfettamente - giustificato. E in verit  l'impulso - l'impulso!
- che ci unisce. Non vede come siamo uniti, lei con i suoi
Caraiti, io con i miei carissimi Nastik? Brihaspati, sa, il loro fondatore,
si burla della santit dei Veda...
I Caraiti si burlano della santit della Legge Orale...
Quod erat demonstrandum!
Il dottor Tandoori fece un grande balzo e si catapult fuori
dalla sedia; quasi quasi mi aspettavo che prendesse Mitwisser per
mano e si mettesse a ballare con lui in cerchio. Oh, signore, non
c' nulla, nulla, di pi importante di questo! L'impulso a dissentire,
sovvertire, voltare le spalle alle cose che tutti gli uomini accettano!
Rinnegare la noia, rinnegare ci che passa per comune saggezza!
Rinnegare il dato, il ricevuto, il genito, tutta la bonaria stoltezza
comune! Preferisco essere un sarto messo al bando... Anche
se insisto che la mia Singer  una macchina bellissima e che io le
sono attaccatissimo, lei ha un posto importante tra i miei affetti...
Oh, meglio un proscritto tra proscritti che schierarsi con l'ufficialit!
Con coloro che regnano sulle idee! Oh, signore, caro signore, io e lei siamo uomini liberi!
Il professor Mitwisser rise. La sua risata era diversa da quella
con James. Il suo visitatore gli aveva portato un'ora di autentica
felicit.
E quello, chiese il dottor Tandoori, quello l fuori,  un altro amanuense?
Un ragazzo pallido era apparso nel corridoio buio, col fiato
grosso. Aveva una cuffia intorno al collo.
Pap cominci il ragazzo, e si ferm. Rimase a bocca aperta
davanti al dottor Tandoori.
O forse  suo figlio?
Che c'? Cosa? Perch non sei nel tuo letto a quest'ora? Non
vedi che ho un ospite...
Heinz disse: C' del sangue. Sangue sulla mamma. Che esce dalla mamma....
E perch non dovrebbe essere mio figlio! rugg Mitwisser, e corse dalla moglie.
...
.
...
CAPITOLO 39.
...
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...
Il dottor Tandoori nascose con cura le orecchie sotto l'enorme
paraorecchie. Quando si ha una famiglia non  possibile avere
l'esclusivo dominio su se stessi. Io avevo una moglie, un tempo...
Una moglie, assolutamente. E stata ben contenta di restare dove
l'ho trovata. A Bombay lei  felice della mia lunga assenza. Dominare
o essere dominati, una vecchia osservazione. Mi dica, mia cara,
disse, quanti figli ha il professor Mitwisser? Quel ragazzo
con gli occhi rossi, e ce ne sono altri?
Cinque in tutto dissi.
Che sfortuna. Allora, con tutto questo, non  cos libero. E
quante - perdoni la piccola spiritosaggine di un orientale - quante
mogli?... Oh, perbacco, perbacco, una calamit...
La calamit era una gomma. Si era sgonfiata. Sbracciata, avevo
accompagnato il dottor Tandoori alla macchina; rimasi l al freddo,
stringendomi il corpo con le braccia, mentre lui le girava intorno
esaminando le ruote, due sulla strada e due sul marciapiede.
Che sfortuna ripet. Una prova del dominio del caso. Dominare
o essere dominati, ma il caso  re e la materia il suo vicer.
Chi pu dominare la materia? Ecco il colpevole! Mi mostr un
grosso chiodo arrugginito ai piedi del lampione.
Lo lasciai alle prese col cric (lo sgargiante paraorecchie andava
su e gi) e a filosofare sulla materialit del mondo, interrompendosi
con esplosive imprecazioni in una lingua sconosciuta.
Lo spargimento di sangue era trascurabile. C'erano due ferite,
una sopra il seno destro, l'altra verticale lungo il polso. Trascurabili
ambedue. Che danno poteva fare una cornice d'argento? Gli
angoli erano taglienti, ma una cornice non  un coltello. Una cornice
non  un'arma. Mitwisser lav le ferite di sua moglie e cerc
goffamente di bendarle.
Elsa, Elsa, was hast du gemacht  Il sangue impiastricciava il
viso della donna nella foto e l'urna di pietra e il cherubino. Annaspando,
lui si guard intorno. Anneliese, perch Anneliese non 
in casa? Tu, Heinz! Com' successo?
Il ragazzo singhiozzava. Stavo ascoltando la radio a galena...
Cosa?
La radio... E ho sentito un rumore dalla mamma...
La radio? La radio  proibita. Niente radio!
 mia, l'ho fatta io..., tirando il filo della cuffia, e comunque
nessun altro pu sentirla...
Mitwisser brand la cornice insanguinata. Chi d questo alla
mamma? Idiota! Guarda che taglio si fa...
Willi, l'ha trovata lui e l'ha fatta vedere alla mamma e lei la
voleva, allora gliel'ha data...
Tu devi proteggerla, la mamma!
Il palmo della manona di Mitwisser cal brutalmente sulla testa
del ragazzo. Dalla cui bocca usc un fioco miagolio, simile a
quello di un animale. L'assoluta sorpresa gli offusc la vista.
Vedi? Pigramente, quasi con aria sognante, la signora
Mitwisser si rivolse a me; le sue dita giocherellavano con la garza
che aveva sul petto. Mio marito, disse con voce stanca, ha il desiderio
di uccidere questo ragazzo.
 stato Willi gemette Heinz.
Avevo assistito a qualcosa di nuovo sotto il sole dell'universo
di Mitwisser: aveva picchiato un bambino, e per qualcosa di pi di
una semplice rabbia momentanea. Un demone si era impossessato
di lui. Era la moglie che voleva percuotere? Era (pensai a quello
che aveva detto il dottor Tandoori prima di andare via) il fatto che
non era libero? Incatenato alla sua Elsa, ai suoi figli, ai suoi
Caraiti? Al cataclisma mondiale, a questa casa in un deserto di scialbore?
Un'ora di piacere, e con un sarto!
Torna a letto disse a Heinz.
E a me: Guardi la garza, come si stacca. Forse lei pu... O
quando Anneliese....
Ci penso io dissi.
Era incerto, stralunato. La botta si era ripercossa nel suo corpo.
Tremava; la sua pelle era diventata bianca sotto i peli bianchi
della barba che cresceva. La mano che aveva colpito la testa del
ragazzo fiammeggiava.
Con la sua voce spenta sua moglie disse: Non lo ucciderai.
Non ucciderai questo ragazzo.
Calmati, Elsa, calmati.  solo un taglietto, un piccolo incidente.
Sdraiati. Ecco, ti aggiusto il cuscino, sei ruhig..." Tir un
respiro vulcanico; dentro c'era qualcosa di violento. Oh, mia povera
Elsa, disse, perch fai un incidente cos? Mettersi in un pericolo
cos grande...
Mi chinai su di lei per applicare la nuova medicazione. Lei mi
scost con una debole gomitata. Ma qualcosa di reticente nella
sua espressione mi trattenne.
Un pericolo cos grande, disse con aria assonnata, e inaspettatamente
si rivolse a me con lo strano nome che mi aveva dato:
Rslein, ora capisci? Elsa deve uccidere Elsa, allora lui non uccider
questo ragazzo, ora capisci?.
Con i suoi pugni terribili Mitwisser si copr la faccia.
...
.
...
CAPITOLO 40.
...
.
...
La signora Mitwisser dormiva. Il professor Mitwisser mi aveva
ordinato di vegliare sulla moglie per il resto della notte: non dovevo
perderla di vista, non dovevo addormentarmi. Disse tutto questo
quasi mitemente, con aria scoraggiata; era pi una preghiera
che un comando.
In quel mezzo silenzio soffocato la casa prese un aspetto confusamente
subacqueo. I suoni persero le loro origini: era Heinz
che piagnucolava in un sogno o Waltraut che russava sommessamente,
con un ritmo regolare come quello di un metronomo? Un
carosello di respiri, elusivi e sfuggenti come guizzi di pesciolini
che cercassero di scampare alle mandibole dei pesci grossi. Al piano
di sotto, tra le pareti dello studio, i passi di Mitwisser che andava
avanti e indietro, misurando il tempo o cercando di distruggerlo.
Alla fine si ferm. Si era buttato nello spazio vuoto del suo
letto. Anneliese non era in casa; James neppure. A ondate si alzava
un pungente odore di urina.
Vidi spuntare l'alba. O lei vide me, sbirciando da sopra il davanzale
e alzandosi sempre pi, fino a gettarsi attraverso il cielo,
verticale luce viola, come una torre di guardia risorta.
La signora Mitwisser si mosse. Le misi una mano sul fianco
sollevato.
Mi permetta di lavarla.
Andai a prendere una catinella e la lavai, vergognandomi di vederla
nuda; ma lei non si vergognava. Invalida volonterosa, si gir
disciplinatamente mentre mettevo un lenzuolo pulito.
Durstig disse.
Le diedi dell'acqua e lei bevve ripetutamente, e ne chiese ancora.
Nella luce sempre pi chiara del mattino il suo volto era luminoso.
Non vengono disse. La sua voce rapidamente diventava
pi forte. Stava prendendo un timbro basso e roco; le usciva dal
petto bendato tonante come il tambureggiare di un'orchestra.
Ora capisci? Non vengono, e mi tirava per la camicetta, anche
se io volevo solo essere lasciata libera di sprofondare nel mio cuscino
freddo. Ero morta di stanchezza e mi sentivo soffocare; invidiavo
la libert di cui il dottor Tandoori aveva dichiarato di godere.
Com'era semplice per lui cambiare una gomma e via!
Com'era semplice per Anneliese liberarsi della schiavit di quella
casa e scomparire! Il dottor Tandoori aveva la sua filosofia -
che non lo legava a nessun chiaro assetto - e Anneliese...
Anneliese aveva James.
C' gi il sole, disse la signora Mitwisser, e loro non arrivano.
Non sapevo cosa rispondere, e non importava: era stata presa
da una sorta di esultanza, un fiume di parole le sgorg dalla gola,
o da qualche luogo pi profondo, una spuma di progetti casalinghi,
astute diversioni e slanci affannosi, che ogni tanto culminavano
in un impotente farfugliare in tedesco. Aveva trionfato, versando
il proprio sangue aveva ottenuto astutamente la vittoria. La sua
vittoria era Heinz. Heinz era al sicuro. Aveva soffocato i pensieri
di suo marito. Mai pi suo marito avrebbe osato dubitare della
paternit di quel bravo ragazzo... Che ci provasse! Si permettesse
anche solo di guardarlo, si permettesse di farsi delle domande, e il
sangue, il suo sangue, il sangue della sua mano, il sangue del suo
cuore, sarebbe uscito a fiotti e lo avrebbe sconfitto! Sarebbe morta
per salvare Heinz, e ora suo marito era in trappola, ora capiva,
ora non avrebbe mai pi mascherato l'odio da amore.  quello
che fanno le baldracche, e allora chi  la baldracca?
Si rivolgeva a me come a una complice. Ero io, dopo tutto, che
avevo piantato il seme (der Kern, disse in uno dei suoi vuoti di memoria),
che le avevo suggerito come arrivare al successo. A questa
parola - successo - si tast il polso fasciato, fieramente: una ferita
da duello da esibire. Quanto al seme, quanto al suggerimento, era
questo: mio padre, l'altro ragazzo, mio padre l'altro ragazzo lo
aveva ucciso tanto tempo prima, per quel ragazzo era troppo tardi.
Ma per Heinz no, non era troppo tardi! La violenta percossa
del marito alla povera testa di suo figlio era la prima, s... e anche
l'ultima. Era sua intenzione (il suo tono divent sermoneggiante)
fare pulizia, liberarli tutti dalla disonest. Era a met dell'opera.
Heinz era salvo, e questa era la prima met.
Era logica, metodica; empirica. I tagli, la cornice d'argento, il
sangue che colava: questa era l'attrezzatura del suo laboratorio.
Non c'era da stupirsi se toccava la gloria delle sue ferite!
Se verranno disse, e si interruppe. Era strano sentire quel
se, una riflessione su una teoria non dimostrata, una specie di
capovolgimento: aveva il suono della speranza, e cos'era che sperava?
Si tir un po' su, per guardare fuori dalla finestra. C'erano
solo i denti sporgenti dei tetti delle case vicine. Ma la sua bocca
era aperta, e i suoi bei denti mandavano lampi al primo sole come
un codice significativo che inviasse segnali a qualche sole pi lontano
dietro il nostro.
Nei giorni che seguirono il professor Mitwisser non chiese di
me. Dovevo badare a sua moglie, il lavoro alla macchina da scrivere
era subordinato al benessere di sua moglie, io dovevo tenerla
calma, calma soprattutto, la sua presenza non sarebbe andata bene,
quando entrava nella stanza di sua moglie la sua presenza provocava
terribili reazioni. E occorreva impedire l'accesso anche ai
bambini. Snocciol ripetutamente tutte queste cose, e poi chiuse
la porta sui problemi della casa.
Il quarto giorno mi chiam.
Lei cosa sa di mia figlia?
 andata con James.
S, s, con James. Non  questa la mia domanda. Io non chiedo
informazioni su James. Chiedo informazioni su mia figlia. Sua
madre sta male e lei non  in casa. I miei figli litigano, la piccola
 sconvolta, e mia figlia dov'?
Era ignaro della vita che lo circondava. Si accorgeva di ben
poche delle cose che non lo riguardavano. La radio a galena, la
bambola spagnola abbandonata sulle scale, la teiera col beccuccio
dorato... Tante aggiunte e trasformazioni, e lui non aveva visto
niente.
Non studia pi. Diventa indifferente.
Se la mandasse a scuola...
Mia figlia ha una mentalit europea. La scuola americana non
 adatta a lei.
Ci manda i ragazzi.
I miei figli sono dei bambini. Mia figlia  una giovane donna.
Dovrebbe stare al fianco di sua madre. Mia figlia, non un'estranea.
Mi prese una sorta di temerariet, un contagio di smoderatezza:
la signora Mitwisser mi aveva attaccato la sua esultanza. La sua
vittoria sanguinosa.
Quella ciocca di capelli, dissi, nella scarpa di sua moglie,
che sua moglie ha trovato nel letto di James...
Non mi parli di questo!
Se era di sua figlia...
La mia povera moglie  affranta, soffre di allucinazioni, ha
perduto la ragione, accusa questo e quello, accusa se stessa... Le
lunghe ossa degli avambracci, gigantesche e nere nelle maniche
nere, davano colpi al vuoto come un paio di accette.
Dissi lentamente: La signora Mitwisser non soffre di allucinazioni.
Io credo che ci veda bene.
Prego andare adesso, non ho bisogno di lei.
Le manone ricaddero. Disarmato, rimase dov'era.
Mia figlia, disse,  assente da questa casa da tre notti.
Con James.
 nostro buon amico, non c' niente di male.
Avevo perduto ogni timore. Sua moglie cominciai, e lasciai
che il resto svanisse nell'aria.
Io non ho moglie, mia moglie  pazza!
Sua moglie vedeva tutto. Lui non vedeva niente.
...
.
...
CAPITOLO 41.
...
.
...
Willi mi port due lettere. Sembrava deluso: la posta era arrivata,
e non c'erano pacchi. I regali di James, le sue sorprese, avevano
cominciato a diminuire. Negli ultimi tempi non c'era stato
niente. Ma la casa era gi piena di giochi e di trastulli e di scatole
di varie forme, alcune delle quali aperte a malapena e messe da
parte. Un angolo della cucina era bloccato da una piramide di
queste acquisizioni. Mi sembrava che lo squillo del postino, e le
grida e gli eccitati spacchettamenti successivi, stimolassero pi
che saziare l'ingordigia della famiglia. Solo Waltraut era contenta
delle sue bambole con i loro vestiti multicolori. O almeno non
sperava di riceverne delle altre.
Willi disse: Qualcuno vuole sposarti.
Ansimava un po'. Aveva fatto le scale di corsa. La sua testa aggraziata,
una versione immatura di quella di Anneliese, era solo
una massa di capelli abbandonati a se stessi. Gli coprivano gli occhi
come un graticcio copre l'oscurit; da settimane Anneliese trascurava
di aggiustarglieli.
Qui dentro dice cos disse.
Quella lettera  per te?
 per te ammise.
Allora perch l'hai letta?
La busta era aperta.  scivolata fuori.
Esaminai la busta. La linguetta era parzialmente scollata. Ma il
resto era stato lacerato.
Non sta bene leggere le lettere degli altri. Non sta bene frugare
nella roba degli altri dissi.
Se ti sposi pap dovr trovare un'altra per badare alla mamma,
e Waltraut? Anneliese non  tornata, e pap... Pap... Era
difficile parlare di pap.
Compresi che aveva paura. Stavamo sprofondando sempre pi
nell'incivilt: i ragazzi in guerra, la biancheria sporca, le pentole che
traboccavano, Mitwisser che passeggiava dietro una porta chiusa,
sua moglie a letto che faceva la smorfiosa, Waltraut che non aveva
fatto il bagno ed era sempre pi abbacchiata. A volte si abbandonava
a urla inconsolabili. Se facevo un po' di ordine da un lato, lo sfacelo
gi si affacciava dall'altro. Io, l'estranea, ero l'unica cosa che
impedisse a tutti noi di arrivare all'ultimo stadio dell'anarchia: ero
diventata il motore nascosto della nostra sopravvivenza. Nessuno ci
badava. In quella famiglia solo Willi - questo ladruncolo - mostrava
una certa curiosit per chi, o che cosa, potevo essere.
Io non sposo nessuno gli dissi.
Riconobbi subito la calligrafia. Ma la mia reazione fu fredda.
Una lettera di Bertram non aveva pi il potere di agitarmi. Bertram
aveva mandato Ninel a portarmi via ci che era stato destinato
a me. Nemmeno il suo bacio era destinato a me. Comunque,
era un cugino per modo di dire.
Nondimeno, nel feudo dei Mitwisser una lettera era un avvenimento.
Oltre a essere priva della radio (i borbottii ultraterreni nella
cuffia di Heinz non contavano), la casa non aveva il telefono.
Nel 1935 quasi tutte le famiglie americane possedevano una radio,
ma il telefono era ancora una comodit poco diffusa. Era strano
che una cosa simile non fosse tra le sorprese di James alla famiglia:
che Mitwisser, condannando le intrusioni, lo avesse proibito? O a
negarlo era stato, enigmaticamente, James in persona? Mangiavamo
e dormivamo su un'isola; eravamo dei naufraghi. I ragazzi formavano
un gruppo a s. Battibeccavano e litigavano tra loro, ma
la loro devozione era tutta interna, nonostante la vita che facevano
a scuola. Nessun amico o compagno di scuola aveva mai varcato
quella soglia. Il mondo esterno, con i suoi terremoti, non aveva accesso
a noi, se non per lettera. E le lettere erano abbastanza rare:
la sconvolgente rivelazione dalla Spagna; ogni tanto, rispondendo
alle domande di Mitwisser (ne avevo battute a macchina una dozzina),
un controverso stillicidio caraita da questa o da quella localit.
Anneliese e la signora Mitwisser non ricevevano niente. E io...
be', ecco Bertram, di nuovo. Ma la cosa mi teneva in ansia: perch
scriveva, questa volta? Era un'altra punzecchiatura da Croft Hall,
qualche altro residuo dell'ignominia di mio padre?
Presi la busta in cui Willi aveva ficcato il naso (che Bertram
aspettasse, pensai), e ne tolsi un foglio di carta intestata con
l'immagine di un rocchetto di filo verde. Il filo si svolgeva con una
lunga spira; in fondo compariva la testa di un serpente, e dalla
bocca del serpente uscivano queste parole:
Gopal V. Tandoori, M.A., Ph.D.
Avatar della Filosofia del Serpente
Abiti Eleganti su Misura
118 Gravesend Neck. Road
Gravesend, Brooklyn, New York
Mia cara Signorina (lessi), mia cara Amanuense!
La prego di non spazientirsi davanti a questa missiva. Presto le
spiegher. Posso sperare che la moglie del Professor Rudolf
Mitwisser si sia ripresa bene dal suo disgraziato incidente? E
che lei stessa continui a essere in buona salute?
Deve sapere che ho pubblicato numerosi articoli sul Giornale
Internazionale di Metafisica Storica di New Delhi. Tempo
addietro ero un consulente di questo illustre periodico, ma dopo
il mio arrivo su questi lidi, ahim, non pi. Per fortuna, tuttavia,
alcune copie si trovano nella Biblioteca Pubblica, grazie
alla quale circostanza il Professor Rudolf Mitwisser le ha scoperte,
togliendo la mia persona dalla sua abituale oscurit. In
seguito alla quale scoperta, la sua comunicazione ha fatto il giro
del vasto mondo! Da New York a New Delhi a Bombay e
ultimamente, posso dire felicemente, a Brooklyn!
Da qui la mia conoscenza di questo delizioso gentiluomo, resa
ancor pi gratificante dalla presenza della sua incantevole
Amanuense!
Durante il periodo della mia graditissima visita, ella (la prego
di notare che il mio ritratto si astiene cortesemente dall'usare
la seconda persona) rimane silenziosa. Nondimeno, io osservo
che ella osserva. Io stesso sono un grande osservatore. Osservo
questa silenziosa ma molto intelligente signorina. I suoi occhi
sono piccoli ma rispettosi.
Il suo labbro superiore  corto, uno stile quanto mai ammirevole
anche nelle nostre signorine indiane. Il suo silenzio promette
modestia. Ella rifugge dalla facile allegria, mostrando
nella sua disposizione una gravit che molto le dona. Ella
ascolta con grande comprensione. Ella  matura nelle sue intuizioni,
ma sembra avvolta da un velo di malinconia.
Non ogni libert  desiderabile (forse lei ricorder che ho toccato
l'argomento della libert). Non ogni dominio  indesiderabile.
Si pu essere dominati dall'occhio: inaspettatamente!
Si pu essere dominati dal cuore: inaspettatamente! Non 
sempre possibile negare gli immateriali percorsi interiori della
propria natura materiale. Di conseguenza lei merita di essere
informata che mia moglie (che non  pi mia moglie) tale divenne
in virt di un accordo familiare, secondo la tradizione, e
non tramite l'occhio o il cuore.
Mi permetta di chiarire. La diligenza sul lavoro, combinata con
orari infaticabili, forse non mi ha reso precisamente prospero;
ma posso dire che non manco di nulla. E mio intento ridurre le
mie fatiche notturne allo scopo di proseguire il lavoro su uno
studio gi ben avviato. In verit, esso fu iniziato alcuni anni fa,
e solo ora sento l'ispirazione (oser confessarlo?) di portarlo a
compimento. Esso raggiunge, fino a questo momento, centocinque
pagine, tutte scritte con la mano che vede davanti a lei!
In breve, mia cara Amanuense, anch'io ho bisogno di un'Amanuense!
La invito nella mia confortevole abitazione.
Il mio appartamento, al primo piano (per gli americani il secondo)
di un palazzo di arenaria di cinque piani, pulito e ben
tenuto,  formato da due stanze sul retro, un capace salotto,
una cucina ben arredata e un wc (con bagno).
La remunerazione sar pari a quella che lei riceve attualmente
dal Professor Rudolf Mitwisser, e se dovesse venire il momento
in cui la remunerazione non sar pi pertinente - quando la
remunerazione sar superflua - un momento in cui lei sar
pronta a ricevere l'ammirazione del mio occhio e la devozione
del mio cuore - allora... allora (oser dirlo?)... spero che lei accetter
di diventare mia moglie.
Forse lei desidera conoscere il tema del mio studio. L'ho intitolato
Contro gli di. Noti che  mio intento, se lei dovesse
guardare con simpatia alla mia offerta, acquistare una Underwood.
Noti anche che la gomma  stata riparata.
La prego di perdonare la mia sfrontatezza. Ripenso estaticamente
alla sua boccuccia!!
Distinti saluti,
Gopal V. Tandoori
Cosa poteva aver capito Willi?
Come un uccello dalla vista acuta che prende di mira un singolo
chicco di grano su una distesa di ghiaia, aveva colto la parola
moglie.
La lettera di Bertram:
Ehil, piccola Rosie!
Questa  la mia ultima notte dai Capolino. Da domani sono
fuori. Dicono che gli serve questo posto per una nipote sposata
di fresco, ma la verit  che ultimamente sono stato un po'
lento con l'affitto. Non credo che questa nipote esista veramente
(non che ci sia penuria di nipoti! ma sembrano tutte
nonne),  solo una cosa che dice la signora Capolino. Non vuole
urtare i miei sentimenti. Quass, intanto, col pigia pigia che
c', nessuno far caso a una coppia di sposi novelli. Ninel diceva
che era come passare la notte dentro una caffettiera. Comunque,
io faccio rotta per lidi sconosciuti.
E veniamo alle buone (ah ah!) notizie. Ho ricevuto dall'Economo
una lettera di licenziamento. Fuori con gli scioperanti
una volta di troppo, sconvolgendo la routine ospedaliera, insomma
mi d dell'agitatore. Tuo cugino Bertram, un agitatore!
Mi sono rivolto a qualche pezzo grosso del consiglio di amministrazione,
ma non  servito a niente, e ora sono disoccupato.
In un certo senso  un'ingiustizia, perch ne  passato, di tempo,
dall'ultima volta. Non vado pi in giro con quella banda,
non c' nessuno che mi ispiri. Cos vanno le cose, bambina.
Tempi difficili.
Ma sento che da te va tutto bene. Ninel dice che ti hanno assunto
come una specie di segretaria, ha visto una macchina da scrivere
nell'ufficio di Herr Katzenjammer (NOTA: I Katzenjammer Kids sono i fratellini Bibx e Bib dei fumetti. FINE NOTA.). Una massa di profughi,
una ghenga di urloni, diceva, ma tu sei l con loro, stai bene,
e almeno non sei al verde. Sono lieto che non ti sia dispiaciuto
darle una mano: Ninel mi ha detto che l'hai fatto volentieri. 
partita col suo gruppo, adesso  l, qualcosa che riguarda le ambulanze,
ma io sono quasi certo che si tratta di armi.
Tutto qui. In un modo o nell'altro dovr rimettermi in piedi,
ho pestato abbastanza polverine e riempito abbastanza capsule
per una vita. Hai qualche idea?
La signora Capolino dice che posso tenere i gerani: un regalo d'addio.
Abbiti cura, bambina.
Bertram
Nella penombra dello specchio nell'ingresso studiai la mia faccia.
Era proprio cos corto il mio labbro superiore? Era cos piccola
la mia bocca? Non riuscivo a decidere. Ma era chiaro come il
sole che l'amanuense nello specchio era avvolta in un velo di malinconia.
Era gi passata un'intera settimana da quando Anneliese e James
avevano lasciato la casa.
...
.
...
CAPITOLO 42.
...
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...
L'hinterland faceva al caso suo: l'hinterland, mezzo in rovina,
con le sue decrepite fattorie, con i silos e le stalle cadenti, e nelle
citt stanche case dalla struttura in legno con verande deformate
che invocavano una mano di vernice, citt su citt inerti sotto il
sole abbacinante dell'estate, col quartiere degli affari - tre strade
di negozi malridotti oscurati da tendoni di tela - prostrato dalla
fatica. Pens a un formicaio calpestato e abbandonato: era un'immagine
ricorrente. Qualche mese prima, a Clarksville, non aveva
preso in giro quelle vecchie signore che si affannavano tanto con
le sue chiacchiere sui formicai? E quel furbacchione di Thrace, un
uomo che sembrava un insetto, con gli occhi sporgenti di una
mantide religiosa, uno stupido che non aveva la pi pallida idea
del valore del Bear Boy. Pieno di soldi. Bene! Il Bear Boy nascosto,
sepolto, forse buttato nella spazzatura. Thrace alle sue spalle,
Clarksville alle sue spalle, tutti quei nascondigli... Si era nascosto,
si era seppellito per un inverno e una primavera, e aveva fatto a
meno del kif (il kif era stato tanto tempo prima), ma con un piccolo
aiuto da parte della bottiglia. Per lo pi passava i giorni dormendo,
ma ogni tanto faceva pulizia e prendeva l'autobus per Albany.
Albany aveva qualcosa di pi di ci che occorre alla natura
umana: certi alberghetti dalla cattiva reputazione.
In uno di questi si svegli a mezzod di una calda giornata di
giugno, intontito e con la vista confusa. La donna se n'era andata
da ore e la camera puzzava della roba che avevano bevuto. Non
aveva il conto da pagare (dovevi pagare anticipato), e usc in strade
sconosciute. Camminare gli fece bene: alle gambe, in ogni modo;
il torpore, l'autoincriminazione che segue il frettoloso accoppiamento
dei maschi, disert i suoi polpacci, le sue cosce e le sue
ginocchia, e lui scopr, all'inizio quasi senza accorgersene, che stava
correndo. Pi correva, pi si sentiva unto, un po' dalla luce del
sole, un po' dal sudore. Il liquore volava via come penne appiccicate
alla pelle strappate dal vento che alzava nella pura velocit
della corsa. Qualunque cosa gli avesse lasciato quella notte - uno
stato d'animo, una sensazione, un timore, ma non infelicit, perch
l'infelicit era il suo habitat, ci viveva dentro, non era diverso
dall'avere occhi per guardare fuori - i suoi muscoli in movimento
riuscivano a farla evaporare. Correva! I quartieri gi stavano cambiando,
passando dallo scalcinato al decoroso. Sfrecci davanti alle
colonne bianche di un palazzo bianco, con un prato quadrato
davanti, e un nero recinto di sbarre di ferro: era una specie di collegio.
Rallent e torn indietro a guardare: un college quacchero.
E riprese a correre.
Tre giorni dopo venne ad Albany, se non per starci veramente,
per starci almeno un po'. Vi fu attirato dalla sorpresa. Albany lo
aveva sorpreso. Lo aveva lusingato: gli ridiede la stima del suo
corpo; fu un antidoto alla fiacca. Gli aveva regalato un quarto d'ora
di euforia. A un isolato dal college quacchero trov un modesto
alberghetto: la sua reputazione era intatta, ma anche l si pagava
anticipato, mese per mese. Sui davanzali il sole era cocente, e lo
fece pensare ad Algeri. Dal dandismo di Algeri non era pi risalito
allo status di un grande letto in un albergo, dove cambiavano le
lenzuola tutti i giorni e una cameriera accatastava asciugamani freschi.
A parte questo - il semplice fatto che un albergo non era una
pensione - il William Penn non aveva nulla in comune col Promenade.
Impar abbastanza in fretta che l una signora della notte
non era gradita, n lei n l'odore della bottiglia. La sala comune
della colazione era arredata austeramente: tre lunghi tavoli e una
credenza sulla quale erano allineati cestini di pane scuro e spesse
tazze di porcellana. Arredi semplici, vitto semplice: il William
Penn era una dpendance del College Amici della Valle dello
Hudson in fondo alla strada.
La mattina lo svegliava il primo sole, entrando dai vetri delle
finestre senza tendine. Attraversava la sala della colazione, prendeva
una focaccina e via. Di corsa! Era il caldo vibrante che lo
spingeva, l'estate al punto di ebollizione, che gli usciva dalla pelle
come una nuvola di vapore; o erano quei curiosi quartieri malridotti
velati da antiche storie sconosciute, o i rivoli stranamente
freddi di sudore che gli scorrevano sugli stinchi. Era un bagno volante,
era un pesce aggrappato alla marea, era un'onda! Ubriacato
dall'assenza di peso, cento volte pi leggero di prima. Lo riport
alla sera in cui si era liberato del Bear Boy, quando d'impulso lo
aveva rifilato a un uomo senza nome in una citt senza nome. Un
suo vecchio, vecchissimo stratagemma, attuato in un istante. A
meno che, be', i dadi fossero truccati; in tal caso, chi aveva imbrogliato
chi? L'uomo, comunque, non ne aveva idea.
In una curva dell'atrio, appena fuori dalla sala della colazione,
c'era una toilette. Si lav - un odore raggiante, quasi un fetore, si
alzava dalle ascelle e dall'umido filo della schiena - e and in ricognizione
tra i lunghi tavoli. Un inserviente aveva cominciato a
sgomberare la credenza. Era tardi, erano le dieci e mezzo, l'orario
assegnato alla colazione era agli sgoccioli. Mentre si dirigeva verso
la caffettiera, gli ultimi ospiti stavano uscendo. Una coppia di
(pens) uomini d'affari con le loro borse di cuoio. Una donna
gobba con i capelli bianchi, il pince-nez e il bastone. Un gruppo
di bambini: troppi bambini tutti insieme, e tutti maschi. No, tra
loro c'era anche una ragazzina, pi alta degli altri. Gli secc che
stessero portando via la roba da mangiare; in questo albergo ordinato
tutto era preciso. Eppure il liquido marrone nella sua tazza
era cattivo: proprio il fondo del recipiente, amaro e reso sabbioso
dai fondi di caff. Decise di iniziare la sua corsa pi presto. Era diventato
il centro della sua concentrazione: perch lo sollevava dalla
concentrazione. Era il suo sollievo.
Alle otto del giorno dopo la sala della colazione era movimentata
ma non troppo rumorosa (ogni cosa l era soffocata, seria,
chiesastica). Il caff era fresco, le focaccine calde. Un aroma di
cannella aleggiava nell'aria. Entr tutto luccicante, come se lo
avessero unto da capo a piedi con olio d'oliva. Era rosso in faccia
e sentiva che stava ansimando come il cagnolino che lo aveva seguito
al galoppo, una nervosa creaturina che uggiolava come se
volesse mordergli i talloni, ma solo fino all'orlo del marciapiede,
dove si era arrestato con una specie di quacchera dignit. Era la
dignit a dominare la sala della colazione, cos davanti alla credenza
lui fece un passo indietro per permettere allo scuro fagottino
di una donna di mettere in un piatto una cucchiaiata di mirtilli;
ma alla donna tremavano le mani, il piatto tremava, e i mirtilli
caddero per terra. Immediatamente un uomo - molto alto, e in
qualche modo arcigno - arriv di corsa e la condusse verso uno
dei lunghi tavoli in fondo alla sala. Il gruppo di bambini che aveva
notato il giorno prima era seduto l: un gruppo familiare, ma
silenzioso, anche il beb, non quello che ti aspetteresti dai bambini.
La ragazzina si alz (c'era solo quella, a meno che il beb non
fosse una femmina: da quella distanza non poteva dire), si avvicin
alla credenza e riemp di mirtilli un altro piatto. Ma quando
torn al tavolo della famiglia, il padre si era alzato (immaginava
che fosse il padre) e stava persuadendo la madre (immaginava che
fosse la madre) ad andare con lui. Lo dedusse dall'espressione del
padre, preoccupata e implorante, ma soprattutto dal fatto che il
padre aveva preso la madre per un braccio, cercando di farla alzare.
La donna si limit ad abbassare lo sguardo ai mirtilli che la ragazzina
le aveva messo davanti. Poi vi affond le nocche e cominci
a schiacciarli girando la mano nel piatto. La ragazzina si mise a
piangere. Gli altri bambini sgranarono gli occhi senza dire nulla.
Ma la donna parl, e l'uomo parl, e la donna parl pi forte, e
l'uomo si rivolse a lei in un tono spazientito, e alla fine l'uomo
prese la donna per le spalle e la fece uscire dalla porta.
Erano stranieri. La loro lingua non era chiara: svedese o norvegese
o qualcosa di simile. Lo avrebbe interessato, se fossero stati
svedesi. Non sembravano svedesi: tutti i bambini erano bruni, e
la madre poteva quasi passare per ebrea: ma che ci facevano, l,
degli ebrei? Vide che i bambini si stavano agitando, bench parlassero
ancora a voce bassa. Tedesco. Era tedesco quello che sentiva,
e tedesco il piagnucolare del neonato, che in realt non era
un neonato: sfugg agli altri e se la diede a gambe. Una bambina
piccola, spaventatissima. La ragazzina pi grande l'agguant, la
prese in braccio e li port via tutti. Erano vestiti in uno strano modo,
i ragazzi con i calzoni corti e i calzettoni, la ragazzina alta come
una donna, con i capelli neri in due trecce sopra le orecchie.
Gioielli nei lobi: questo lo scandalizz, tanto gli era estraneo.
La mattina dopo pioveva. Lui rimase adagiato nel suo bel letto
che odorava di bucato, col suo paio di cuscini grossi e soffici, a
guardare i rivoletti che scorrevano sui vetri, due o tre capricciosi
affluenti che si univano in un solo ruscello dall'aria decisa. Il cielo
era piatto e grigio gesso, solcato da saette zigzaganti, come uno
che mostrasse i denti all'improvviso. E poi il tardivo tuono gutturale,
a miglia di distanza. Gli fece venir sonno. Quando torn a
svegliarsi, il vellutato rullare dei tamburi del tuono era ancora pi
fioco, ma la pioggia era insistente e scorreva in opache cortine davanti
alle finestre.
Era curioso di rivederli, la donna che si era opposta all'uomo,
e specialmente l'uomo: quel teutone enorme. C'era qualcosa che
non andava, nella donna. C'era qualcosa che non andava in tutta
la banda. Un'ossessione, una precariet. Sapeva riconoscere la
precariet. La ragazzina quando aveva preso in braccio la bambina
piccola. Occhi antichi in una faccia giovane. Ma la sala della
colazione era deserta. La roba da mangiare era stata gi rimossa,
del caff non restavano che i fondi, aveva passato la mattina
a dormire.
Dopo la pioggia, un sole rinvigorito sbuc dalle nuvole come
un colpo di gong. Il caldo lo invest con la forza di una rete gettata
da un pescatore. Gli venne in mente una rosticceria nella strada
subito dopo il college quacchero e vi si diresse, sperando di trovare
un sandwich: cominciava ad avere abbastanza fame. Sul marciapiede
davanti al college vide la ragazzina. Gli voltava le spalle
- la schiena era lunga - tenendo la bambina per mano.
Be', salve disse.
Lei si volt e fece un passo indietro, verso il recinto di ferro.
Vi ho visti ieri in albergo. A colazione, l'intera famiglia. Tua
madre sta bene? Poi pens che poteva non capire.
Ma lei disse educatamente: Grazie. Mia madre sta bene.
Era fredda e distaccata. Aveva una sorta di sussiego adolescenziale.
Questo lo meravigli. Era come se fosse lei ad avere coscienza
di una estraneit: come se l'estraneo fosse lui. E sapeva che
mentiva, o era solo guardinga. Era evidente che la madre aveva
qualcosa che non andava.
Tu parli inglese, allora disse.
Me l'hanno insegnato a scuola. Anche mio padre. Ma ora devo
studiare di pi.
E tutti quegli altri bambini?
I miei fratelli devono imparare da zero. Lo disse in un tono
autoritario. Alz il mento; pieg la testolina. Era alta quasi come
lui. Non doveva avere, immagin, pi di tredici o quattordici anni,
ma aveva la decisione di una donna, e la schiena lunga di una
donna.
La bambina aveva trovato un bastone, e lo stava battendo ritmicamente
contro una targa metallica attaccata al recinto. Un'insegna.
Waltraut, nein! ammon la ragazzina. Ma la bambina continu
a battere rumorosamente sull'insegna.
Come l'hai chiamata?
Waltraut.
Che nome buffo. Si frug in tasca e ne trasse qualche moneta.
Scelse due delle pi lucide e le porse alla bambina, che lasci
cadere il bastone e si avvicin, entusiasta. Questo  un soldino, e
questa una moneta da dieci cent.
No, per favore disse la ragazzina. Nella mia famiglia non...
La interruppe: Per amor di Dio, sono solo pochi centesimi.
Questo parve metterla in agitazione. Siamo qui da poco, non
so ancora come sono i soldi.
Lui fece piovere sul marciapiede una cascata di monete. La
bambina alz gli occhi, felice. Vedi, quello  un nichelino, cinque
cent, e quello  un quarto di dollaro, venticinque. Dai, disse alla
bambina, giocaci, mettile una sopra l'altra. E alla ragazza pi
grande disse: Posso mostrarti i biglietti di banca, se vuoi.
Una macchia rossa si allarg sul suo collo. No, per favore.
Ora andiamo... Si chin a raccogliere le monete. Ecco, prenda,
per favore.
Era - come chiamarla? - una sorta di agguerrita onest. A lui
fece un'impressione di stupidit: stupido orgoglio davanti a un
pugno di spiccioli. La bambina che giocava ai suoi piedi lo incant:
stava lavando i soldini in una pozzanghera lasciata dalla
pioggia. Lascia che li tenga la bambina, come se fossero torte di
fango, che male c'?
No, per favore disse ancora lei. Era un ordine, non una preghiera.
Mia madre non lo permette. E poi, con un'aria da imperatrice:
Non accettiamo denaro che non  nostro.
Allora diciamo che  un prestito. Ehi, piccola, disse, facendo
una faccia da clown, bada di restituirmi tutte quelle monete usate
americane quando ci vediamo in albergo, okay?
La bambina rise.
Lo abbiamo lasciato, l'albergo.
S?
Stamattina. Mia madre e i miei fratelli sono gi nella casa
nuova. Ed ecco mio padre.
Era sbucato dalle colonne che cingevano l'entrata del college e
stava marciando verso di loro. Un teutone grande e grosso con un
abito pesante. Lana in giugno! Era strano; ma la ragazza era una
stranezza in s e per s: la seriet, l'autocontrollo. Aveva ereditato
la statura del padre, ma non i suoi occhi. I suoi occhi erano blu come
quelli di un marinaio svedese; ma nessun marinaio svedese
aveva uno sguardo feroce come quello. Il padre ringhi qualcosa
alla bambina, in tedesco: la bambina era seduta in mezzo alla pozzanghera,
con le mutande e il vestito bagnato, e lavava i soldi.
Dall'albergo, stava dicendo la ragazza (in un inglese che affiorava
dal tedesco), gliele ha date lui. Ma la mamma ha detto...
Il padre tagli corto con un grugnito e gli porse maestosamente
la mano. E gentile a divertire la mia bambina. Lei ci ha elargito il
nostro primo tesoro americano.
Cos ci che la mamma non permetteva fu revocato dalla condiscendenza
del forestiero.
Lui prosegu fino alla rosticceria, mangi il suo sandwich di
carne salata e pens: perch correre? Non a stomaco pieno, comunque,
ma perch correre in generale? Perch correre ancora?
Non avendo una meta, non c'erano traguardi. Quando arrivava
alla fine della corsa trovava soltanto se stesso: sempre lo stesso.
Pi avanzava, pi arrivava a se stesso. L'ebbrezza era di breve durata:
una seduzione, un'illusione. Non durava. Un tiro di dadi, e
in un lampo il Bear Boy era sparito. Il brivido improvviso, ed era
tornato a se stesso. Lo zaino un po' pi leggero. Lui un po'... Cosa?
Pi pulito. Non che potesse mai liberarsi di tutti i residui del
Bear Boy, li aveva nel fegato e nei polmoni. Contaminazione. Vivere
senza premeditazione, ecco il sistema. In volo. Kif, alcol, rose
per le signore, l'uomo dagli occhi sporgenti nel cortile della scuola.
Bridget. Il brivido improvviso, la padronanza del momento,
come dev'essere diverso per la gente che viene espulsa dalla sua
vecchia vita e dopo non riesce a riconoscersi. Lui, lui non era stato
espulso, era uscito, strisciando, da solo. Quelle persone... Stranieri.
Sembravano confusi. In una lingua diversa la laringe diventa
muta. Conosceva quella sensazione, anche lui era stato uno
straniero (no, un viaggiatore, un viandante, un vagabondo, non
era stato espulso, lui). La ragazza non era muta, aveva detto qualche
parola in inglese. Il padre, che tipo, formidabile. Con quella...
Cos'era? Una presa in giro? Lei ci ha elargito il nostro primo tesoro
americano, mio Dio, che roba era? Tesoro, elargito, cosa intendeva
dire?
Si compr un paio di camicie nuove, pag due mesi anticipati
e si install al William Penn.
La ragazza aveva parlato di una casa nuova, invece era vecchia,
in un quartiere in rovina. All'angolo, una stazione di servizio abbandonata.
Oggetti scassati in uno spiazzo deserto. Ma sulle facciate
ancora qualche tocco di antica eleganza: se ne vedono, in
queste citt americane logorate dal tempo, butterate lampade
d'ottone appese ai soffitti delle verande, una lunetta dai vetri istoriati
sopra una porta. All'inizio era solo la ragazza - la donna-
bambina imperiale - che valeva la pena di osservare. Le trecce sopra
le orecchie, come due lumache, gli orecchini piccoli e brutti,
la sagacia. Quella tranquilla aria segreta. Ma alla fine fu per il padre
che si mosse, per il teutone che non era un teutone, l installato
tra letti e tavoli dismessi, caritatevoli lasciti di cristiani dal buon
cuore, che partiva la mattina per le bianche colonne di quel college,
il passo spropositatamente lungo, il vestito di lana, e la sera toglieva
caparbiamente dalle casse libri in alfabeti sconosciuti,
ridisponendoli come se la sua vita dipendesse dall'ordine giusto
in cui li metteva.
Era l come precettore della ragazzina, ma non per molto: gli
passava davanti come se volasse, sedendo per ore davanti a uno
dei dizionari di suo padre, scrivendo diligentemente sugli argomenti
che le indicava lui. A volte era docile, a volte recalcitrante.
Rifiut La storia della mia famiglia, ma chin obbediente il capo
con le trecce castane sopra Parchi e giardini che ho amato. Aveva
imparato in fretta a parlare con scioltezza, in realt non aveva alcun
bisogno di un insegnante (di un insegnante come lui, cio ancora
una volta di un attore, di un imitatore, il Bear Boy nell'ennesimo
costume), e comunque aveva delle responsabilit. La bambina
piccola, la madre. Lontano dall'albergo la madre miglior. In
albergo era stata timorosa, scagliandosi contro gli spettri tra i mirtilli,
scagliandosi contro il padre, contro i figli impietriti: che dipendesse
dal fatto che si ritraeva davanti al provvisorio, a ci che
non era n carne n pesce? Era stato il Consiglio a decidere di
metterli al William Penn: una sosta temporanea in attesa che la casa
fosse pronta. Nella vecchia casa di Albany con la graziosa lunetta
sopra la porta d'ingresso, mezza piena di mobili scartati da
altri, la madre era quasi serena. Le scale cigolanti, il regolare andirivieni
del marito, i rumori familiari che faceva trascinando le casse
dei suoi libri, i figli piccoli al sicuro nella scuola pubblica, cos'era
la loro se non una famiglia normale? Eppure la madre era
nervosa. Vedeva bene, lui, com'era nervosa, specie quando frequentava
la casa. Si occupava dei suoi ragazzi, quei bimbi stranieri
dall'aria solenne. A scuola erano imbarazzati. Erano muti come
pesci. Quando qualcuno gli rivolgeva la parola, non capivano. I
loro brutti nomi stranieri erano un'umiliazione, nomi brutti e stranieri
come quel brutto e straniero Waltraut. (Aver appioppato a
una bambina un nome simile! ) I nuovi compagni di scuola li prendevano
in giro per i nomi impronunciabili e i calzettoni neri e l'orribile
ed esotica seriet.
Cominci col trovargli nomi nuovi, di quelli che spiattellavano
tutto ci che essi non erano. Hank, Jerry, Bill. Nomi come questi vanno
a pescare usando come esca vermi vivi. Nomi come questi
sono scalmanati e fracassoni e si scambiano spintoni e gomitate e
si prendono a cazzotti e parlano nel solito gergo di Albany e saltano
gi dal guardaroba, facendo piovere frammenti di intonaco dal
soffitto della stanza sottostante. Questi nomi nuovi li cambiarono.
Gli impauriti ometti stranieri stavano diventando ragazzi riconoscibili.
Lui scherzava con loro e lottando li inchiodava al pavimento
e li seppelliva sotto valanghe di moltiplicazioni (la sua bambinaia,
quella con la pappagorgia che aveva insistito per fargli portare
gli occhiali, aveva seppellito lui), e li costringeva a imparare liste
di parole, non tutte educate. Insegn loro le regole del baseball.
Non era affatto come col figlio di Bridget. Non dovette regalargli
neanche un nichelino.
In un primo momento credette che fosse per via della ragazza,
che per questo li aveva rintracciati nella casa con la lunetta. Rintracciati,
proprio cos, perch era gente di cui si erano perse le
tracce, non erano turisti come gli altri, non erano visitatori che venivano
da fuori, non erano arrivati con le guide alle cascate del
Niagara e agli Adirondacks. Aveva visto il padre uscire da quel palazzo
bianco con le colonne. Nell'ufficio sul davanti chiese informazioni
sulla scritta sulla cancellata esterna: SOCCORSO AMICI OLTREMARE.
Lo condussero in un altro ufficio e lo interrogarono: cosa
poteva offrire, esattamente?
I mobili vanno sempre bene, sa? Arrivano qui senza niente.
Sono un precettore, disse lui, ho esperienza come precettore.
Cosa insegna?
Be', ho insegnato a leggere.
Capisco. Pu insegnare a leggere ai nuovi venuti? Abbiamo
due famiglie, gli dissero, gli Steiner e i Mitwisser. Gli Steiner
hanno un figlio solo, i Mitwisser ne hanno un mucchio. Ce li hanno
appena mandati, e il padre lo abbiamo messo qui. Illustre studioso
di storia religiosa, specializzato nei Carismiti. Famiglia molto
nota nel Vecchio continente, anche la madre aveva un posto
importante, non so dove. Un po' disorientati dal viaggio, capisce?
I bambini, non una parola di inglese fra tutti, tranne la pi grande,
la figlia. Io prenderei gli Steiner, gli Steiner ne hanno uno solo.
Sono anche persone simpatiche, non ci hanno dato il minimo fastidio.
No, no, disse lui, gli altri, i... Come si chiamano?
Mitwisser. Il padre  il professor Rudolf Mitwisser, insegna
qui da noi.
Che nome! Bene, prendo i Mitwisser.
Se loro prenderanno lei gli dissero. Il padre  gelosissimo
della famiglia, l'abbiamo visto con i nostri occhi. Ci ha detto di
spicciarci a preparare la casa,  stato piuttosto imbarazzante. In
albergo la moglie non si trovava bene. Non le piacciono gli alberghi.
Strana gente. Lei capisce, gli dissero, questo  tutto lavoro
assistenziale, nessuno la pagher per il suo tempo.
Capisco disse lui.
Il suo nome e l'indirizzo? Ah, il William Penn, allora pu darsi
che li abbia gi incontrati. Quanto si ferma?
Per il momento abito l.
Gli consegnarono un pezzo di carta: 22 Westerley.
Informeremo il professor Mitwisser. Generalmente queste
persone sono riconoscenti per tutto ci che si fa per loro, ma questo
 un caso speciale.
Alla fine scopr che era l per il padre. Tutto si riduceva al padre;
era al padre che guardava. La ragazza era solo una bambina,
una bambina misteriosa; una specie di oscura fierezza. Quell'aria
sagace lo aveva abbindolato. La sagacia come una malattia. Era la
statura a farla sembrare cos donna? La seriet, il velo di malinconia.
Non un filo di allegria in nessuno di loro. Be' no, i ragazzi: i
ragazzi ultimamente erano un branco di vitellini, e muggivano pi
e meglio di loro. O peggio. Si tiravano gi i calzettoni e camminavano
strascicando i piedi e scazzottavano l'aria, senza scopo, o si
scazzottavano tra loro. Ora lui li faceva chiacchierare in inglese,
anche tra loro: non che fosse tutta opera sua. Il bisogno di essere
come gli altri. Imparavano qualche parolaccia, bench avessero
ancora nel parlare quello scorrere vischioso del tedesco, le elle accartocciate
e le erre da gargarismi. Il pi grande, Hank, non si sarebbe
mai liberato del suo accento. I pi piccoli, chiss. Non la ragazzina.
Ormai la vedeva di rado: era sempre con la madre o la
bambina piccola.
Era passato pi di un mese da quando il padre aveva acconsentito
a lasciarlo avvicinare ai suoi figli. Era tutto preso dal problema
della loro sicurezza. Li circondava di barriere; le barriere
erano tutte nel suo vigile sguardo blu. C'era, tanto per cominciare,
la questione delle credenziali. Lo avevano mandato gli Amici,
dunque tutto bene, ma - come dire? - c'era anche... Come dire?
I miei figli, la mia famiglia, disse Mitwisser, noi siamo abituati
a... certe aspettative. Usanze europee, forse. Sono dolente di
non poterle offrire un compenso, al college sono molto buoni, tutti
sono molto buoni, ma il mio stesso compenso qui ... Diciamo:
insufficiente. Sfortunatamente noi non siamo...
Sono un volontario disse lui, e sorrise. Non gliel'avevano
detto? Significa che posso andare e venire. Niente obblighi da
ambo le parti. Lei non mi deve nulla.
Mia figlia, i miei figli, non devono essere... Come dire? Non
devono essere sminuiti. C' sempre stata una governante, ma
quando noi... E qui, come vede...
Anch'io avevo una bambinaia, quando ero piccolo.
Ah.
Avevo tanti di quei giocattoli che non sapevo cosa farmene.
I miei poveri bambini disse Mitwisser.  stato necessario
lasciare tutto indietro.
Il colloquio fin bruscamente. Il grosso teutone che non era
un teutone. Illustre studioso di storia religiosa. Quell'uomo era
ritto davanti a lui come un bambino malmenato, rosso di vergogna.
O come un bambino che  stato costretto a stare in piedi
per ore e ore.
Erano profughi squattrinati, sommersi dalla sfiducia. Eppure
troppo in fretta il padre si era fidato di lui. Credenziali? Non ne
aveva: il figlio malmostoso di Bridget, ah!... Ma guarda come sono
crollati i potenti, o mangiare questa minestra o saltare dalla finestra,
e tutto il resto. Prendevano quello che trovavano. Che anche
lui avesse avuto una bambinaia, in qualche modo questo cont.
Inoltre, salt fuori che i ragazzi Mitwisser lo trovavano simpatico,
andavano pazzi per lui, lui li faceva rigar dritto per mezz'ora e poi
lasciava che si scatenassero per due ore. Dietro la schiena del padre,
per cos dire: il padre era fuori a fare lezione sui Carismiti. La
ragazza, la madre e la bambina piccola erano quasi invisibili. La
bambina, quando la vedeva di sfuggita, era attaccata a una bambola
dall'aria forestiera vestita alla tirolese: non avevano lasciato
indietro tutto, alla fin fine. E tutti i libri che Mitwisser riordinava,
centinaia, forse migliaia. Quelli non li avevano lasciati indietro.
Dopo un po' venne a sapere che non erano i Carismiti, qualunque
cosa fossero, il pallino del professor Mitwisser. Erano i Caraiti,
qualunque cosa fossero. Ebrei, avevano qualcosa a che fare
con gli ebrei. Questo vecchio rabbino e quel vecchio rabbino.
Tutte cose lontane come la luna.
Un giorno chiese. Lo sorprese la sorpresa dipinta sul volto
mezzo accigliato di Mitwisser. Era come se difendesse una fortezza.
Una fortezza assediata, piena di armi mortali.
Qual  il suo interesse per questo? disse Mitwisser. Non attese
una risposta. Il mio interesse  per la deviazione teologica.
Per quella che chiamano eresia. Lei ha un interesse per questo?
Credo di no.
Non ho molto interesse per i rabbini e cose del genere disse
lui.
Questa fu la prima volta. La seconda volta chiese alla ragazza.
Stava tornando al William Penn - c'era una fermata dell'autobus
davanti alle vecchie pompe di benzina - e la vide seduta su un
masso nello spiazzo vuoto che, a giudicare dall'aspetto, un tempo
doveva essere stato un campo giochi per bambini. Catene arrugginite,
altalene rotte. Rifiuti dappertutto. La bambina piccola, accucciata
l vicino, giocava con la bambola vestita alla tirolese, fingendo
di darle da mangiare dei pezzetti di erba secca.
 qui che ti piace venire?
Non andiamo molto lontano. Pap vuole che Waltraut stia vicino
a casa. Perci veniamo qui, anche se non  molto bello.
Not che parlando con lui non diceva pi mio padre: era diventato
pap.
Vi tiene al guinzaglio, eh?
Lei non cap.
Vi sorveglia.
Oh, s. Ci vuole molto bene.
Ma non c' da aver paura. Non  come laggi.
Il pericolo  dappertutto disse lei.
Questa gente di cui si occupa il professor Mitwisser, disse
lui,  pericolosa?
La gente del college? disse lei, allarmata. No, no,  tanto
buona con noi, il lavoro di pap, e anche la casa...
Non la gente del college. Quella nei libri in cui mette il naso.
Lei sbott in un fugace sorrisetto. Se ne and cos com'era venuto.
La gente di pap  morta da mille anni.
Mille anni. Con la ragazza non pot andare oltre. La bambina
gli si avvicin, camminando di sghembo e tirandogli le tasche.
Ehi, tu, Wally disse lui, e se la mise in spalla e la fece saltellare
fino a quando lei rise a crepapelle.
Mitwisser non rideva mai. Evidentemente la sua gente, questo
vecchio rabbino e quello, si era dichiarata contraria.
Fu Frau Mitwisser che alla fine gli spieg la faccenda dei Caraiti.
L'aveva trovata sul divano liso nel soggiorno male illuminato.
Stava guardando in uno specchio con la cornice d'argento (un'altra
cosa che non avevano lasciato indietro?), studiandosi nella semioscurit.
Lui comprese che si crucciavano per la bolletta dell'elettricit.
Mangiavano riso bollito perch costava poco. Portavano
vestiti fuori stagione; le suole delle scarpe si erano assottigliate.
Quando lui si avvicin la signora Mitwisser depose la cornice
d'argento sul tavolino graffiato accanto a lei; non era affatto uno
specchio. Una vecchia fotografia colorata a mano: una donna piccola,
una grande pianta.
Sapeva di non esserle simpatico. Non le era piaciuto fin dal
primo momento. Dipendeva dal fatto che non corrispondeva alla
sua idea di un vero precettore, ossequioso in giacca e cravatta, ossequioso
soprattutto verso i pupilli affidati alle sue cure? La loro
condizione era sicuramente superiore alla sua. La sua condizione:
incomprensibile, per la signora Mitwisser. Non aveva niente, lui,
n condizione, n posizione, n grado: era sbucato dal nulla, come
i materassi schiacciati e i tavoli malridotti con cui avevano ammobiliato
la casa. Sembrava una specie di pagliaccio: saltava con i
suoi figli, li trasformava in dervisci ansimanti. Le loro grida echeggiavano
per tutto il giorno. Lei si sentiva distaccata dai suoi figli.
Li riconosceva a malapena.
Lo aveva notato in albergo, in quella che chiamavano la sala
della colazione. Non era molto imponente, quell'albergo. Aveva
conosciuto alberghi pi sontuosi, nel suo paese, tanto sontuosi da
farla tremare e camminare con una mano sul petto per nascondere
la paura. Il nuovo albergo - quello dove li avevano mandati -
era modestissimo. Nella sala della colazione non c'erano camerieri;
bisognava servirsi da un bureau, come una cameriera in un locale
pubblico. Con la coda dell'occhio lo vide piantato accanto a
lei, con la pelle lucida, col sudore che gli scorreva sulle braccia,
con la faccia macchiata dal caldo, come se avesse lavorato con una
mazza. Si allontan di un passo; ora era dietro di lei. Lei mise un
po' di mirtilli in un piatto. Era spaventosamente vicino, proprio
dietro di lei, si sentiva l'odore mammifero delle sue ascelle, il pericolo
era dappertutto, che intenzioni aveva? Cominci a tremare, i
mirtilli schizzarono fuori dal piatto...
Era un errore, ma preg egualmente Rudi di convincere il
Consiglio a toglierli dall'albergo. In quel posto facevano troppi errori.
I Carismiti non sono Caraiti... Il suo povero Rudi. Avrebbero
lasciato quel posto appena avessero avuto un po' di soldi, disse
lui, sarebbero andati a New York, naturalmente era utile al suo lavoro
essere vicini a una grande biblioteca. Ma non avevano soldi,
non ne avrebbero mai avuti, erano stati cacciati via, i Carismiti
non sono Caraiti, lei non riconosceva i suoi figli! Pericoli dappertutto.
Oh, se sua madre avesse saputo com'erano caduti tutti in
basso! Sua madre, morta da dieci anni, il viso colorato nella cornice
d'argento salvata da una tremula bugia:  solo argentata, nicht
Silber, sondern nur eine dnne Silberauflage. Vllig wertlos!
L'aveva spaventata. Non si fidava di lui. Insegnava ai suoi figli
strane cose. Le faceva strane domande: il lavoro di Rudi, la gente
di Rudi. La gente di Rudi erano dei fuggiaschi. Perch li voleva
inseguire, perch veniva da lei, perch non andava da Rudi? Ma Rudi
lo avrebbe respinto. Rudi era cauto, era prudente, difendeva la
sua gente, per lui erano come dei figli, e anche... Com'era rigido!
Com'era arrogante! Per catturare la gente di Rudi bisognava prima
comprendere il loro linguaggio, i loro scritti, le loro credenze, la loro
storia, le loro esclusioni. Abiuravano tutto ci che non era Essenza.
Denunciavano ogni abuso dell'Essenza, ogni aggiunta, ogni
abbellimento. Ci che  caduto dalla mano di Dio deve rimanere
esattamente com' stato ricevuto. Ci che  primo  eterno. Aggiungere
significa inficiare. Alla gente di Rudi, gli disse nel suo inglese
frustrato - lei, con la sua mente acuta e la sua lingua sciolta,
inceppata da imposizioni indesiderate e innaturali! - alla gente di
Rudi, disse, non importa che questo: la parola e la volont di Dio.
Dio non esiste. Lui non credeva in Dio. Dio era nulla, per lui.
Sua madre, tanto tempo fa, gli aveva sussurrato del Bambin Ges,
e la sua bambinaia aveva parlato severamente della Croce e della
Resurrezione come se non fossero diverse da un orario ferroviario,
e si dovessero imparare a memoria. Tra le dozzine di regali
ammucchiati davanti all'uscio della sua camera da letto ogni mattina
c'era a volte un cuscino ricamato con un'immagine religiosa,
per lo pi nuvole e cherubini con grassi gomiti con le fossette e ali
minuscole intorno a un santo barbuto con l'aureola. L'aureola era
come gli anelli dorati sulle tazze nuove di sua madre. Lui era indifferente
ai cherubini e ai santi. Non erano giocattoli, e l'unico
giocattolo che contava (era qualcosa di pi che un giocattolo, aveva
un tetto vero e finestre dalle quali potevi occhieggiare nell'interno
e una porta che si apriva e si chiudeva) era quello che era
sparito, quello che avevano portato via, quello che rappresentava
un'eccessiva distrazione (brontolava suo padre) dal lavoro che
dovevano fare insieme.
La lingua della signora Mitwisser era inceppata, ma lei conosceva
il suo Rudi, conosceva la sua gente, e accadeva di rado che
qualcuno venisse da lei a chiedere chi era! La gente di Rudi  del
tutto oscura, disse con la sua voce inceppata (arrangiandosi con
frammenti di significato, da lui spremuti e trasformati in eruzioni
di significato), e a parte Rudi interessa solo a un pugno di altre
persone, tre o quattro in tutto il mondo. Ci sono anche i nemici
della gente di Rudi, che diventano nemici di Rudi, anche se la gente
di Rudi  solo qualche puntino sulla faccia della terra, particelle
nascoste e sperdute incapaci di reviviscenza, perch dunque
dovremmo avere paura di loro? E chi dovrebbe desiderarle? Non
hanno pi sostanza delle lucciole.
I nemici di Rudi, particelle e lucciole, ormai lei vagava senza
meta, ruminando in una lingua straniera, scantonando da ci che 
primo  eterno, aggiungere significa inficiare, che fuoco gli aveva
acceso dentro! Denunciano ogni abuso dell'Essenza.
Cadde in ginocchio davanti al tavolino sconquassato che reggeva
la cornice d'argento. Cosa, cosa stava facendo? La prese per
i polsi, lei tremava, era lui a farla tremare, lui a minacciarla, cosa
stava facendo? Un precettore, no! Quale orribile creatura Rudi
aveva fatto entrare? Quegli occhi orribili dietro le lenti! La luce
gialla del lume, i lampi gialli che gli trapassavano le lenti, cosa stava
facendo? Le avrebbe fatto del male, avrebbe fatto del male ai
suoi figli, alla sua figlioletta?
Non gli poteva leggere nella mente, ma lui... lui s, era diventata
limpida, si stendeva davanti a lui, l tra le ortiche spinose dei
pensieri semisoffocati di quella donna, i frammenti butterati del
suo racconto. Il fuoco mostruoso. Le lasci liberi i polsi; li baci.
La stava spaventando, se ne rendeva conto, ma non c'era niente
da fare, era mostruoso, una conflagrazione, ci che  primo  eterno,
aggiungere  inficiare!
Verrckt! grid lei.
Da qualche parte una porta si apr: Mitwisser che tornava dalle
lezioni del pomeriggio: il gil di lana, il cappello di feltro col nastro,
la borsa nuova da pochi soldi.
Elsa disse Mitwisser. Si rivolse al precettore dei suoi figli.
Perch mia moglie  turbata? Si alzi, per piacere.
Si alz.
Rudi, Rudi grid la signora Mitwisser, come se suo marito
fosse lontanissimo, in una stanza remota. Invece era proprio davanti
a lei.
Dieser Mann, grid, er hat so viele Fragen, Fragen, Fragen,
er frgt un frgt..."
Elsa, disse Mitwisser, devi calmarti...
Ma lei guardava l'uomo che le aveva baciato i polsi. I suoi polsi
tremavano ancora. Gli leggeva nella mente. Sapeva da che parte
stava.
 un Caraita disse.
E Mitwisser scoppi in una risata.
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CAPITOLO 43.
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Venne il momento in cui il primo ragazzo, il ragazzo che alla
nascita era stato chiamato Jim, cominci a disprezzare il secondo
ragazzo, il ragazzo finto. Lo disprezz, lo rinneg, lo gett via.
L'appassionata freddezza (era amarezza, era rabbia) sciolse i suoi
lacci; era libero. Il Bear Boy era una pelle abbandonata, e se al
tempo stesso proliferava, se era diventato una Parola Familiare da
un continente all'altro - secondo il signor Brooks e il signor
Fullerton, ultimamente si era imposto nell'Asia meridionale; vivace,
affascinante e adorabile, osserv il Times of India be', poco
importava. Per lui il Bear Boy era una cosa morta. Ma non completamente.
Non morta del tutto. Dalla testa del Bear Boy continuava
a uscire un fiume di denaro, e chi crede che il denaro generi
assoluta libert non ha mai conosciuto il denaro che esce dalla
testa del Bear Boy.
La donna gli aveva dato del Caraita. Aveva visto dentro di lui;
era molto perspicace. Aveva visto un uomo che fuggiva; un fuggiasco.
Un disertore, un deviante. Un pericolo. Lo capiva perfettamente.
Il marito no. Il marito vide un uomo in ginocchio, il precettore
dei suoi figli; vide l'agitazione della moglie. E non c'era
nulla di anomalo. Forse sua moglie aveva lasciato cadere qualcosa.
Spesso le tremavano le mani; spesso lasciava cadere gli oggetti.
Quando tremava, si agitava. Si alzi disse al precettore. Il precettore
si alz. Non era niente. E quando, tremante e agitata, sua moglie
diede al precettore del Caraita, che altro poteva fare suo marito
se non mettersi a ridere?
Fu l'inizio della lunga, lunghissima risata-denaro.
Il precettore, l'impostore (lo avevano preso come precettore, o
mangiare questa minestra o saltare dalla finestra, come crollano i
potenti, ecc.), era portato all'improvvisazione: questo sapeva di
s, anche se immaginava che fosse solo il prurito dell'irrequietezza.
Vivere nel lusso ad Algeri; e poi basta. Portarsi per anni il Bear
Boy come una gobba sulla schiena; e poi troncare improvvisamente.
Arnold Partridge e Bridget. Si sentiva scrollato da un vento interiore,
a volte un khamsin ardente, a volte un'aria fredda che lo
intirizziva. E a volte non sapeva dire se il vento era una fornace o
una tempesta di neve, tanto le due cose erano simili. Ogni tanto riceveva
un biglietto dal signor Brooks e dal signor Fullerton (affittava
una casella postale ovunque approdasse), che con molto tatto
lo accusavano di imprudenza. Non era imprudente. Era falso.
La donna per studiarlo dilatava le narici, come per decifrare
un odore. Lo giudicava. La ragazza - lui evitava il lungo verme tedesco
che era il suo nome e la chiamava Annie - la ragazza gli aveva
detto che suo padre moriva dalla voglia di essere a New York.
Gli disse che a casa, a Berlino, sua madre apparteneva al Kaiser
Wilhelm Institut: era una scienziata. Pareva inverosimile: era pi
una strega che una scienziata. Gli aveva fatto una fattura e lo aveva
trasformato in un Caraita. Il marito rise, allora: rise come ride
uno studioso ascoltando un'assurdit. Non era assurdo. In che cosa
lui, il falso precettore, era diverso dai Caraiti, che rifiutavano
qualunque innesto sul pristino dato da Dio? Anche lui rifiutava
gli innesti. Era nato libero, nudo pure lui, senza colletti di pizzo.
A innestargli il colletto di pizzo era stato l'autore del Bear Boy.
Appena era stato libero di farlo, se lo era tolto. Da allora in poi
aveva obbedito soltanto agli impulsi.
Una clessidra piena di soldi: fu questa l'idea che gli venne.
Un'idea di affinit.
Posso tirarvi fuori da qui disse.
Mitwisser gli chiese qual era la fonte di questa insolita offerta
filantropica, cos inaspettata e cos assurda, da parte del precettore
dei suoi figli. Come gli avvocati, anche lui non parlava mai di
denaro.
Posso tirarvi fuori da qui disse ancora. Ovunque vogliate
andare. Ovunque lei abbia bisogno di andare.
E perch dovrebbe fare una cosa simile? chiese Mitwisser,
sentendo quella sciocchezza.
Per quella gente. Quella sulla quale lei lavora. La potrei aiutare,
sa? Non mi spiacerebbe, i soldi non mi mancano.
Cos confess. Confess di essere il Bear Boy. Der Brknabe! I
figli di Mitwisser piombarono in un tumulto di eccitazione: der
Brknabe! Il Bear Boy diventato grande! Ma der Brknabe parlava
tedesco; il precettore no. Sembrava un uomo come tutti gli altri.
Era proprio lui? Com'era possibile? La ragazza parl dei modelli
degli artisti; aveva gli occhi sgranati. Lui era uno zero quando aveva
bussato alla loro porta. Uno zero che era stato qualcuno ed era
ridiventato uno zero: l'assurdo avvenire di un bimbo leggendario.
Mitwisser non gli credette subito. Era una cosa troppo bizzarra.
Aveva inventato tutto, era una ridicola bugia? D'altra parte,
perch non credergli? Mica diceva di essere un principe della casa
dei Romanov. Mica affermava di essere un profeta. Una pretesa
abbastanza modesta: un tempo aveva avuto una vita in rima e immagini,
un tempo era stato il soggetto di un libro per bambini; anche
se un soggetto internazionalmente famoso; qui allignavano i
sospetti di Mitwisser. Era questa creatura poco attraente, alla quale
i suoi figli erano tanto affezionati, il destino di quell'elfo color
di rosa? I figli di Mitwisser, tutti tranne la pi piccina, conoscevano
bene l'elfo e le sue filastrocche, che sapevano a memoria, dall'a
alla zeta: a casa la bambinaia gli aveva letto ripetutamente Der grne
Hut. Madame Mercier, con i suoi capelli rossi, gliele aveva lette
in francese! Ed ecco il Bear Boy, in tutto il mistero della sua trasformazione,
ritto davanti a loro come un principe o un profeta:
che fascino, che incanto negli occhi dei suoi figli!
Dal suo angolo la donna cominci a tremare. Raccolse la cornice
d'argento dal tavolino e se la strinse al petto: le scivol di mano
e cadde sul pavimento.
Me ne tiravo dietro una copia disse lui. Ora non pi.
Non pi fece eco la donna, senza motivo.
Ma non posso dire che sia finita. Voglio dire che per me non
 finita. Continuo a riscuotere i diritti e via dicendo,  una cosa
che non finisce mai.
Diritti. Una parola plausibile. In quell'uomo c'era un pizzico
di plausibilit. Ma anche una sconfinata disinvoltura. Era come
scentrato, in armonia con questo nuovo paese e i suoi scolari scatenati,
le sue strade disordinate: bastava pensare a quello spiazzo
coperto di rifiuti vicino a casa, dove sua figlia portava la piccolina
a giocare con la terra: a Berlino uno sconcio come quello non si
sarebbe visto da nessuna parte! Fece qualche riflessione sulla malattia.
Lui era un malato in questo esilio; malata era sua moglie,
contaminati i suoi figli. Gli vennero in mente le torri di antiche
cittadelle, la luce dorata di remote biblioteche.
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CAPITOLO 44.
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Rimasto solo con Mitwisser, il Bear Boy sistem tutto. Sarebbe
andato e venuto; non era sua abitudine fermarsi in un posto. Sarebbe
andato e venuto, e quando veniva avrebbe dato loro - lo
disse apertamente - dei soldi.
Uno stipendio? No, no, niente di simile disse. Non sono il
tipo da pensarla cos, non sono una carogna di avvocato, non voglio
essere legato al calendario. La prima cosa che lei vuole  andare
a New York, giusto?
Non per altri due anni disse Mitwisser. Il mio contratto col
college scade nel 1935.
Be', lo rompa, perch no? Prenda la sua roba e se ne vada.
Oh no, non  possibile. Se non fosse stato per il college...
Cosa? Sareste rimasti bloccati laggi? Vi avrebbero preso?
Senta, se non voleva restare bloccato laggi, perch rimanere
bloccato quaggi?
Al che scoppi in una risata, e Mitwisser - si sentiva a disagio -
rise con lui, rumorosamente, sgangheratamente, che barzelletta,
dappertutto la stessa storia, lasciare un posto per il quale si sentiva in
debito non era diverso dal terrore di una famiglia sradicata e inseguita,
in questo esilio tutte le cose erano assolutamente equiparabili!
Continuarono a ridere insieme. Il precettore - non pi precettore
- cinse con un braccio il collo di Mitwisser.
Non verr meno agli obblighi che ho qui. Sono obbligato
disse Mitwisser.
Bene, scelga lei. Ecco, per ora prenda questi.
I soldi cambiarono di mano. Il pezzente fece la sua scelta; scelse
di essere un pezzente.
Il Bear Boy andava e veniva. In treno, attraverso il seno della
terra, and a dare un'occhiata al Pacifico, e trov una spiaggia
gialla, e si stese l al sole, con una bottiglia nello zaino. Le onde
spumeggiavano come criniere di leoni. Un giorno, per scherzo,
trov lavoro come comparsa in un western; gli diedero un sombrero
e gli speroni: era la scena della rissa nel saloon. Il primo
giorno si present alle sei e il secondo non si present. Anche qui
c'era da ridere: era troppo ubriaco per alzarsi in tempo per andare
a fare l'ubriaco. Tutto cominciava troppo presto, in California.
Non gli spiaceva ubriacarsi, in California, sulla spiaggia, con i cavalloni
che si rompevano a pochi passi da lui.
Mitwisser si chiedeva se sarebbe tornato; sperava di no. Il denaro
era un disagio, ma anche un agio. Era carne; non avevano
mangiato carne per mesi. Era vestiti nuovi per i suoi figli, specialmente
per i maschi, che crescevano come alberelli: il suo splendido
Heinz, gi alto quasi come Anneliese! I suoi figli nei vestiti
nuovi erano pi chiassosamente americani che mai. Solo Anneliese
conservava la sua vecchia dignit. Sua moglie teneva le sue
scarpe vecchie, e lui il suo vecchio completo di lana, perch i soldi
sporchi (come li vedeva lui, separandoli dai soldi puliti che
fruttava parsimoniosamente il suo lavoro al college) cominciavano
a scarseggiare. Il precettore sarebbe tornato e gliene avrebbe dati
degli altri?
Per parecchio tempo non torn; i figli di Mitwisser mangiavano
riso. Lontano, il Bear Boy sonnecchiava su una spiaggia californiana.
La marea andava e veniva. Lui sapeva che lo stavano
aspettando: erano nelle sue mani. Un'intera famiglia di bambini in
quella casa con la graziosa limetta. Poteva aprire e chiudere la
porta.
Quando ricomparve (era passata una stagione), i soldi non
sembrarono pi tanto sporchi. Mitwisser rimase sorpreso - abitudine
deleteria! - quando l'uomo che era stato il precettore dei
suoi figli si rivolse a lui chiamandolo Rudi.
James accondiscese Mitwisser.
Molto meglio. Perch non fate un po' pi di luce qua dentro?
Pi luce disse tra s la signora Mitwisser. Le ultime parole di
Goethe sul letto di morte.
Lui and a sedersi con Mitwisser e gli raccont, ridendo, come
quei cinematografari lo avevano vestito da cowboy.
Non gli ho nemmeno restituito la roba. L'ho data a un barbone
sulla spiaggia. Mio padre, disse James, mi faceva mettere vestiti
pi stupidi di quello.
E rise. Mitwisser rise con lui; era il meno che poteva fare per i
suoi figli.
Andava e veniva. Anche la marea dei soldi andava e veniva. Di
pi il primo anno, di meno il secondo. All'inizio prendeva una
stanza nel quartiere (sia maledetto il William Penn), ma dopo
qualche tempo alla ragazza parve soltanto giusto invitarlo a fermarsi
da loro, e lui accett. Il padre non fece obiezioni; il padre
era nelle sue mani. Annie. Met bambina, met donna. Quei piccoli
lampi nelle orecchie. Vide che la madre, quando c'era lui, si
ritirava in un'altra parte della casa.
And in autobus a New York. Lo studio degli avvocati era pi
piccolo di come lo ricordasse; anche il signor Brooks era pi piccolo.
Il signor Fullerton era all'ospedale, ma prevedevano che si
sarebbe ripreso perfettamente, e presto sarebbe tornato.
Ordin al signor Brooks di affittare un grande appartamento a
breve distanza dalla Biblioteca della Quarantaduesima Strada.
E per lei? chiese il signor Brooks.
No. Non  per me, cosa dovrei farmene?
Intende dire che questo appartamento sar abitato - usato -
da altri?
 questa l'idea.
Se permette, sarebbe estremamente incauto. Richiederebbe
certe restrizioni...
Lo faccia e basta.
Qualche settimana dopo telefon, era un'interurbana, dal telefono
a pagamento di un drugstore e annull le istruzioni per
l'appartamento in citt.
Temo che a questo punto... cominci il signor Brooks.
Lo faccia e basta.
Il nuovo piano era trovare e affittare una casa - s, una casa intera
- in una zona periferica della citt. Tipo casa di campagna, se
possibile. Il signor Brooks rispose che il signor Fullerton, che essendo
nato a New York conosceva meglio queste cose, era in una
casa di cura. Disgraziatamente, era stato atterrato da un altro ictus.
Far quello che posso disse il signor Brooks. Personalmente
io abito a Greenwich, e non conosco bene gli altri distretti.
E cerchi dei carpentieri per le librerie. Tante. Ci sono pi libri
di quanti se ne potrebbero immaginare.
Vide che la signora Mitwisser cominciava a diventare piagnucolosa.
Non le garbava la sua presenza. Si lamentava perch lui si
chiudeva nello studio con suo marito. Si lamentava perch puzzava
di schnapps.
Messo il signor Brooks sulla strada giusta, prese per scherzo un
treno per il Canada (era vero che aveva bevuto un po', l seduto a
ridere con Rudi), e questa volta dimentic di lasciargli dei soldi.
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CAPITOLO 45.
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C'era stato un tempo in cui le serate col professor Mitwisser
nel suo studio erano il mio unico vero piacere. Pregustavo il curioso
tableau che facevamo; anni dopo, ecco come lo immagino:
una scena statica, io con le dita ferme sul vetro screziato dalla luce
dei tasti della macchina da scrivere e una ciocca di capelli risucchiata
da un angolo della bocca, lui ritto e giganteggiante su di
me, immerso nel suo sogno di eresie dimenticate. Cos la vedo,
immota, come una sorta di trance, per isolare quelle ore fantasmagoriche
dalla turbolenza e dalle paure di quella casa infelice.
Circa tre settimane dopo il ferimento della signora Mitwisser
(l'incidente di mia moglie, lo chiamava, come se lei non avesse
fatto altro che lasciar cadere e rompere un piatto, cosa che a volte
capitava), Mitwisser annunci che dovevamo riprendere il lavoro
su al-Kirkisani.
Sembrava meno concentrato del solito, quasi distratto. Aspettai
mentre frugava in un fascio di carte, mormorando qualche sillaba
che potevo ormai identificare come arabo, e tamburellando
sul bracciolo della mia poltroncina quando non riusciva a trovare
quello che cercava.
Il brano sulle scale e sui ponti disse, come parlando tra s;
ma si rivolgeva a me.
Scartabellai tra le mie vecchie trascrizioni e lo trovai: scale e
ponti gettati verso la percezione della verit rivelata. E il numero
quattro dei Principi? dissi.
Scale e ponti, fari e torri di guardia! Tutto questo mi mandava
in estasi. Non era soltanto l'ebbrezza di queste parole magiche
(che per me comunque erano quasi prive di significato), ma la
presa di coscienza che arrivava nella loro scia: che il mondo era infinitamente
vecchio, e pieno fino all'orlo di scismi e divisioni e furori
e sconfitte. Non ancora uscita dall'adolescenza, senza storia,
ero certa di avere scandagliato la verit rivelata della storia. E di
essere in una sorta di mistica comunione col professor Mitwisser,
pi di quanto lui potesse concepire.
Punt direttamente su di me il suo sguardo colore del mare
con un imbarazzo che non era mai stato cos evidente.
Mio figlio Wilhelm mi informa, disse, che lei  in corrispondenza
col dottor Tandoori. La prego di chiarire.
Non  una corrispondenza. Intendo dire che non ho ancora
risposto. Mi ha offerto di andare a lavorare per lui.
Non  quello che mi ha comunicato Wilhelm.
Willi  un ficcanaso, pensai, ma non lo dissi.
Ha intenzione di andarsene? Mia moglie, specie dopo l'incidente,
vorrebbe che lei rimanesse. Soprattutto in assenza, disse
con voce roca, di mia figlia.
Di questo non parlava quasi mai. E non volle parlarne in quel
momento.
Mia moglie, riprese, si  affezionata a lei, e anch'io continuo
a trovarla utile. Posso suggerirle di non accettare l'offerta di
un... posto, diciamo cos, presso il dottor Tandoori?
Gli chiesi perch no.
 un uomo senza Dio.
Era una strana osservazione. Un segnale, un sintomo.
Ma a lei piaceva dissi.
Un divertissement. Un simpatico buffone. Chiuse gli occhi
per escludermi, ed era chiaro che soffriva. Forse, disse, se il
dottor Tandoori non fosse stato presente... allora forse io... o lei...
se lei non avesse indugiato, Frulein, se fosse andata dove la chiamava
il suo dovere, da mia moglie, forse l'incidente non sarebbe
mai...
Gir su se stesso per scagliare le sue esitanti accuse nella direzione
del grosso letto in fondo alla stanza. Ma non era il dottor
Tandoori che accusava, o la propria negligenza, o la mia. Ricordavo
che il dottor Tandoori lo aveva affascinato; non era il dottor
Tandoori che lo straziava, adesso.
Gli uomini senza Dio sono la rovina delle giovani donne
concluse.
Finalmente credeva a ci che sua moglie aveva visto tanto tempo
prima.
Anneliese e James erano spariti da un mese. Che cosa si faceva
tradizionalmente quando una ragazza di sedici anni, di sua spontanea
volont, scappava con un uomo che era amico di famiglia?
Era o non era una questione da sottoporre a pubblico scrutinio?
Non osai formulare queste incerte congetture col professor
Mitwisser. Il suo silenzio era un fossato. Non potevo pronunciare
il nome di sua figlia.
Nell'intimit della nostra camera da letto la signora Mitwisser
non faceva che belarlo con la sua voce piagnucolosa. Quel se
ipotetico e ansioso - Se verranno - ultimamente si era trasformato
nel residuo di un lamento: Anneliese, Anneliese, non viene....
Proposi cautamente: La polizia....
Niente polizia!
Aiutano a trovare le persone scomparse...
Quello, quello  un ladro. E stato lui.
A maggior ragione...
Niente polizia, no!
Indietreggiava davanti a quella parola; indietreggiava davanti
alle uniformi. Le uniformi sono pericolose, non si pu riporre la
propria fiducia nelle uniformi! Niente polizia, no, no, bisogna
avere degli scrupoli, bisogna proteggere i propri figli, se c' una
cosa di cui vergognarsi bisogna nasconderla, la polizia  pericolosa,
la vergogna  pericolosa!
Non mi era mai capitato di avere paura delle uniformi. E a dire
la verit, nemmeno della vergogna.
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CAPITOLO 46.
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c/o Capolino
14 V2 S.E. State Street
Albany, New York
PREGO INOLTRARE
Caro Bertram,
mi ha rattristato moltissimo apprendere che hai perso il posto
all'ospedale. Ma poich sono passate alcune settimane da
quando  arrivata la tua lettera, a quest'ora avrai sicuramente
trovato qualcosa di adatto.
Non mi hai detto come fare per raggiungerti ( una tua abitudine,
o  ancora un'idea di Ninel), perci spedisco questa al
tuo vecchio indirizzo. Forse la tua ex padrona di casa sapr
dove sei andato. Tu dici di sentirti sollevato perch non sono
al verde. La verit  che in questo momento questa famiglia 
quasi in bolletta. Tempi difficili.
Se ricevi questa lettera e vuoi scrivere ancora, assicurati di
mettere sulla busta la scritta PERSONALE.
Rosie
P.S. Ti far una certa impressione sapere che ho ricevuto una
proposta di matrimonio!
c/o Sig. Thomas R. Washington
2 Showcorner Blvd, 6B
Albany, New York
Ciao, Rosie!
Ho scritto PERSONALE dappertutto, cos ogni colpevole potenziale
 avvertito. Dev'essere una compagnia ben poco raccomandabile
la tua, se c' bisogno di questo!
Non c' voluto molto perch la tua missiva (un po' acida) completasse
il suo tortuoso cammino. La signora Capolino, sicuramente
perch ha la coscienza sporca, l'ha portata subito all'Y
del posto, dove stavo io (il fatto  che ho finito i soldi e ho dovuto
andare via), e l'Y - ultimo indirizzo conosciuto, per cos
dire - me l'ha spedita qui. Ma la signora Capolino dice che
d'ora in poi posso farmi spedire la posta a casa sua, e lei me la
terr. Ha un nuovo inquilino e le spiace per me. Non le ho fatto
sapere che il suo geranio  morto.
Quanto al lavoro, non ho trovato niente: finora, almeno, e non
perch non ci abbia provato. Salta fuori che ho una reputazione
pi grande - cio peggiore - di quanto immaginassi. Sono quasi
dappertutto sulla lista nera come arruffapopoli e piantagrane, ci
credi? Nessun altro ospedale mi ha voluto: sono affetto da
sindacalite. Credo che il mio nome e la mia foto siano apparsi sui
giornali pi spesso di quanto avrebbero dovuto, ma Ninel pensava
che fosse un bene, perch fa paura ai boss, ecc. Be', non mi
ero reso conto di essere diventato famoso in tutta la citt!
Dopo gli ospedali ho provato con le farmacie, e una, gestita da
un tipo che non era niente male, mi ha tenuto per due giorni,
poi mi ha licenziato quando ha subodorato la mia storia scellerata.
Neanche i medici del mio vecchio posto mi hanno degnato
della minima attenzione - credevo che Prescott magari potesse
aiutarmi, Prescott  quello che procur a tuo padre il posto
a Croft Hall - ma le grane del tuo babbo hanno lasciato un
cattivo sapore, temo. Speravo di poter arrivare a insegnare chimica
o qualcosa del genere agli oligarchi, ma niente da fare. La
settimana scorsa le cose si erano messe cos male che per racimolare
qualche soldo sono entrato in un ristorante e ho lavato
i piatti. Dodici ore di vapore bollente e non ho messo insieme
i soldi dell'affitto. Se non fosse per Thomas sarei in mezzo a
una strada con gli altri barboni. Thomas  un angelo: mi sta
ospitando da un po'. Forse te lo ricordi,  l'inserviente al quale
ho regalato le eleganti scarpe inglesi di tuo padre. Ma non
pu tenermi qui ancora per molto: sua moglie e la bambina sono
andate a trovare i parenti in Georgia, e quando tornano me
ne dovr andare.
E ora una cosa piuttosto imbarazzante. Visto che tu hai un
buon posto e il tuo povero vecchio cugino Bertram no, mi
chiedevo se ogni tanto non potresti prestarmi cinque o dieci
dollari. Solo fino a quando non salta fuori qualcosa. Ma sembra
che anche voi abbiate i vostri problemi.
Bertram
P.S. Spero che tu non abbia detto di s a chi ha chiesto la tua
mano. Ehi, piccola, sei solo una bambina!
Cara Rose,
io non posso scrivere a pap, perch sar arrabbiatissimo. James
si occupa di me. James si occupa di tutti noi. Nel pacchetto
dentro questa lettera troverai i soldi per la casa. E un mucchio
di soldi, quindi devi stare attenta. Ci sono anche i soldi
per la tua paga. Ti prego di dire a pap che sto bene. James mi
sta facendo visitare molti posti nuovi. Non passiamo mai due
notti nello stesso posto.  davvero entusiasmante!
Anneliese
c/o Sig. Thomas R. Washington
2 Showcorner Blvd., 6B
Albany, New York
Rosie, non so come dirtelo.
Sono ancora qui da Thomas. La madre di sua moglie, in Georgia,
si  ammalata, e lui crede che lei rimarr laggi per un'altra
settimana o gi di l.
Non so come dirtelo.
Sono appena tornato dalla casa della signora Capolino. C'era
effettivamente un assegno di Prescott: una sorpresa, tutto considerato.
Ormai sono diventato uno a cui fare la carit. Probabilmente
ho la faccia giusta.
Dunque. Charlie ha scritto da Albacete, l c' il loro quartier
generale. Charlie fa parte della banda newyorkese di Ninel: un
gruppo di loro  andato a Le Havre sul Normandie, in terza
classe. Hanno passato il confine, sono arrivati ad Albacete,
hanno preso l'equipaggiamento - Dio sa cosa significa, Charlie
non lo dice - e poi li hanno mandati a Barcellona. Non so quale
manifestazione operaia per protestare contro le Olimpiadi
di Berlino. Sono finiti tutti sotto il fuoco, il governo ha cercato
di disperderla, ci sono stati degli scontri nelle strade. Non avevano
permesso che Ninel andasse con gli uomini: l'avevano
fatta salire su un camion con alcune infermiere. Charlie  stato
colpito alla gamba, niente di grave, dice, ma Ninel ha preso
una fucilata alla spalla e perdeva sangue, cos l'hanno mandata
in un ospedale militare, chiss dove. Non riesco a decifrarlo:
La Sabrinosa? L'hanno ricucita, ma le  venuta un'infezione, e
poi la polmonite, ed  morta.
Rosie, Ninel  morta.
Non so cosa fare o dove andare. Non so niente.
Bertram
Dott. Gopal V. Tandoori
118 Gravesend Neck Road
Gravesend, Brooklyn, New York
Caro Dott. Tandoori,
grazie per il gentile complimento del suo invito.
Mi spiace di doverlo declinare. Sono contenta di restare al servizio
del Professor Mitwisser.
Distinti saluti,
(Signorina) Rose Meadows
Caro Bertram,
mi hanno appena pagato, eccoti la met. Che tragedia, per
Ninel.
Rosie
...
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CAPITOLO 47.
...
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...
Le ferite della signora Mitwisser stavano diventando sottili righe
rosse. Il tessuto cicatriziale era cresciuto sopra i solchi irregolari
e poco profondi. Lei sedeva su uno sgabello davanti alla finestra
della camera da letto, alta sopra la strada, e guardava fuori.
Guardava i figli maschi uscire la mattina e tornare dopo la scuola.
Osservava i bisticci degli uccelli di tetto in tetto. Io pensavo che
stesse aspettando Anneliese.
Non parlai al professor Mitwisser della lettera di Anneliese:
non in un primo tempo, per lo meno. I soldi che aveva mandato
per la casa li misi nel solito posto: il bricchetto per la panna di James,
con i suoi petali gialli e il beccuccio dorato. Notai che la somma
destinata al mio salario era stata aumentata di cinque dollari.
Uno di questi dollari lo cambiai in monete - tre da dieci cent, dieci
soldini, due quarti di dollaro, un nichelino con la testa di un indiano
su una faccia e uno senza - e lo diedi a Waltraut. Avevo visto
spesso James vuotare le tasche nelle sue manine. Le aveva insegnato
a costruire tozze torri rotonde di monete, e rideva quando,
con la brutalit dei bambini, lei le distruggeva. C'erano soldini
perduti sotto tutte le sedie.
Ero ormai diventata amica intima della signora Mitwisser. Certe
volte dalla sua bocca usciva a fiotti una lava di ciarle, brandelli
di sfoghi rabbiosi o di ricordi, in un miscuglio di tedesco e inglese;
si lagnava di essere prigioniera in quella stanza, in quella casa,
in quella terra incolta - dieses Land ohne Bildung - e diceva che
nella sua sventatezza, nella sua follia, soltanto Anneliese aveva evitato
la prigionia. Ma io avevo cominciato a rivalutare questi clamori:
sembravano pi calcolati che spontanei. Erano (lo sospettavo
da molto tempo) delle finte e dei tentativi. Erano, in realt,
lamentazioni ispirate dall'esilio.
Non dipendeva dal fatto che le
mancavano le vecchie comodit; le mancavano le vecchie dignit.
Parlava spesso di Bildung, termine che mi sfuggiva. Avevo scoperto
il logoro dizionario tedesco-inglese di Anneliese abbandonato
su una mensola della cucina, fra le tazze da t. Stando con la
signora Mitwisser, ogni tanto lo consultavo furtivamente. Ma
quando cercai Bildung'' trovai solo educazione. Per la signora
Mitwisser significava molto di pi. Di suo nonno (appresi che alla
fine del secolo aveva fondato una catena di giornali) diceva: Er
war ein sehr gebildeter Mann, e la stessa cosa diceva di Erwin
Schrdinger. Alla fine compresi che un uomo in possesso di Bildung
era pi che semplicemente educato: era idealmente purificato
dall'umanesimo, un aristocratico sensibile e saggio.
Un giorno, mi disse, aveva comprato un quadro malizioso; che
l'aveva tradita. Doveva distrarre suo marito, ma solo le sue lucciole
avevano il potere di richiamare la sua attenzione. Era la prima
settimana di gennaio del 1925; lei era appena tornata dalla Svizzera,
un viaggio difficile. Il treno non riscaldato esitava, poi si fermava,
poi riprendeva stancamente il cammino. Negli stivaletti, i
suoi piedi erano intirizziti. Tutta l'Europa settentrionale era sotto
la neve. L'aspettava un telegramma di Rudi: inutile mettersi in
viaggio, poteva arrivare solo fino a Pamplona. Oltre quel punto si
ergeva una barriera di ghiaccio. Tutti i treni diretti a nord erano
fermi, impossibile prevedere quale sarebbe stato il suo ritardo: ma
andava tutto bene, il suo lavoro aveva fatto progressi soddisfacenti,
il caldo della Spagna era meraviglioso, e come stava la piccola
Anneliese? Non doveva prendere freddo, Elsa doveva fare in modo
che Mademoiselle De Bonrepos impedisse alla bambina di raffreddarsi.
Anneliese non prese il raffreddore; era in piena salute e mantenne
un perfetto silenzio. Sua madre aveva promesso di portarle
un regalo natalizio da lontano, se lei avesse promesso di non dire
a pap che la mamma era andata in un posto segreto, l'unico posto
sulla terra dove si vendevano i cavalli a dondolo, e Anneliese
pi di ogni altra cosa non desiderava un cavallo a dondolo? Il posto
dei cavalli a dondolo era un segreto, segreto anche per pap,
dunque non fare la spia! Anneliese non fece la spia; Mademoiselle
De Bonrepos poteva testimoniare che era la bambina pi ubbidiente
che avesse mai incontrato. A Mademoiselle De Bonrepos la
signora Mitwisser spieg di essere inesorabilmente costretta a partire
per la Svizzera per conto dell'istituto, ma poich il padre della
bambina - che infatuazione aveva per quella bambina! - probabilmente
avrebbe disapprovato la sua assenza durante le feste, anche
Mademoiselle De Bonrepos non doveva fare la spia. E per assicurarsi
che Mademoiselle De Bonrepos non facesse la spia, la signora
Mitwisser mise una gratifica natalizia molto pi consistente
del solito, insieme al salario della governante, in un sacchettino di
seta legato con un laccetto di satin.
Ad Arosa non c'erano cavalli a dondolo. C'era invece il grande
Tannenbaum con le sue cento candeline e i suoi mille cristalli tintinnanti,
e le deliziose passeggiate e discussioni con Erwin, e le
notti di lavoro nella stanza di Erwin, e la rivelazione dell'uovo addentato...
Il cavallo a dondolo era l a casa, quasi dietro l'angolo,
nel Kurfurstendamm, nella vetrina di un antiquario; c'era passata
davanti abbastanza spesso. Il Kurfurstendamm e le strade che
portavano l sfavillavano; la luce che colpiva la neve era straordinariamente
viva: un'abbagliante luce d'inverno berlinese, forte e
accecante. Sotto i piedi un'invisibile membrana di ghiaccio crepitava
col rumore del popcorn sul fuoco. Le vetrine dei negozi luccicavano,
gli anelli e gli orologi da polso e gli orecchini e gli occhiali
dei passanti mandavano lampi. Dopo la tempesta, tra folate
di vento intermittenti, l'aria odorava di una strana elettricit, come
se una dinamo nel cuore della terra avesse bruciato tutta la vegetazione.
Il grattare delle pale sui marciapiedi ricordava un suono
di campane arrochite. Era esultante: il freddo, la luce, l'estasi
dell'uovo addentato, Arosa! Portava gli stessi stivaletti di pelle di
alligatore che aveva portato ad Arosa: orlati e foderati di pelo grigio,
abbottonati fino alla caviglia; e anche lo stesso lungo palt
marrone che le arrivava quasi ai calcagni, e lo stesso berretto di
pelo grigio che le nascondeva tutti i capelli e li riparava dal vento.
Durante una delle loro passeggiate Erwin, per ribadire un'affermazione,
glielo aveva strappato:
Ecco!  chiaro come i capelli che hai in testa!.
Il suo chignon perfettamente in ordine si era sciolto e i capelli
le erano caduti sulle spalle, seminando forcine sul sentiero.
Guarda cos'hai fatto lo aveva rimproverato lei. Ma aveva visto
che lui era rimasto a bocca aperta. I suoi capelli erano una
grande cascata marrone. Avevano un'aria sciropposa, come di
miele bollito, e la loro massa selvaggia lo sbalord: il vento glieli faceva
svolazzare intorno alla testa e glieli soffiava sulla bocca. Stavano
parlando di mutazioni genetiche prodotte dai raggi X, e dell'onda
di calore provocata dalle intense oscillazioni degli atomi:
una violenta esplosione prodotta dalla ionizzazione. Le forcine
giacevano ai suoi piedi come insetti acciambellati. Lui si chin a
raccoglierle, e lei le prese, a una a una, dal palmo della sua mano
aperta.
Il cavallo a dondolo fu tolto dalla vetrina. Il suo prezzo era superiore
alla gratifica straordinaria che aveva dato a Mademoiselle
De Bonrepos (ci si poteva fidare di questa ossequiosa ragazza?);
ci nonostante il cavallo a dondolo fu acquistato e impacchettato
per la consegna. Un tempo era appartenuto alla contessa von
Brandenburg durante la sua infanzia. Mancavano soltanto le redini di
cuoio, le disse il proprietario, ma si potevano rimpiazzare facilmente.
Anneliese non avrebbe badato alle redini, o dei nastri rossi
sarebbero andati altrettanto bene. La verit era che Anneliese non
aveva mai desiderato un cavallo a dondolo - che razza di bambino
 quello che non sogna di possedere un cavallo a dondolo? Era una
bambina straordinariamente docile, straordinariamente tranquilla.
Quello che le piaceva era sedere sulle ginocchia di suo padre e giocare
con gli oggetti sulla sua grande scrivania: il tampone ricurvo
di carta assorbente che sembrava un giocattolo e andava su e gi,
per esempio, con la sua impugnatura d'avorio a forma di cavallo.
Era il tampone che le aveva suggerito il cavallo a dondolo, ed eccolo
l in vetrina nella Kurfurstendamm... Ma no, diciamo pure che
veniva da quel lontano posto segreto dei cavalli a dondolo.
Dietro il banco, il proprietario aspettava con pazienza che si
togliesse i guanti per compilare l'assegno: erano grigi, orlati di pelliccia
e imbottiti come gli stivaletti. Le sue mani erano notevolmente
piccole, e avevano l'abitudine di tremare un po' quando lei
era eccitata. Il quadro la eccit: era di un dio che distribuiva i pianeti.
Era appeso al muro dietro la testa del proprietario. Il ritratto
di un giocoliere che lanciava otto sfere lucenti: ma soltanto sette
erano in aria, dove descrivevano una specie di ghirlanda balbuziente.
Uno, bianco come il bianco di un occhio, era caduto su un
pezzo di vecchia pergamena spiegazzata abbandonato sull'erba di
un prato. L'angolo inferiore del dipinto, sulla destra, era carbonizzato.
Il viso del giocoliere era lungo, malinconico, avvilito. Tuttavia
era congelato in un sorriso teatrale.
Chi l'ha fatto? chiese lei.
Il pittore  sconosciuto.
Non ne ha idea?
Apparteneva al patrimonio di qualcuno disse il proprietario.
Un incendio. Se era firmato, la firma  stata cancellata dal fuoco.
Credo, disse, che sia un ritratto allegorico.
Fu compilato un secondo assegno, questo per il giocoliere. Un
ritratto allegorico? Informazione di scarso interesse, per lei. Il
prezzo del dipinto era di gran lunga inferiore a quello del cavallo
a dondolo della contessa. Tanto per cominciare, il quadro era danneggiato,
il che riduceva il valore, qualunque fosse, che poteva
aver avuto originariamente; e poi, dato che si ignorava il nome del
pittore, quale valore gli si poteva attribuire in ogni caso? Probabilmente
non aveva pi di trenta o quarant'anni. Un'imitazione
surrealista, un po' troppo smaccata. Dopo tutto, non era altro che
una curiosit.
Ma il giocoliere aveva la faccia di suo marito. Gli occhi ardenti
di Rudi, il punto di fusione del cobalto,
millequattrocentonovantacinque gradi centigradi! E la sua bocca, s,
proprio la bocca di Rudi come la conosceva lei,
divisa tra paradiso e inferno. O
quella bocca somigliava - l'assegno fluttuava tra le dita che lo stavano
porgendo al proprietario - alla bocca di Erwin? La sua bocca
come l'aveva assaporata lei, prima con timore, con diffidenza...
Ma gli occhi di Erwin erano neri come i suoi. Anche Erwin era
straordinariamente alto, cos scandalosamente alto accanto a lei.
Lei era una donna piccola con le mani piccole. Solo la sua ambizione
era grande. In certe ore di laboratorio si sentiva quasi folle
di ambizione.
Il cavallo a dondolo per Anneliese, il giocoliere per Rudi: regali
natalizi prelevati tranquillamente e rapidamente da un singolo
negozio. L'Istituto era chiuso per le vacanze, e Rudi era al sicuro
in Spagna: perch non doveva immaginare che lei avesse impiegato
molti giorni a trovare queste sorprese? (Quei giorni beati ad
Arosa, con Erwin!) Non poteva sicuramente immaginare che andasse
via di casa abbandonando la bambina. Ma lei non aveva abbandonato
la bambina: e a testimoniarlo c'era Mademoiselle De
Bonrepos, con la sua iperbolica gratifica.
Durante la prima settimana dell'anno nuovo cominci a piovere.
La pioggia apriva crateri nella neve e il ghiaccio scivolava via.
Anneliese, soprappensiero, studiava i ghiaccioli che pendevano,
come zanne d'elefante, dalle grondaie; pi li guardava, pi in fretta
le ritmiche gocce sembravano cadere, finch i ghiaccioli non furono
pi grossi dei denti di un gatto. Quando arriv il cavallo a
dondolo, gli mont sulla groppa, obbediente, attaccandosi alle
orecchie di legno, e quando pap torn dalle sue ricerche aveva
dimenticato che i cavallerizzi hanno bisogno delle redini. Ma si ricord
di non dire che sua madre era andata nel posto segreto dove
c'erano i cavalli a dondolo, e si ricord di non dire che sua madre
era tornata indietro solo dopo Capodanno.
Rudi decise che il quadro era abbastanza bello: rimase commosso
dal regalo della moglie, anche se lo trovava un po' eccentrico
(generalmente i regali di Elsa erano sciarpe e guanti) e non ci
vedeva quello che sua moglie sosteneva di vedere, una straordinaria
somiglianza con se stesso. Non era impossibile; le espressioni
umane si modellano su un numero di forme limitato. Ma intendeva
forse paragonarlo a una specie di clown?
Oh, mio caro! disse vivacemente lei. Basta guardare il viso,
quel bel viso, cos pieno di intelligenza. Ho capito appena l'ho
trovato!
Ma un giocoliere...
... un filosofo del tempo.
Della tempestivit.
No, disse lei, del tempo. Quando lascia la mano del giocoliere
la palla sprofonda nel passato, e dopo un attimo  gi sulla
strada che la riporta da lui, nel presente.  quello che fai tu,
Rudi!
Inventava un'allegoria, per fargli piacere. Un ritratto allegorico,
perch no?
E quella pergamena in basso, continu lei, la vedi?
Un cartiglio aperto, s.
Un trattato caraita lo stuzzic lei. E la palla bianca, come
un occhio sgranato?
Un'occasione perduta disse lui, per stare al gioco.
No! Una storia perduta. Il giocoliere la riprende e la rimette
insieme alle altre...
Sciocchina disse lui. Il gioco era troppo complicato; era
troppo eccentrico; perch Elsa lo stava adulando? Ecco, le disse,
anch'io ho qualcosa per te.
Le aveva portato una collana, un filo di pietre rossicce, e per la
bambina una lente d'ingrandimento con l'impugnatura di madreperla.
La sosta forzata nel sud gli aveva dato il tempo di occuparsi
di quelle sciocchezzuole. La bambina era affascinata da tutti i piccoli
oggetti sulla sua scrivania; amava pi la lente del cavallo a
dondolo.
Il quadro non ebbe molto successo. Sua moglie aveva sperato
che lo divertisse.
Dobbiamo dare qualcosa alla governante le ricord lui.
L'ho gi fatto.
Allora la baci, con l'avido ardore della separazione: lui che
esplorava un remoto archivio in cerca dei suoi fantomatici egiziani,
lei che si riposava con la bambina, uscendo un paio di volte sui
suoi graziosi stivaletti per fare il giro delle vetrine, cercando proprio
l'oggetto che gli avrebbe fatto piacere. Era troppo strano per
i suoi gusti, era troppo originale, e lo costringeva a interpretare,
come se un quadro fosse la stessa cosa della filologia. Quella donna
incantevole e brillante di sua moglie e le sue strane idee! Le mise
le pietre rossicce intorno al collo. La sua mano sul collo, l'ardore
del suo bacio... Erano un annuncio della notte imminente. Lui
sognava una casa piena di bambini; erano passati quasi sei anni
dalla nascita di Anneliese, non era ora di cominciare a farsi una famiglia?
Ma lei era riluttante. Voleva il suo laboratorio; voleva i
suoi quaderni con i loro segni esoterici.
E pens: il giocoliere  un fiasco. Il cavallo a dondolo  un
fiasco.
E durante la notte pens: la bocca di Rudi non  come la bocca
di Erwin.
Heinrich nacque in autunno, in novembre, quando ci fu uno
screzio con Mademoiselle De Bonrepos, una lite clandestina alla
quale non si pot porre rimedio. Mademoiselle De Bonrepos era
stata rimproverata, e tutt'a un tratto fece la sua comparsa una
nuova governante per Anneliese, una giovane vedova dai capelli
rossi che si chiamava Madame Mercier, e una bambinaia per il
bambino nuovo. Anneliese chiese perch Mademoiselle De Bonrepos
era andata via; non ci furono spiegazioni. Suo pap guard
da un'altra parte e sua madre disse solo che era stato necessario, e
che ci sono delle cose che una bambina non deve capire. Ma Anneliese
cap questo: che Mademoiselle De Bonrepos doveva aver
fatto qualcosa di brutto, altrimenti non sarebbe stata mandata via.
E in effetti Mademoiselle De Bonrepos aveva fatto qualcosa di
brutto; aveva trasgredito in qualche modo grave e oscuro, e la
causa di questa trasgressione era nascosta e irrecuperabile. Anneliese
prov a immaginare quale poteva essere stata la cosa brutta.
In ottobre Mademoiselle De Bonrepos aveva permesso ad Anneliese
di buscarsi un raffreddore (ma era stata la stessa Anneliese
che aveva rifiutato di mettersi il palt). Mademoiselle De Bonrepos
aveva suggerito alla nuova bambinaia di lamentarsi della paga
(questo Anneliese lo aveva sentito), e ora la nuova bambinaia era
petulante e scontenta. Mademoiselle De Bonrepos aveva gridato
una parola inaccettabile alla cuoca quando la cuoca aveva dimenticato
di servirle le pere glaces (ed era proprio la parola che Mademoiselle
De Bonrepos aveva esortato Anneliese a non pronunciare
mai).
Forse era una di queste brutte cose, o tutte insieme, che avevano
provocato il rimprovero. O forse era un'altra cosa. Il rimprovero
fu rivolto dalla madre di Anneliese una mattina presto, quando
il piccolo Heinrich si svegli con uno strillo roco e la bambinaia
era di sotto, in cucina, a interrogare la cuoca sulla paga. Mademoiselle
De Bonrepos rest offesa e umiliata; protest; il rimprovero
fu ripetuto, questa volta pi rigidamente, in un francese
con l'accento tedesco. E a questo punto Mademoiselle De Bonrepos
non era soltanto offesa e umiliata, era furiosa. Lo stesso giorno
chiese di parlare privatamente col professor Mitwisser - No,
Anneliese, ora non puoi andare da pap, aspetta fuori, per piacere,
l - e gli sussurr che l'inverno scorso, durante le vacanze,
quando l'istituto era chiuso, sua moglie se l'era svignata con una
valigia e non era tornata che dopo Capodanno.
Anneliese rimase davanti alla porta, ad ascoltare.
Ma era qui. Con la bambina. Qui, in questa casa.
Nossignore. Non era qui.
Se  uscita, sar andata a comprare qualcosa per le vacanze...
 stata via per dieci giorni.
Impossibile. Dieci giorni?
Sissignore. Dieci.
Dove?
Svizzera.
Svizzera! Impossibile! Da sola?
Non posso dirlo, signore. Non saprei.
Dopodich Mademoiselle De Bonrepos fu fatta sparire, proprio
come se un mago le avesse buttato addosso un mantello magico,
e poi fu fatta sparire anche la nuova bambinaia, rimpiazzata
da un'altra bambinaia, e arriv Madame Mercier (i cui capelli tra
il rosso e l'arancione erano dello stesso colore del manicotto di
pelliccia preferito da Anneliese), e il pap di Anneliese rimase a
fissare le carte sulla scrivania, e la madre di Anneliese usc per andare
in laboratorio senza parlare con nessuno.
In qualche modo, non sapeva perch, Anneliese credeva che i
problemi tra mamma e pap - c'erano sicuramente dei problemi -
fossero nati a causa di Heinrich. Era tutta colpa di Heinrich. O se
non era proprio Heinrich, forse era il quadro del giocoliere. Com'era
strano che pap nutrisse un'antipatia cos profonda per il giocoliere!
Tutti gli altri quadri gli piacevano abbastanza, perch guardava
dall'altra parte quando passava davanti a questo? Era appeso al
muro con tutti gli altri, perch distoglieva lo sguardo? Ripensandoci
(decise Anneliese), Heinrich non poteva essere la causa dei problemi:
pap gli voleva troppo bene. Amava Heinrich, amava tutti
gli altri dipinti (non che li degnasse di particolare attenzione), ed
era soltanto il giocoliere che gli faceva chinare la testa come se una
delle sfere volanti fosse stata catapultata fuori dalla cornice per
insanguinarlo tra gli occhi. Pap amava Heinrich. Amava Anneliese.
Amava i suoi figli, e dopo qualche tempo i problemi se ne andarono,
o si nascosero, e nacque Gerhardt, e poi Wilhelm, e poi Waltraut.
Pap li amava tutti, ma certe volte sembrava ad Anneliese che
amasse Heinrich pi di tutti gli altri. Heinrich, quando divent pi
grande, era capace di aggiustare quasi tutti gli oggetti sulla scrivania
di pap che le grosse dita goffe di pap rompevano per caso. Un
giorno, asciugando con troppa energia la grossa macchia della sua
firma su un documento con l'intestazione dell'universit, pap ruppe
l'impugnatura d'avorio del tampone (il cavallino), e Heinrich lo
aggiust cos bene che il segno della rottura era invisibile. E un'altra
volta trov due vecchie cinghie di valigie scartate e con esse confezion
un paio di redini per il cavallo a dondolo della contessa. Allora
era Wilhelm che lo cavalcava.
Ma ogni tanto - cos immaginava Anneliese - pap chinava il
capo e distoglieva lo sguardo da Heinrich come chinava il capo e
distoglieva lo sguardo dal giocoliere, quasi come se Heinrich lo
turbasse e lo ferisse nello stesso tempo.
Anneliese, quando  piccola, lo sa mi disse la signora
Mitwisser. Lo sa gi.
Fieramente si carezz la lunga cicatrice sul petto, in rilievo come
una fila di bacche in miniatura.
E il quadro che fine ha fatto? chiesi.
Il suo sguardo acceso corse al soffitto.
Fritz disse infine. Ma la voce era spenta. Lui  il ladro disse
con questa voce atona e spenta.
Frotte di ladri; era circondata. I suoi occhi diventarono torbidi
e opachi. Poi, inspiegabilmente, sbott in una risatina. Chiss se
Fritz aveva preso il giocoliere. Quel tanghero di Fritz, un cafone,
un balordo, che non sapeva distinguere tra un oggetto d'argento e
uno placcato, con la cornice lo aveva imbrogliato, forse aveva lasciato
gli altri l attaccati al muro, i paesaggi, il ritratto di suo nonno,
un piccolo Renoir, magari aveva lasciato il prezioso Renoir e
portato via il giocoliere, e cos'era il giocoliere se non una volgare
e insignificante imitazione surrealista? Lo aveva comprato per far
piacere a Rudi; e per stuzzicarlo un po', perch Rudi non aveva altri
interessi che i suoi Caraiti, queste lucciole che spensero le loro
lucine lampeggianti e furono inghiottite dall'oscurit del mondo.
E dopo un certo tempo il giocoliere (le cui iridi dipinte erano di
un blu intenso come quelle di Rudi) a suo marito non piacque pi,
grazie alla spiata di Madame De Bonrepos: oh, quella donna, che
liberazione! Tanto, all'arte Rudi era indifferente, Rudi era limitato,
limitato, per lui esistevano soltanto le lucciole, mentre Erwin
era pieno, Erwin era copioso, traboccante (ein sehr gebildeter
Mann!), amava Goethe, come lei, e amava la botanica, come lei
(aveva l'abitudine di fantasticare davanti alle piante, riflettendo
sulla loro filogenesi), era ipnotizzato dall'arte, s, s, specialmente
la pittura italiana! E quando lo cacciarono, quando cacciarono
Erwin Schrdinger solo un mese dopo che era stata espulsa lei,
dopo che Rudi era stato cacciato dall'universit, dove credi che
and Erwin? In Italia! Dai pittori!
Erwin era stato pi fortunato del suo povero Rudi. Rudi era
stato salvato - salvato, cosa voleva dire? - da un college quacchero
dell'Albany provinciale di questo deserto americano, che
razza di salvataggio era? Ormai non  pi niente,  un Parasit, il
suo povero Rudi. Mentre Erwin era stato chiamato a Oxford.
 l nel 1933, una settimana, e che succede? Gli danno il Nobel!
Insieme a Paul Dirac, il piccolo inglese con i denti storti!
Cominciava ad agitarsi. Waltraut, che giocava nel corridoio, bene
in vista - vestendo e svestendo la bambola spagnola col grosso
pettine nei capelli neri - avvert il pericolo e cominci a strillare.
Al piano di sotto una porta si apr di scatto, mossa da una mano
furibonda. Il professor Mitwisser grid: Lei! Frulein! Cos'
questo caos che state facendo? Si occupi di mia moglie! Si occupi
della bambina!.
Da sotto il cuscino, con dita tremanti, la signora Mitwisser tir
fuori una matita (un mozzicone sporco uscito dalla cartella scolastica
di un ragazzo) e un pezzo di carta. Era l'angolo di una pagina
strappata a Ragione e sentimento. Qualche settimana prima era
sfuggito alla mia scopa. Su questo pezzo scrisse, lentamente, pazientemente,
premendo con tutta la sua fragile forza, come per
scolpire sulla fredda pietra:
3,2983 x 10'24cal/C log D
Le chiesi che cosa significava; D cos'era?
La formula dell'entropia, mi disse; del disordine; dell'equilibrio
termodinamico (e qui mi meravigli enunciando queste sillabe
in inglese, con inconfondibile chiarezza). La D, disse, stava
per Death: che altro poteva essere, secondo me?
...
.
...
CAPITOLO 48.
...
.
...
Cara Rose,
il timbro postale dir Batavia, ma non siamo pi l. Siamo andati
a vedere le Cascate del Niagara! James fa tutto per me, mi
porta dappertutto. In macchina! L'ha comprata James,  una
Ford nera. Viaggiare in autobus mi stancava tanto. Vorrei che
pap non si arrabbiasse troppo. So che gli dispiace. Quando lo
dico a James, che vorrei che pap non se la prendesse tanto, lui
diventa molto triste.  molto affezionato a pap. E si rattrista
molto spesso.
Se i ragazzi hanno le calze bucate, devi rammendarle. Ma puoi
anche comprare calze nuove nella merceria. Anche Waltraut ci
va volentieri. Puoi comprarle un nastro rosa. Spero che la
mamma stia bene.
Anneliese
Quando arriv questa seconda lettera, con molti francobolli e
appesantita dal pacchetto che conteneva, ritenni di non poter pi
fare a meno di informare il professor Mitwisser.
Cominciai: Sono arrivati i soldi per la casa.
Il suo viso bianco era una barricata. Non disse nulla.
C' stata un'altra lettera qualche tempo fa, con altri soldi.
Non tanti, per, come ora.
Gli porsi le due lettere. Lui gli diede una scorsa troppo in fretta
- ma sapevo che le aveva lette bene - e me le rese.
Un incidente, sua madre sanguina, e mia figlia non  in casa.
Non poteva sapere...
Esattamente. Perch non  in casa.
Dissi vagamente, inutilmente: Ma guardi come sembra felice....
Cos' questa follia? Felice! Quell'uomo compra mia figlia, io
stesso ho venduto mia figlia a quell'uomo! Per i soldi!
Non avevo mai sentito il professor Mitwisser parlare di denaro.
Alz due pugni ruvidi, come un pugile, ma a vuoto. Non c'era
niente da colpire: solo il molle oceano dei suoi manoscritti.
Non  stato per i soldi che  andata con lui dissi.
Ignoranza! Mia figlia  ignorante e quell'uomo  senza Dio.
Non credevo che Anneliese fosse ignorante. Quello che credevo
era che era partita per il posto segreto dove c'erano i cavalli a
dondolo, come sua madre tanto tempo prima.
...
.
...
CAPITOLO 49.
...
.
...
Sulle prime di lei non cap nulla. Era una bambina come le altre:
una bambina silenziosa, una bambina educata alla reticenza.
Il silenzio avvolgeva questa famiglia come un vapore o come un
velo fluttuante. Erano chiaramente una famiglia: nella sala della
colazione al William Penn l'aveva riconosciuta all'istante: non tanto
un confabulare quanto una separatezza, un'alterigia. Il padre,
la madre debole, la falange di bambini. La ragazza alta, fredda e
silenziosa. I ragazzi, la bambina piccola: col tempo gli si sarebbe
fatto perdere l'abitudine all'ordinato silenzio di quella casa forestiera.
Profughi. Una casa sotto l'incantesimo dell'esilio. Quei piccoli
bagliori sulle orecchie della ragazzina: erano falsi (non lo credeva)
o erano riusciti a non farsi strappare dalle sue tenere carni?
Pallide orecchie rotonde, dolcemente visibili sotto le due trecce
arrotolate.
Quando and a trovarli - quando Mitwisser lo fece entrare - la
ragazzina aveva quasi quattordici anni, le gambe lunghe e due occhi
vigili. Si sedette accanto a lui, abbracciata al dizionario; le sue
orecchie erano segreti labirinti. Anche gli occhi erano reticenti:
sapeva ci che nessuna bambina poteva sapere. Sapeva delle cose,
aveva visto delle cose. Lui immagin di essere senza peso, di camminare
come un fantasma sul lobo vellutato illuminato da quel
piccolo gioiello, e di saltare da quel morbido trampolino nell'oscuro
corridoio dell'orecchio, penetrando sempre pi, fino a
sprofondare nelle tenebre della sua mente. Era vigile; era sospettosa.
Gli sembr - per quanto remissiva - che avesse capito che
era un impostore: non un insegnante, non un precettore, niente di
simile, ed era chiaro che non gliene importava. Lo prese invece
per una specie di mago - sbucato dal nulla per trasformare improvvisamente
i suoi fratelli in esseri selvaggi, liberi come a casa
non sarebbero mai stati, come a casa pap non gli avrebbe mai
permesso di essere - ma l tutto era diverso, pi libero, pi strano.
C'era un che di misterioso anche nella luce di Albany, come se in
un'altra parte del mondo potesse regnare un altro sole. Lo guardava
con cauta contentezza, quante domande faceva su pap,
com'era attirato da pap; cos'era che lo attirava? La gente di pap
apparteneva al regno di pap; nessun altro l'aveva studiata tanto;
a casa lo riempivano di complimenti e di premure perch l'aveva
studiata tanto. A casa lo paragonavano all'uomo che aveva scoperto
le rovine di Troia: il suo nome era Heinrich Schliemann, era nei
libri di storia, e pap aveva dato il suo nome al loro Heinrich. L
invece pap passava quasi inosservato, nessuno aveva mai sentito
parlare di Rudolf Mitwisser, e nemmeno di Heinrich Schliemann.
L tutto era diverso: Troy, cio Troia, era una citt poco lontana da Albany!
Era sicura che il precettore - lui diceva di chiamarlo James e di
dargli del tu - non aveva mai sentito parlare della vera Troy, n
di Heinrich Schliemann, n della gente di pap. Tutto quello che
sapeva della gente di pap era che credeva in Dio. Non sapeva se
nella sua famiglia qualcuno credeva in Dio. Forse pap s, ma sua
madre rideva e diceva che l'universo era fatto di piccoli atomi, pi
piccoli dei semi pi piccini, e che Dio non c'entrava col loro comportamento.
Sua madre sapeva come si comportavano. Teneva dei
quaderni su di loro, e ogni giorno andava al Kaiser Wilhelm a fare
esperimenti su di loro. A pap gli atomi non interessavano: gli interessava
soltanto la sua gente, la sua gente di tanto tempo prima.
Era impossibile credere che a James interessasse la gente di pap,
tanto era vecchia e dimenticata; ma un giorno si tolse gli occhiali,
strofin le lenti col pollice e disse che ogni tanto quasi quasi si
sentiva uno di loro.
Lei alz gli occhi dal dizionario e gli chiese se credeva in Dio.
Oh no, no, nulla di simile.
Allora com' possibile che tu ti senta uno di loro? Loro parlano
sempre e solo di Dio, questo me l'ha detto pap.
Non diede spiegazioni. Disse che lei era troppo giovane per
capire cosa intendeva dire, e comunque lui stesso non era proprio
sicuro del significato.
Tranne quell'unica volta, non gli fece mai domande su se stesso.
Accett che lui fosse attratto da pap: ma la verit era che era
attratto da tutti loro. In quella diversa parte del mondo non era
innaturale che vestisse male - per un precettore! - e in un modo
tutt'altro che rispettabile, e che portasse un berretto di maglia come
uno scaricatore di porto (ad Amburgo gli scaricatori portavano
berretti cos), e che i suoi capelli incolti gli spiovessero sopra
gli occhiali, e che portasse uno zaino sporco e fischiasse e ridesse
e organizzasse burle con i suoi fratelli e stuzzicasse la sua sorellina.
Era tutto ci che la sua famiglia non era. E quando seppe, con tutti
gli altri, che una volta era stato der Brknabe, che sortilegio, che
diavoleria! Un uomo adulto che spunta da un libro di fiabe. Lo
stesso libro che Madame Mercier a casa aveva letto ad alta voce ai
suoi fratelli; e prima di lei Mademoiselle De Bonrepos.
Solo su sua madre non aveva fatto colpo. Sua madre era scontenta,
sua madre non voleva parlare inglese, sua madre non voleva
mettersi le scarpe.
A quattordici anni e mezzo Anneliese percep che James era in
balia della gente di pap quasi come pap, anche se non credeva
in Dio. Nella gente di pap c'era qualcosa, il pensiero di quella
gente, disse, che lo prendeva alla gola; e comunque pap era talmente
innamorato della sua gente che era quasi come se diventasse
uno di loro. Pap e James! Erano identici, anche se pap era
scrupoloso nel vestire e James no. E anche se James andava via e
tornava indietro e andava via di nuovo. Ogni volta che si ripresentava
(impossibile dire quando sarebbe stato) provocava una certa
animazione: la casa si animava, il respiro di Anneliese si affrettava,
i ragazzi si scatenavano, Waltraut correva in circolo come un cucciolo
impazzito. E pap, che rideva raramente, rideva, insieme a
James... Si somigliavano tanto!
A quindici anni e mezzo vide come strofinava le sue lenti col
pollice e la guardava a occhio nudo. Il viso di Anneliese si scioglieva,
come succede ai miopi, in una sbavatura di acquerelli. Le
sue lunghe braccia nelle maniche erano diventate pi lunghe; era
gi molto alta. Lui si rimetteva gli occhiali e assisteva a una metamorfosi:
tutt'a un tratto Anneliese non era pi la semplice proiezione
di una donna, ma una donna vera e propria, nell'atteggiamento,
nella forma. La curva del seno, mosso dal respiro. Il collo,
un po' piegato; James non era preparato alla vulnerabilit di quelle
vertebre, cos esposte, cos brutalmente scheletrite. Il profilo
purissimo della mascella. I capelli raccolti nella gabbia di quella
crocchia: come sarebbero stati, se li avesse sciolti? Un cartiglio
bruno che si srotola. Era chiusa come una suora. Che dipendesse
dal fatto che non la mandavano a scuola? Era anormale non andare
a scuola. Lui voleva continuare a studiarla, il collo esile, le orecchie
labirintiche con i loro ornamenti luccicanti come capocchie
di spillo... Ma i ragazzi lo distraevano, esigevano la sua presenza,
lo sfidavano a strapazzarli; e intanto la vecchia Wally gli si attaccava
alle tasche, cercando i soldini.
Quando ebbe sedici anni e mezzo, James scopr un'imperfezione,
un'inverosimile imperfezione, nella sua mancanza di naturalezza.
Era subordinata solo al padre; altrimenti era inflessibile; dominava
la famiglia. L'autorit era come un'aureola intorno alla sua testa.
Parlava poco e la gente le obbediva. Ma ora nella casa c'era
un'intrusa, una ragazza pi grande di Anneliese, una specie di domestica,
impacciata; a casa erano abituati ad avere dei domestici.
Questa nuova venuta non era proprio una domestica; non erano
pi in condizione di avere dei domestici. La segretaria del padre?
(Sentiva lo svelto ticchettio di una macchina da scrivere, come il
suono della pioggia su un telo.) Una specie di assistente della madre?
Era troppo vicina alla madre; la madre si nascondeva, quando
c'era lui; se la prese con la madre, se la prese con la nuova venuta.
Ma sei tu che tieni le redini disse ad Anneliese.
Che strano modo di esprimersi, che significa?
Non era ancora padrona delle espressioni idiomatiche. Probabilmente
non lo sarebbe mai stata.
Dipendono tutti da te. Ecco quello che significa.
A casa avevamo un vecchio cavallo di legno. Mancavano le
redini, e Heinz ne fece di nuove.
E tese le lunghe braccia verso di lui, per mostrargli le redini invisibili.
Era intoccabile; James non avrebbe osato toccarla. Era
chiusa in un carapace, in un guscio d'uovo bianco come la neve.
L'inverosimile imperfezione - poteva cedere, dopo tutto; intendeva
cedere - lo prese alla sprovvista. Era un uccellino che batteva
col becco contro il guscio per uscire. Oppure, con i piccoli seni
rotondi, e le maniche ondeggianti verso di lui, chiedeva di fuggire.
L'astuzia fu sua. Non cominci come un'astuzia; forse Anneliese
non si rese neanche conto, o se ne rese conto solo a mezzo, che
era un'astuzia, perch l'obiettivo era soltanto, all'inizio, un mazzetto
di lecca lecca, ciascuno dei quali avvolto in una carta di diverso
colore, con un elastico che li teneva insieme. Una boccata d'aria
per Waltraut,  troppo chiusa in casa, l'hai detto tu stesso, nessun
bambino dovrebbe essere cos segregato. Perci andarono con la
bimba, lui e Anneliese (ora la chiamava Annie), fino alle botteghe
oscure sotto il traliccio della metropolitana, dove una piccola drogheria
gestita da una coppia di siciliani vendeva gelati italiani e caramelle
da un soldino. La piccola comitiva diretta alle botteghe era
una tenera imitazione: della famiglia (della sua lui si era sbarazzato),
della comune vita domestica. L c'era pi chiasso e pi confusione,
la drogheria, la merceria, la farmacia con i suoi due globi, lo
sferragliare dei treni che gli passavano sopra la testa partendo e ritornando,
i binari del tram che facevano una curva e i tram gialli
con le loro fiancate di vimini che vi scivolavano sopra, l'ombra perenne
sotto il traliccio, ogni tanto un taxi solitario che passava. Il
brusio senza pretese del traffico di un villaggio: e Waltraut, con la
lingua che danzava sopra un vivace lecca lecca, Waltraut che salmodiava
nel suo nuovo inglese viola, arancione, rosso, verde, viola,
arancione, rosso, verde. A volte sceglievano di voltare le spalle a
quel trambusto per andare verso il monumento ai caduti e oltre il
grande prato fino all'orlo paludoso della baia, dove, quando verso
sera c'era la bassa marea, le rane gracidavano in mezzo al fango e
nelle pozze stagnanti riappariva uno sbaffo roseo di orizzonte. Passavano
da un sasso all'altro tra le stiance, attenti a mettere il piede
su quelli pi piatti. Che strano angolo del Bronx rurale aveva scelto
il ligio signor Brooks! Erano immersi in una nuvola di moscerini,
che filtrava la luce come una pezza di seta. James prese in braccio
Waltraut e Anneliese allung la mano verso di lui, per riprendere
l'equilibrio sulla cresta di un sasso traballante. La sua mano
scottava, come se nel cavo delle ossa delle dita ci fosse una fornace.
A casa, disse lei, al parco c'erano i burattini, o un concerto per
i bambini, e sempre una giostra sfarzosa. L, in quel misero quartiere,
non c'era nulla; dovevano andare pi lontano. Il taxi non
sempre arrivava quando lo chiamavano, specie quando era Gert
che lei mandava fino alle botteghe a cercare un conducente che,
vedendo un ragazzo gesticolante saltare in mezzo alla strada, sospettava
qualche tranello e filava via. Ma quando mandavano
Heinz, con la sua alta e sobria silhouette pi da uomo che da ragazzo,
il tassista si lasciava dirigere fino alla porta verde dietro la
quale i tre lo stavano aspettando: la ragazza alta, la bambina piccola
e James. E allora seguiva una valanga di spettacoli di burattini
e giostre, di giostre e spettacoli di burattini! Durante i quali
Anneliese gli frugava maliziosamente nelle tasche in cerca di qualche
soldino da dare a Waltraut. James le prendeva la mano; ormai
ci aveva fatto l'abitudine. Le dita si erano raffreddate. Un grigio
pomeriggio il taxi li port a una fiera di contea in qualche angolo
del Connecticut. C'erano pony che portavano a spasso i bambini,
guidati da ragazzi annoiati con la tuta e il cappello di paglia dei
contadini. Waltraut venne calata in una poltroncina sopra una sella,
mentre un ragazzo col cappello di paglia continuava a girare in
tondo su una pista circolare. Se qualcuno era pronto a sborsare
mezzo dollaro, la corsa poteva durare anche dieci minuti.
Vieni disse Anneliese, e lo trascin in un boschetto di olmi.
Ora devi baciarmi disse.
Le dita di Anneliese gli intrecciavano i capelli sotto il berretto.
E da allora la bambina fu affidata alla dattilografa del professor
Mitwisser. (In quale altro modo potevi chiamarla, se non questo?)
Mia madre ha paura degli alberghi gli disse Anneliese. Dei
pericoli.
Tu hai paura? Qui non c' nessun pericolo.
Non aveva paura di un letto sconosciuto in una stanza sconosciuta
con la moquette macchiata: non gliene importava niente.
Ma il pericolo era per lui, anche in quel posto poco attraente dove
il taxi li aveva portati. Il pericolo era questo, che non gliene importava
niente, il pericolo era l'imperfezione che aveva dentro, la
docilit sempre crescente, il collo fragile, i lampi che mandavano
gli orecchini quando alzava il mento, i capelli raccolti quando li
scioglieva. Il cordoncino da mezzo pollice di concentrazione che
aveva tra le sopracciglia. A ordire l'inganno era stata lei: le escursioni
con la bambina. Non era mai stato per il bene della bambina,
o forse solo per un certo tempo; era per le dita che gli intrecciavano
i capelli sotto il berretto, era per quei baci segreti lontano dalla
pista dei pony o, prima di questo, nel buio del teatro dei burattini,
nello spiazzo deserto alle spalle della giostra, dove la musica
era pi forte. E alla fine la bambina fu scartata, il pretesto fu scartato,
lei stava diventando sempre pi audace. Quella che era parsa
reticenza era una specie di attesa.
Lui aveva previsto che si sarebbe arreso alla sua arrendevolezza.
Anneliese apparteneva a una famiglia aberrante. Lui non aveva
mai immaginato una famiglia come questa. La sua... Era successo
tanto tempo fa, la madre morta di cancro ai polmoni, il padre ucciso
da un infarto, non era una famiglia, tanto per cominciare, aveva
pi cose in comune con tutti questi spettacoli di burattini (lui stesso
il burattino, Pinocchio o qualche altra invenzione) che con una
famiglia normale, era tutto commercio e travestimento e rappresentazione,
lui era solo su un palcoscenico. Questi stranieri, questi
profughi, come si stringevano tra loro, asserragliati in quella casa
troppo piccola; avevano paura degli estranei. Tanti bambini, la madre
squilibrata da ci che aveva perso, il padre ansioso di ricevere
notizie di uno scisma antico e inafferrabile. Rivolti al passato,
tutt'e due. La madre lo odiava. James non dubitava che anche il padre
lo odiasse; o almeno lo sospettava: falsa allegria, falsi abbracci,
risate false e disperate. Il padre era avido di denaro. La figlia era
avida (ci arriv piano piano) dello sconosciuto. A lui piaceva disfarsi dei soldi:
soldi da buttare, contaminati dalle ginocchia imbellettate e dal
colletto di pizzo. I soldi lo rendevano padrone ovunque andasse.
Non ci pensava: avrebbe respinto quest'affermazione, se al mondo
ci fosse stato qualcuno in grado di farla, e nessuno, vivo o morto,
era capace, certo non l'arido signor Brooks, che inspiegabilmente
aveva messo le mani su quella casa stretta in quella nicchia paludosa
e solitaria di un Bronx per il resto brulicante, la casa stretta e alta
per l'aggiunta successiva di un piano, intonacata ma fatta come
la casa di bambola di legno col suo tetto a punta: adesso era sua, la
casa di bambola e i suoi abitanti, che un tempo prendeva per la testa
con due dita per metterli sopra o sotto, quando la sua volont
era la loro volont.
A lei non seccava l'odore della bottiglia che si teneva accanto.
Non le importava di quella stanza logora e della sua moquette
macchiata. Lacrime? Urina? Sangue? Se lo tir pi vicino; non si
curava dell'aspetto che avevano le lenzuola.
Ora ti confider un segreto disse. Erano proprio miei. Proprio
miei! Ce li ho messi io. Non volevo che tu lo sapessi, anche se
volevo che tu lo sapessi.
Che stai dicendo? Tua madre...  stata lei, una delle sue idee
strampalate. Per costringermi ad andarmene.
No, no...
E quella Rose in combutta con lei.
No, no, io, sono stata io!
Tu?
Ma non pensavo che la mamma li avrebbe trovati. Volevo che
li trovassi tu.
Una sera, raccont, facendo appello a tutta la sua audacia, a
meno di tre rischiosi metri dalla porta chiusa dello studio di suo
padre, dove lui stava ridendo con James, scivol in quello che era
stato il suo letto, e che adesso era di James, per mettere sotto il cuscino
un'umida ciocca castana dei suoi capelli bagnati di sudore.
Quando la port via - o fu lei a portarlo via? - si sent invadere
dalla desolazione. Bridget o Annie o chiunque, che differenza
c'era? La sua arrendevolezza lo incalzava, lui non era contrario,
ma le sue simpatie erano altrove. Andavano ai beffardi eretici di
Mitwisser, quegli antichi e sperduti fuggitivi, inghiottiti dall'oblio
come il whiskey dalla sua gola.
...
.
...
CAPITOLO 50.
...
.
...
Trafelato, Heinz grid: Qua fuori c' un uomo.
Su una lastra rettangolare di cemento, una specie di panchina
involontaria di fianco alla porta verde della nostra casa... Ma qui
devo fermarmi, per analizzare le ultime parole. La nostra casa: cos
la vedevo sempre pi. Non avevo diritto a questo pensiero:
troppo spesso ero stata definita un'estranea. Ma tutto era cos familiare,
ogni cantuccio di ogni stanza, i suoni della casa sia di giorno
che di notte, e io mi ero cos abituata al lavoro col professor
Mitwisser, e alle lamentele della signora Mitwisser e alle astuzie di
Willi (diffidavo di lui), che mi sentivo stranamente a mio agio, come
non mi ero mai sentita prima. Gli anni con mio padre erano
sempre stati precari. Il mio soggiorno da Bertram - era stato solo
questo, una breve visita - si era interrotto troppo bruscamente.
Affondavo le radici in quella casa come se fossi vissuta tra i
Mitwisser sotto una cupola senza tempo. Non vi trovavo nessun
conforto, ma essa aveva cominciato a offrirmi le ripetitive consolazioni
dell'ordinario. Anche l'altro estraneo, James, era ormai arrivato
a sembrarmi solo un altro livido in una casa piena di lividi.
L'uomo sedeva sul lastrone che sembrava una panchina. Aveva
con s una valigetta. Heinz aveva aperto la porta, e lui era l seduto.
Non aveva neanche suonato il campanello.
Ha detto che stava cercando di farsi coraggio. E poi ha chiesto
se Rose viveva qui, e io ho detto di s. Questa volta, insistette
Heinz,  proprio un uomo.
Allora immaginai che potesse trattarsi del dottor Tandoori, esitante
davanti alla porta: il dottor Tandoori che tornava a chiedere
la mia mano, forse preparando un discorso di corteggiamento
(una pi ampia descrizione del suo wc, magari), o un rilancio della
sua offerta di lavoro.
Ma l'uomo era gi entrato. Heinz lo aveva accompagnato in sala
da pranzo, dove lui stava girando intorno al tavolone, ispezionando
i detriti sparpagliati della vita dei giovani Mitwisser: palloni
sgonfi, un soldatino di piombo decapitato, la lacera sottoveste
di una bambola, scacchi che uscivano da una scatola rotta.
Ora vattene dissi a Heinz. Va' a vedere come sta tua madre.
Il mio tono mi sorprese: avevo parlato con la vecchia voce
imperiosa di Anneliese, la voce alla quale una volta il ragazzo obbediva
prontamente.
Devo parlare con mio cugino dissi, e di nuovo mi stupii; stavo
forse cominciando a credere che Bertram fosse veramente mio
cugino?
Appariva rinsecchito; l'avara piega del suo sorriso era un freddo
bruco misuratore. I capelli ricci erano tutti impolverati, non
avrei saputo dire di che: era come se si fosse posato su di lui, o si
fosse sprigionato da lui, un curioso strato di brina, come una spolveratura
di farina.
Sono sceso alla fermata sbagliata e ho dovuto camminare. Mi
ero dimenticato che Ninel aveva detto che  al capolinea.
Spieg di essere venuto dal Village con la metropolitana.
Charlie  tornato, zoppica in malo modo. Tanti dei compagni di
Ninel sono tornati. Lei  l'unica. L'unica che non ce l'ha fatta.
La sua camicia era orlata di nero.
Credevo che la vecchia banda di Ninel mi avrebbe lasciato respirare.
Che mi avrebbero dato una mano. Niente da fare, e sai
perch? Ninel gli ha detto che sono contro il Partito. Gli ha detto
che ero passato al nemico. Dopo tre notti mi hanno buttato fuori,
idea di Charlie.
Non  quello che ha messo la vernice nel gabinetto della Biblioteca?
chiesi.
Ninel non l'ha mai detto. Il suo respiro affannoso era una
secca smentita, come se quella che accusavo fosse Ninel in persona.
Certe volte penso... Cio, se non le avessi fatto avere quei soldi...
Temevo che scoppiasse in lacrime; ricordavo che l'ultima volta
che ci eravamo visti a piangere ero stata io. Invece si limit a storcere
la bocca.
Sarebbe partita comunque, disse, di riffa o di raffa, me ne
rendo conto. Sono un branco di picchiatelli. Gente che suona
sempre lo stesso disco. Se non sei con loro, ti sbattono la porta in
faccia. Solo - con Ninel - era un'altra cosa, lo sapevo, era un'altra
cosa...
Tuoni e fulmini interloquii.
La vecchia signora gi in Georgia - la suocera di Thomas -
be', la moglie e il bambino sono tornati dopo il funerale, e ho dovuto
andarmene. Prescott mi ha pagato il biglietto del treno, in
questo  stato onesto. E c' quello che hai mandato tu, e anche un
modesto contributo della signora Capolino... Albany  un vicolo
cieco.
Si butt su una poltrona, esausto. Chin la testa; vidi che lo
strato di farina erano tanti capelli grigi.
Pensavo che gli amici di Ninel potessero ospitarmi per un
po', almeno per amore di Ninel... solo fino a quando avessi trovato
qualcosa. Credimi, non volevo venire da queste parti. Da come
stanno le cose...
Le sue parole mi allarmarono: voleva forse che l'ospitassi? Come
facevo? Com'era possibile? Forse avevo immaginato che quella
vecchia casa fosse la nostra casa, ma era di Mitwisser, non
mia. Eppure, come potevo rifiutare? Non aveva ospitato me? E
pagato le tasse scolastiche, e badato a me, e mi aveva anche baciato...
Non sapevo dove andare. Un cane sulla soglia disse.
Oh, Bertram, non...
Sono senza un soldo, Rosie, ecco tutto. Magari solo per questa
notte, che ne dici?
Bertram che mi supplicava: che orribile spettacolo! Mi vergognavo,
ma ero anche furiosa. Avevo ceduto a Ninel la busta blu;
non avevo niente da dargli.
Lo lasciai l in mezzo ai giocattoli scartati, salii le scale e, senza
bussare, entrai nello studio di Mitwisser. Era curvo su una valanga
di manoscritti e una fila di libri capovolti, con le costole in alto come
tanti tepee, per non perdere il segno. Era una strana abitudine:
Mitwisser era contrario a inserire tra le pagine delle strisce di carta
per segnare i brani ai quali poteva aver bisogno di tornare; i libri,
diceva, non sono volpi, e non dovrebbero avere una lunga coda
bianca. Per un attimo rimasi l a guardarlo mentre scriveva: in
tedesco, notai, e letargicamente, alzando la penna in aria e tenendola
sospesa prima di tornare ad abbassarla, quasi di malavoglia,
per tracciare le parole successive. In fondo alla stanza le coperte
erano ammucchiate disordinatamente sul letto disfatto, come relitti
appena gettati dal mare su una spiaggia. Chiamata dalla signora
Mitwisser, quel mattino non avevo rassettato la stanza.
Senza alzare lo sguardo, disse: Non l'ho chiamata, perch 
qui?.
Tutt'intorno, gli scaffali appena fatti si erano prematuramente
incurvati sotto il peso della sua biblioteca, come per imitare la
stanca piega delle sue spalle. Dietro il blu tagliente degli occhi di
Mitwisser si annidava una paura; un fumo di desolazione era sospeso
sopra di lui. Ma quegli occhi, capaci di tagliare tanto facilmente,
non erano puntati su di me, ma fissi sulla punta oziosa della
penna. In realt, forse  tutto inutile aveva mormorato la sera
prima. Vi colsi il germe infetto di qualcosa di riottoso, l'interruzione
di un timido dubbio. Avevo ancora le mani sulla macchina
da scrivere. Le tolse lui, l'una dopo l'altra. Il tocco della sua pelle
sulla mia era stato sgradevolmente incerto, come un ciuffo di pelo
perduto: era morbido, ma ricordava gli artigli.
Allora? disse.
Mio cugino  passato di qui. Sta aspettando gi.
Suo cugino? Lei ha un cugino?
Gliene ho parlato, una volta. Si chiama Bertram. Siamo molto
amici, e ha bisogno di un posto dove stare...
Questa casa  un albergo? Io non ho niente a che fare con i
suoi parenti.
Sarebbe solo per stanotte, se non le spiace, e in effetti abbiamo
un letto vuoto...
Lui cal il grosso pugno sul tavolo, tanto che la fila di tepee
ondeggi e croll. Se  al letto di mia figlia che sta pensando, qui
nessun forestiero  gradito.
James lo era dissi malignamente.
Questo parve sconfiggerlo. La sua scorta di rabbia era momentaneamente
esaurita. Tir in dentro le spalle; tutta la sua grande
struttura si contrasse.
Nessuno la disturber, insistetti,  solo per questa notte, e
domani mattina se ne andr.
E se ne andr anche lei?  per questo che viene suo cugino,
un parente sbucato dal nulla? Tutt'a un tratto un cugino, e la porta
via,  questo che devo aspettarmi?
Temeva che me ne andassi. Temeva che qualcuno mi portasse
via: il dottor Tandoori, un parente sbucato dal nulla, le esigenze
della vita. Era una confessione: non aveva pi Elsa, non aveva pi
Anneliese, aveva una bambina piccola e tre figli che erano dei selvaggi...
La casa era gi in preda all'anarchia; temeva l'imboscata
del vuoto che ti aspetta oltre la confusione.
Io non vado in nessun posto gli assicurai, e la mia invidia di
Anneliese si manifest in tutta la sua chiarezza. Sparita col suo innamorato,
sparita in un silenzio di velluto. Era arrivato un altro
pacchetto, questa volta senza lettere di accompagnamento: denaro
senza voce, denaro silenzioso.
Allora suo cugino pu restare, disse Mitwisser, solo per
questa notte.
Cos Bertram entr nel letto di Anneliese, che era stato il letto
di James, che divent il letto di Bertram. Non part la mattina dopo.
Invece, si affann a preparare omelette - nessuno dei giovani
Mitwisser aveva mai mangiato un'omelette - e poi cominci a
riorganizzare la cucina, che sotto la mia distratta supervisione era
sprofondata nell'anarchia. Mi disse che durante la notte aveva riposato
meravigliosamente bene; per tutto il tempo prima era stato
afflitto da una terribile stanchezza. Da Charlie passava la notte
sveglio, pensando a quello che poteva dire per difendersi dalle accuse
di Ninel. Tutto inutile, alla fine. Nulla di ci che poteva dire
per difendersi era persuasivo: lo liquidarono dicendogli che era
troppo molle (cosa per lui particolarmente dolorosa, era la parola
usata da Ninel, e sospett che la stessero citando). Lo accusarono
di essersi imboscato, di aver evitato la Spagna, di avere mandato
Ninel al posto suo. L'aveva trasformata in un mercenario. Era senza
cuore, l'aveva pagata per farsi sostituire. Era un codardo, era
indegno, non era un buon compagno. Un imboscato, un individuo
spregevole, non migliore di un crumiro; avrebbe dovuto battersi
col resto di loro.
A quell'ora - era ancora il primo pomeriggio - Bertram aveva
gi spolverato ogni angolo della sala da pranzo e messo in ordine
la roba dei bambini. Gli scacchi erano tornati nella loro scatola, la
sottoveste della bambola era stata ricucita e restituita alla sua padrona
(mi mostr il piccolo ncessaire per cucire che portava con
s), il soldatino senza testa era stato dato a Heinz per essere rimesso
insieme. Era l'instancabile Bertram che conoscevo, il Bertram
che non lasciava un piatto sporco nell'acquaio per pi di cinque
minuti, che correva a lavarlo e a renderlo sfavillante. Si era lavato
la camicia, non avrei saputo dire quando, e in qualche modo,
nell'angolo pi nero di una cantina che mandava un debole odore
di fogna, aveva scoperto la lavatrice scassata, col suo cigolante
strizzatoio, che spaventava Waltraut. Una fila di calzettoni e di camicie
dei ragazzi imbandier la corda che tanto tempo prima Anneliese
e io avevamo teso da un capo all'altro della cantina. Bertram
aveva lavato tutto. Lungo la corda sovraccarica le mollette si
drizzavano come mobili orecchie di gatto, ondeggiando misteriosamente,
anche se in quella caverna fuligginosa (una parte era occupata
dalla carbonaia, e vicino ringhiava un'enorme e mostruosa
caldaia) non c'era vento.
La sera ci trovammo tutti in sala da pranzo, tutti tranne la signora
Mitwisser. I ragazzi erano cauti, furtivi e sottomessi, e Waltraut
si nascondeva sotto il tavolo. Mitwisser mangi svogliatamente,
annusando il cibo. Sembrava che annusasse anche Bertram,
il quale correva avanti e indietro dalla cucina come lo chef
di un oscuro ristorante che cercasse di farsi un nome.
Quando i ragazzi si furono dispersi, cercai di spiegare perch
Bertram non era partito.
Voleva preparare la cena dissi a Mitwisser. Mi alzai in piedi
per portare a sua moglie il suo vassoio.
Dove lo stai portando? chiese Bertram. Mi seguiva, rosso in
viso e allegro; l'infelicit del giorno prima era stata spazzata via,
insieme alla polvere.
La signora Mitwisser deve mangiare qualcosa, non esce dalla
sua stanza.
Glielo porto io, se vuoi...
No, dissi prontamente, un uomo che non conosce, penser...
Ma Mitwisser era vicino, e non dissi cosa sua moglie poteva
pensare.
Lo pens lui stesso. Questo signore non deve imporre la propria
presenza a mia moglie!
Bertram esamin il toast, le uova sode fredde. Io non spavento
la gente, vero, Rosie? Guarda, posso fare qualcosa di meglio
disse, e prese il vassoio della signora Mitwisser e spar.
Dopo qualche minuto dalla cucina cominci a uscire una calda
fragranza.
Budino di pane annunci Bertram: ce n'era un mucchio, fumante,
in una scodella. Vieni fuori da l sotto, ragazzina,
chiam, e potrai mangiarne un po'.
Waltraut fece capolino. Non so che cos'.
Assaggialo stasera e domani te lo dico.
Mitwisser disse in tono arcigno: Questo signore domani non
sar qui, vero?.
Allora dovr dirtelo subito disse Bertram.  un uccello di
budino. Le sue ali sono fatte di budino. Prima lo catturi, e poi lo
rotoli nelle briciole di pane.
Non venire su con me lo prevenni.
Mi aspettavo di trovare la signora Mitwisser distesa con la mano
sugli occhi, nel tentativo di schiacciare un pisolino. Invece era
eretta e vigile nella sua camicia da notte, con la schiena dritta come
una cariatide.
Che succede? Chi c'?  quello? Quello? Mi prese per un
braccio: le sue dita erano forti, ma attraverso la sua stretta si sentiva
il tremito che l'agitava.
 solo mio cugino... E venuto a trovarmi. Ha fatto questo per
lei.
La osservai mentre mangiava. Mangiava come una persona che
stesse uscendo da un lungo digiuno. La scodella si vuot rapidamente.
Me la porse. Ancora ordin, nel tono che una volta poteva
aver usato con la cuoca.
Bertram non part la mattina dopo, n quella dopo, n quella
dopo ancora. La sua intenzione era questa, d'accordo, ma lui non
ne parlava; e io nemmeno. Una volta o due, la sera, chinandosi
sulla macchina da scrivere, Mitwisser brontol ironicamente: Il
signore  di parola, oppure diceva soltanto: Ah, il cugino, come
se questo bastasse a spiegare tutto. Ma una calma inaspettata
si stava impossessando della casa: senza farsi notare, gli oggetti
che erano in disordine tornavano pian piano al loro posto. Tutte le
mattine le lenzuola di Mitwisser venivano lisciate meticolosamente;
una mano invisibile gli riempiva la penna stilografica. I buchi
nei calzini venivano rammendati all'istante. La cucina risuonava
del clangore delle casseruole, e tutt'a un tratto una fila di ragazzi
e una bambina si sedevano docilmente intorno al tavolo masticando
una fetta di torta.
Lascia fare a me insisteva Bertram, vedendomi salire, di
giorno in giorno, col vassoio della signora Mitwisser.
Ma io rispondevo come avevo sempre risposto.  troppo nervosa,
riuscirai solo a farla esplodere...
So come trattarla.
Scese sorridendo. Certo che le piace, quell'uccello di budino.
Sai qual  il problema di quella donna? Ha fame, tutto qui.
Doveva ancora conoscere, pensai, le cavernose brame della signora
Mitwisser: brame non della carne, che nessuno zuccherino
poteva soddisfare. Ma da allora in poi fu Bertram a portare su il
vassoio della signora Mitwisser. Waltraut lo seguiva, tenendo in
mano il cucchiaio e il tovagliolo.
Un pomeriggio and a chiedere informazioni alla farmacia sotto
il traliccio. Un bel cambiamento da Albany, potevo essere
Trockij, per quel che gliene importa. Ma sono scalognato, non
prendono nessuno. Cos vanno le cose, disse, tempi difficili.
A Bertram piaceva la vita domestica. La meticolosit che avevo
notato tanto tempo prima era, pensavo, una sorta di ossequio al
fatto che Bertram era basso di statura: questo gli faceva notare
con un'attenzione molto pi grande i pavimenti sporchi e i piani
dei tavoli appiccicosi. Bertram voleva eliminare lo scompiglio,
placare le cose: dividerle, ordinarle, trarre un regno pacifico dal
disordine e dalla confusione. Voleva pacificare. Evitava in tutti i
modi di farsi trovare sulla strada di Mitwisser, anche se lo studio
(la camera da letto del Professore, la chiamava Bertram) era
solo, di l dal corridoio, a pochi metri dal vecchio letto di
Anneliese. I due uomini si incontravano di rado, tranne che a cena,
quando Bertram, nella sua nuova veste di chef, si tratteneva in
cucina, rendendosi quasi invisibile. Quando si incontravano per
caso, di solito era sulle scale, e allora Bertram mormorava rispettosamente:
Buongiorno, Professore o Buonasera, Professore.
A volte Mitwisser rispondeva con un cenno del capo; spesso
non reagiva in alcun modo. Ma quando iniziava la nostra seduta
serale, tamburellava pensoso con le dita sulla spalliera della mia
sedia (interrompendo la dettatura, come faceva sempre pi spesso
in quel periodo) e brontolava Il signore, suo cugino, come
se parlasse di un'apparizione che non era sicuro di avere visto.
Ogni volta che pensavo che Bertram fosse troppo esageratamente
accomodante, ricordavo che anche lui, come me, non aveva
un posto dove andare.
L'atteggiamento conciliante di Bertram, la prontezza con cui
cercava di rendersi utile, erano imbarazzanti. Vedevo che i ragazzi
erano confusi da tutto questo tenersi nell'ombra. Bertram non era
alto come Heinz, e non era pi alto di Gert; anche cos, li innervosiva.
Un giorno, mentre la lotta infuriava intorno a lui - Willi
aveva soffiato la cuffia a Heinz e stava correndo a nasconderla -
un'ondata di panico si rovesci incontrollabilmente sulla testa ricciuta
di Bertram. Che attaccabrighe siete voi ragazzi disse, respirando
a fatica. Non era un rimprovero; era una preghiera, recitata
in un tono di dolente umilt. La loro sorpresa fu grande - forse
si vergognarono - e da allora fecero in modo che le loro liti e le
loro scazzottature non arrivassero al suo orecchio. Non capivano
che cosa ci facesse Bertram in quella casa; non capivano perch il
padre lo avesse permesso. A casa, non avevano mai avuto una
cuoca o una cameriera o una bambinaia che somigliasse a Bertram;
era assurdo che Bertram fosse al tempo stesso cuoca, cameriera
e bambinaia. E comunque le liti e le scazzottature non avvenivano
a sua insaputa: Bertram fingeva soltanto di non sentirle, e
loro sapevano che faceva finta. Uno dei dogmi di Bertram era che
se ti comportavi come se regnasse la pace, la pace ti avrebbe accontentato
diventando genuina. Ogni tanto questa dottrina dava
dei frutti: Gert o Heinz leggevano sul viso di Bertram una nostalgica
espressione di speranza, e i pugni e gli schiaffi cessavano del
tutto.
Durante una di queste sconcertanti tregue Willi chiese se Bertram
un giorno sarebbe diventato mio marito.
Non ci si sposa tra cugini dissi io.
Anche il dottor Tandoori era tuo cugino?
No di certo.
Ma non volevi sposare neanche lui...
Questo mi secc; nella sua battuta c'era dell'astuzia, un'immatura
furberia. Te l'ho detto, dissi, io non voglio sposare nessuno.
Non era solo Willi ad agitarmi in quei giorni acerbi in cui Bertram
occupava il letto di Anneliese e prendeva il mio posto (o cos
sembrava) con la signora Mitwisser. Era facile per Bertram rendersi
invisibile al professor Mitwisser: passava interi pomeriggi al piano
di sopra, badando all'invalida. Aveva arruolato Waltraut nel rito di
portar su il vassoio della signora Mitwisser - Waltraut che lo seguiva
come al solito con il tovagliolo e il cucchiaio, e negli ultimi tempi
con una tazzina di qualcosa dall'odore dolciastro, mentre Bertram
portava la sua mistura calda e fragrante, e anche, notai, un bicchiere
di vino - ma questa nuova e ingombrante cerimonia cominciava
misteriosamente a prolungarsi. Quando i ragazzi erano a scuola, e
Bertram e la bambina nascosti nella camera della signora Mitwisser,
la casa era insolitamente silenziosa. Sembrava disabitata, abbandonata.
Io non avevo altro da fare che aspettare la sera e la brusca
chiamata di Mitwisser.
Cominciavo a riconoscere che Ninel aveva sempre avuto ragione:
Bertram era troppo molle. Potevano tirarlo da tutte le parti;
era troppo accomodante. Questa compiacenza aveva il suo lato
negativo: faceva un debito nuovo per pagarne uno vecchio. Per
bont, e per soddisfare le asfissianti richieste di mio padre, aveva
accettato di ospitarmi; ma per accontentare Ninel mi aveva cacciato
via. Mi aveva generosamente regalato la busta blu col grosso
gruzzolo che conteneva, e poi aveva permesso che qualcuno la
usurpasse. La bont di Bertram era traditrice. La sua mollezza era
traditrice: una grande arrendevolezza era il suo modo remissivo di
raddrizzare il mondo. Con astuzia materna, poteva convincere il
leone a giacere con l'agnello: ma quando era riuscito nell'impresa,
era il leone a prevalere.
Mai prima di allora il vino era entrato in quella casa. E ora eccolo
qui, nel bicchiere che andava dalla signora Mitwisser, e in
quello che veniva posato davanti al piatto del professor Mitwisser,
e nel mio. Non lo avevo mai assaggiato, il vino, e nulla sapevo della
sua squisitezza, se ne aveva; ma quando Mitwisser si port il
bicchiere prima alle narici e poi alle labbra con una svagata, quasi
sognante concentrazione, fu come se un vento familiare passasse
sopra la sua testa, o persino attraverso la sua persona: un vento
che veniva da molto lontano, dal passato, da prima che lo buttassero
fuori, fuori da quell'Europa che ero giunta a considerare come
una densa massa vulcanica nascosta sotto un velo nero che si
stava disintegrando. Non sapevo niente dell'Europa, non sapevo
niente del vino; credevo oscuramente che fosse in qualche modo
nobile, aristocratico, l'elisir di preti e re. Ma non mi piacque
questo vino che Bertram ci aveva portato: era troppo acido, e
troppo scuro, come sangue venoso, e puzzava di adescamento, di
conciliazione. Bertram era stato lesto a capire di chi era la mano
che reggeva lo scettro familiare. Io ero solo la sentinella che lo
aveva fatto entrare. Il professor Mitwisser era la maest che poteva
tenerlo o cacciarlo, e per compiacere questo incostante sovrano
era necessario accudire la strana invalida dell'ultimo piano. Bertram
era un ottimo infermiere. In dieci minuti poteva preparare
una poltiglia per una cicatrice che prudeva o un piatto saporito
per un appetito ignavo. Il vino rallegrava sia il sovrano che sua
moglie. Onorava il sovrano, calmava la moglie.
Ad Albany, rammentai a Bertram, noi non abbiamo mai
bevuto vino. Di rado gli parlavo di quei mesi passati al sicuro in
cui era stato il mio salvatore e consolatore. Ma a questo punto mi
sentivo astiosa.
Me lo ha fatto conoscere Ninel.
Dissi acidamente: Non pensavo che il Partito approvasse il
vino.
Be', Ninel s, perch no? Contadini italiani, lavoratori francesi,
 vino quello che tracannano le masse. Sai, le masse... E mi fece
un sorrisetto, in quella specie di accattivante autoparodia che
conoscevo bene.
Un attimo dopo il sorriso spar, lasciandogli una bocca da cane
bastonato. Ogni volta che tra noi deflagrava il nome di Ninel, Bertram
piombava nella tristezza. Certe volte facevo il nome di Ninel
solo per vederlo oscurarsi in viso: queste eccitate intrusioni nel
dolore sepolto di Bertram erano la mia vendetta. Volevo scardinare
la sua mollezza. Non era per Ninel; Ninel era morta. In questa
casa Bertram era, almeno per me, un angelo cattivo: tutta quella
disponibilit, quel continuo appello all'armonia, quel desiderio di
accontentare tutti, di cancellare ogni pecca... Bertram era troppo
liquidamente nobile, come il vino. Solo il pensiero di Ninel lo faceva
sembrare solido.
Aveva cominciato a fare la spesa. Questo era stato un compito
di Anneliese, e successivamente mio. A Bertram piaceva curiosare
tra le verdure, e nelle grotte buie delle botteghe sotto il traliccio:
diceva che gli facevano venire delle idee. Lo accompagnava Waltraut,
spingendo un passeggino da bambola in vimini. Era stato ritrovato
in un mucchio di giocattoli rotti e abbandonati: c'erano
tanti di quei giocattoli, una giungla di giocattoli! Il passeggino in
vimini era indispensabile: Bertram si chinava per riempirlo con i
sacchetti della spesa. La bottiglia di vino - due bottiglie, anzi - se
le ficcava in tasca, per avere le mani libere per i fagotti pi voluminosi.
Non chiedeva da dove veniva il denaro per quelle provviste.
Ma quando gli davo i soldi diceva: Contanti... Da queste parti
non ho mai visto nessuno scrivere un assegno. O andare in banca.
Be', non sono affari miei....
Era una specie di guasconata. Questa piccola transazione tattile,
il palmo della mano aperto davanti a me mentre io contavo i
dollari per darglieli, lo pungeva sul vivo. Lo umiliava, come umiliava
me. Eravamo in piedi, l'uno davanti all'altro, Bertram con la
faccia troppo vicina alla mia (eravamo quasi della stessa statura),
avvolti dall'intimit dei soldi che passavano da una mano all'altra:
l'odore sfacciato della cartamoneta, il suo opprimente brusio senza
peso, le sue logore pieghe, come la pelle di una donna anziana.
Tu non capisci, Rosie protestava. Tu non l'hai mai vista
quando s'infiammava, lei odiava l'ingiustizia, e se mi fossi comportato
diversamente, se non le avessi lasciato prendere quei soldi...
Era la solita solfa. Non saresti stato tu dissi. Ma questa gentilezza
- era solo una scappatoia - non gli fece piacere.
Molle! esclam. Diceva che ero molle!
Odiava l'ingiustizia. A me pareva che Bertram la stesse mettendo,
come una reliquia, in una conchiglia di santit.
C'erano stati tre sporadici pacchetti dopo l'ultimo - l'ultimo
arrivato senza lettera - e anche questi erano privi di qualunque
messaggio da parte di Anneliese. Erano rigonfi, pieni di dollari
pi di prima, come per compensare il loro silenzio. Ogni pacchetto
recava un timbro diverso. Avevo rinunciato a informare il professor
Mitwisser del loro arrivo: non gli era gradito. Era in vigore
un silenzioso ukase: al silenzio rispondeva il silenzio. I suoi figli
lo sentivano; anche Waltraut capiva che non si doveva parlare di
Anneliese, che non si doveva parlare di James: non con pap, non
con chiunque altro, non col nuovo estraneo della casa.
Ma la signora Mitwisser non era tenuta a rispettare nessun
patto.
A mezzanotte, nel mio letto parallelo al suo, dissi: Di che cosa
parlate, lei e mio cugino, per tutto il pomeriggio?.
Non rispose. Dormiva. Dormiva profondamente e a lungo. Il
bicchiere vuoto era rimasto l. Giaceva rovesciato sul fianco accanto
alla spazzola per capelli. Aveva cominciato a spazzolarsi i
capelli, che le erano cresciuti, nella sua segregazione, fino al petto.
La mattina se li raccoglieva in una treccia rotonda sulla nuca, con
qualche forcina per appuntarla. I suoi capelli erano castani e folti
come quelli di Anneliese.
Quando sei su con Bertram e la mamma, chiesi a Waltraut il
giorno dopo, di cosa parlano?
Waltraut mi guard con i suoi occhi piccoli come quelli di tutti
i Mitwisser. Non aveva niente della bellezza di Willi.
La mamma parla di Heinz disse.
...
.
...
CAPITOLO 51.
...
.
...
Era del perdono che parlavano: della sua amara, amarissima
negazione. Il professor Mitwisser non aveva mai perdonato alla
moglie quel viaggio segreto ad Arosa. Bertram non riusciva a perdonarsi
il viaggio di Ninel in Spagna. Cos non la finivano pi di
parlare, mentre Waltraut si affaccendava intorno a un puzzle di legno
fatto come una fila di papere, o fingeva di dar da mangiare
l'uccello di budino alle sue bambole.
Parlavano di come non erano stati perdonati, di come non sarebbero
mai stati perdonati, di come Mitwisser non avrebbe perdonato
la moglie, di come non avrebbe perdonato la figlia. Parlavano
del rancore.
La signora Mitwisser non sapeva che la donna che aveva sfogato
il proprio rancore su Bertram morendo in Spagna era l'uomo
che era entrato con la forza in casa sua e l'aveva spaventata e costretta
a tornare nel nero e vecchio tunnel delle sue paure.
Parlava di un altro uomo. Che aveva sequestrato la sua famiglia
e sfogato il proprio rancore su tutti loro, su suo marito, sui
suoi figli... su sua figlia! Parlava senza tregua di quest'uomo, il respiro
entrava e usciva troppo in fretta, troppo incalzante, dalla sua
bocca con i denti ben allineati e il piacevole aroma del vino - tanto
che Bertram pens che l'infiltrato, l'invasore, che lei chiamava
James, avesse rubato dei soldi. Parlava di ladri e di pezzenti, di parassiti
e di lucciole. I suoi pianti e le sue confidenze, che erano appartenuti
a me, ora andavano tutti a Bertram. Lei sentiva in lui ci
che non aveva mai sentito in me: una docile comprensione, la
comprensione di un'infermiera; di una madre. Bertram era materno.
Ascoltava e scuoteva il capo. Ascoltava con un sorriso di rabbia.
Piangeva Ninel proprio come lei piangeva Anneliese, rabbiosamente,
senza perdonare nessuno.
Se verranno disse lei, tornando all'antico, smorzato, ossessivo
lamento.
Chi? echeggi lui.
Mia figlia. E quello. Quello!... Se verr...
Quello, Bertram lo sapeva, era James. Un torvo fantasma.
Verr. S la tranquillizzava lui. Io non avevo mai tranquillizzato
la signora Mitwisser in nessuna circostanza: il regno di
Mitwisser era troppo fragile, troppo incerto, soggetto a terremoti.
Non potevo ostentare una fiducia che non avevo. Osservando
Bertram, compresi cosa questo volesse dire: in quella casa implacabile
io mostravo scarsa comprensione. O senn la mia pi sincera
comprensione andava al professor Mitwisser, che era quello
che meno la gradiva, che era il pi lontano dalla comprensione.
Era tipico di Bertram cedere subito le armi davanti alla necessit.
Una volta non mi aveva forse detto che dovevo fidarmi di quell'infido
brandello di memoria che mi mostrava mia madre moribonda
con in mano una bambola di pezza? E una volta non mi
aveva persuaso che mio padre aveva inspiegabilmente nascosto un
logoro libro per bambini tra gli oggetti ai quali era pi affezionato
per un'affinit sentimentale con la figura di un ragazzo rannicchiato
in un cappello? Bertram diceva queste cose per soddisfare
le esigenze del momento. Era il momento ad avere la meglio su di
lui. Se per raggiungere la terraferma doveva coccolare la moglie
dell'uomo la cui parola era legge, non c'era problema. Quello che
all'inizio era semplice opportunismo poteva diventare comprensione.
Bertram si stava insinuando nella nervatura della casa. Essa
lo stava educando lentamente, come aveva educato me. Come instabile
insegnante di storie frammentate io avevo avuto la signora
Mitwisser. Bertram aveva me.
Questo James di cui non fa che parlare, disse, quello che ha
preso i soldi...
Non ha preso soldi.
Lei dice che  un ladro...
Ha preso Anneliese dissi io.
La figlia. La figlia che se n' andata.
 andata via con James. In qualche modo era necessario dirlo
apertamente: proprio la cosa che era proibita.  con i suoi soldi
che campano.
Bertram sgran gli occhi. Ti danno la tua paga. Tu ricevi... un
salario - tir fuori questa parola con aria infelice, colpevole - e
tu me ne hai mandato una parte...
Non hanno niente di loro. Tutto viene da James. Tutto.
Tir un lungo respiro meditabondo, come se volesse riempirsi
i polmoni con tutti i misteri della terra. Guarda, guarda. E lui cos',
un industriale? Un pezzo grosso di qualche societ?
Nulla di simile. E una specie di eredit...
Un riccone. Daddy Warbucks.
NOTA: Il milionario grosso e calvo dei fumetti che si propone come padre adottivo e offre il suo aiuto a Little Orphan Annie nei momenti di crisi. FINE NOTA.
L'ombra di Ninel. Il suo spirito che parlava attraverso di lui.
Bertram, non  cos... Ci campano dissi ancora. I soldi... arrivano.
Quella smorfia familiare sulla bocca di Bertram. Il piccolo,
morbido, intimo turgore del suo labbro inferiore. Mi faceva venir
voglia di oppormi a Ninel. Mi faceva desiderare la sua simpatia, il
suo vecchio, vecchissimo bacio, col ginocchio sul mio letto.
Ma perch? disse.
Io sapevo perch. Ero convinta di averlo sempre saputo da
quando avevo udito per la prima volta il professor Mitwisser ridere
con James, una risata che aveva il suono del dolore.
Gli piace farlo dissi a Bertram. Per odio, credo.
Ma non avevo idea di cosa fosse che James odiava.
...
.
...
CAPITOLO 52.
...
.
...
C'erano delle sere in cui il professor Mitwisser non mi chiamava
per niente. E le sere in cui lo faceva, sembrava che non avesse
lavoro per me: ma era chiaro che si aspettava che io mi tenessi
pronta. Abbassava lo sguardo da quell'immensit di collo e busto
per assicurarsi che stessi attenta: a cosa? Aveva cessato
completamente di radersi. La barba nuova cresceva lentamente e in un modo
impercettibile; eppure lo invecchiava troppo in fretta. Le spalle
erano curve come quelle di un vecchio. Sul viso bianco gli accesi
occhi blu saltavano come tigri ansimanti.
A una certa distanza da dove aspettavo io, i tepee dei volumi
che aveva capovolto per tenere il segno giacevano indisturbati.
Forse non  possibile disse infine. Lo disse al globo sul
soffitto, dove una delle due lampadine si era bruciata. La stanza
era pi buia del solito. Senza convalida resta solo... una convinzione.
Afferrai - se non il significato - l'imperativo, quella frenesia
sotto i pensieri che gli pungolava il cervello. Pulsava contro di me
come una falena, e io la ghermii nell'aria che imbruniva. Sempre
pi mi sembrava di vivere nella sua mente. O il contrario: la sua
mente mi veniva incontro. La presi tra il pollice e l'indice.
Io, Jacob, sono diventato Arjuna recitai. Era un'offerta, come
su un altare.
S, s, proprio quelle parole. Quelle parole! grid.  la misteriosa
conoscenza del Bhagavad-Gita... Jacob al-Kirkisani, un
fuggiasco dall'intera storia della religione, capisce? Lei capisce
questo, s?
Si era rivolto a me; lo sentivo. Non parlava sopra la mia testa, o
al muro alle mie spalle, come quando battevo sui tasti al ritmo della
sua voce. Era la prima volta che mi aveva permesso di entrare
(come lo sentivo!) nel sacrario delle sue meditazioni. Ero stata
dattilografa, amanuense, domestica, una comodit; uno strumento
animato: il termine di Aristotele (avevo letto una volta) per
schiavo. Non ero la sua schiava, no; ma ero diventata il suo strumento.
Non si rivolge la parola a uno strumento.
Quello che ho scoperto, disse,  il labirinto della rinuncia.
L'ho scoperto nel cuore di Jacob al-Kirkisani. Solo nel suo cuore.
Non  una conversione, non  sincretismo, anche se ci sono degli
sciocchi che su questo insisteranno. Non va in India per diventare
un ind. Non  pi ind di quanto un ind sia Caraita. Accetta, riceve,
per poter rifiutare. In un uomo di suprema sensibilit il rifiuto
genera rifiuto: questa  la sostanza. I Caraiti... Come li conosco
bene, io sono figlio loro, essi sono figli miei, sono entrato nei
loro polmoni, nella loro rabbia, nelle loro preghiere! I Caraiti respingono,
si ribellano. Ma al-Kirkisani rivela il proprio distacco
da queste cose. Quelli che si ribellano non si considerano degli
eretici. Tutt'altro! Credono che l'eresia sia proprio negli uomini
che ripudiano. Per loro, tutto ci che  ortodosso  eretico, e per
questo se ne staccano.
La vera eresia non  n ribellione n ricusazione, e io le dico
che l'ho scoperta nel cuore di al-Kirkisani!  il rifiuto di ogni rifiuto
tranne quello di Dio, una cosa nuova, una cosa vera! Che
scende nel labirinto della rinuncia, di abisso in abisso, finch nel
pi profondo degli abissi non c' nulla da respirare, solo il vuoto
dell'Unico Dio, l'Unico vero Dio, Dio l'eretico, che non crede nell'uomo,
che si libera di questa venerabile creatura perch la conosce
per il ciarlatano che . Questo  il significato di Jacob
al-Kirkisani, questo  ci che ha scritto: che l'eretico  Dio! Caraita, Arjuna,
l'uno o l'altro, tutto si perde nel labirinto, l'Unico vero Dio
dell'eresia a tutto rinuncia.
Era andato avanti e indietro, come tanto spesso l'avevo sentito
fare, dalla parete di libri al letto grande e ben lisciato, e viceversa.
Lei capisce questo, s?
Non capivo, mi era impossibile; ma l'istinto mi spingeva a condividere
ci che lo infiammava. Il frammento dalla Spagna; i Caraiti,
dei quali era figlio, che erano i suoi figli; al-Kirkisani, passato
dalla ribellione caraita alla fede in un Dio eretico.
Vede? Vede? disse lui. Che valore ha la mia convinzione?
Come sar giudicata? Cosa devo farne? Non pu essere provata,
non pu essere corroborata. Al mondo non c' un pezzo di carta
per verificarla. Ho solo questa copia sottile, la mano di un copista,
la prenderanno per un falso, diranno che sono stato imbrogliato, 
tutto inutile, inutile, mi sono accecato, sono stato troppo precipitoso,
troppo precipitoso...
Venne a piazzarsi davanti a me.
Mia cara Rose, disse - mi sbalord sentirlo pronunciare il
mio nome - io le domando: dove, dov' mia figlia?
...
.
...
CAPITOLO 53.
...
.
...
Cara Rose,
staremo in questo posto per qualche tempo. Credo che sar un
periodo lungo. La citt dove siamo si chiama Thrace. Un giorno
pap mi lesse la storia di un abitante della Tracia che alz lo
sguardo per studiare le stelle e cadde in un fosso. La gente rise,
ma pap disse che per un uomo di scienza  normale essere deriso,
specie in questo paese. Penso moltissimo a pap. Sono certa
di averlo deluso, ma forse dopo un po' non sar pi tanto arrabbiato.
Si arrabbi moltissimo quando non volevo andare a
scuola, ma poi gli pass. Spero che gli passi anche questa volta.
James non vuole mai uscire con la macchina. Con la macchina
siamo andati dappertutto a vedere delle cose, tutte le piccole
citt, ed  stato interessantissimo e strano. A volte in macchina
mi viene la nausea, e credevo che fosse per questo che James non
vuole mai uscire, ma in realt  perch in queste cittadine lui si
sente molto triste. Ecco perch siamo tornati a Thrace. James dice
che qui lui pu ridere, non so perch. Thrace non  tanto diversa
da tutti gli altri posti, e anche qui James non ride tanto, 
sempre triste. Forse lo schnapps lo rattrista, non so. Passiamo
molto tempo nella nostra stanzetta e non usciamo quasi mai. Alla
mamma non piacerebbe la storia dello schnapps, ma io non ci
bado. Penso moltissimo alla mamma.  cos magra, devi farla
mangiare di pi. Devi fare in modo che Waltraut non sia infelice.
Le piace avere un nastro rosa con cui legarsi i capelli.
Anneliese
Non c'era nessun pacchetto. Non c'erano soldi.
...
.
...
CAPITOLO 54.
...
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...
Andavano di citt in citt: Carthage, Rome, Ithaca, Oswego,
Oneonta, Cortland. A Elmira la port a vedere la tomba di Mark
Twain; c'erano altri due o tre visitatori, tutti con l'ombrello sotto
una fitta pioggia. Aveva chiesto lei di andare l: a casa aveva letto
Tom Sawyer, disse. Ricordava che Tom aveva pianto al proprio funerale,
e questo era comico, ma Erich Kstner le piaceva molto di
pi. E ancor pi le piaceva Der Brknabe: quante volte Mademoiselle
De Bonrepos lo aveva letto ad alta voce, cantilenando i versi!
E pi tardi Madame Mercier, ma in francese. Il francese lo aveva
dimenticato, ma ricordava il tono cantilenante di Mademoiselle
De Bonrepos, col suo monotono accento che andava a sovrapporsi
alle saltellanti filastrocche. Avrebbe potuto recitarne qualcuna,
gli disse, anche subito. Quando era piccola non sapeva che quella
che sentiva era una traduzione: sembrava che il Brknabe, quando
era nato, parlasse la sua lingua.
La gente viene a vedere la tua casa?
Cosa?
Le sue domande, l'intensit delle sue confessioni.
Il posto dove abitavi. Come vengono qui.
 sparita. Non esiste pi. L'hanno trasformata in una casa di
riposo.
Di questo il signor Fullerton, il signor Winberry e il signor
Brooks lo avevano informato tanto tempo prima. Venduta per
una fortuna aveva gracchiato il signor Fullerton, come se gli potesse
importare. Allora quello che gli importava era lo zaino nuovo
con tutte le tasche, e il biglietto della nave.
Ma la casa c' lo stuzzic lei.
Immagino di s.
La gente potrebbe star fuori e guardare dalle finestre! Lo fanno?
Vengono a vedere da tutto il mondo?
Buon pr gli faccia, disse lui sgarbatamente, se lo fanno.
James! Voglio andarci! Voglio vedere!
No disse lui. No.
Ma io ci voglio andare insistette lei.
Questa bambina. In quei momenti era pi una bambina che
una donna. Era come se, lasciando la famiglia, fosse passata dall'ubbidienza
alla ribellione. Alla testardaggine.
Non  da queste parti disse lui.
Dov'?
Oltre il confine di stato.
Ma abbiamo la macchina, dunque...
Le sfugg un fischio dalle labbra, come se si fosse ricordata di
qualcosa solo allora.
Oh! Il passaporto! Non abbiamo il passaporto, i documenti...
Che ti piglia? disse lui. Dove credi di essere?
Ma se  un confine...
La ridicola ignoranza. Una bambina straniera che non conosceva
la realt. L'avevano tenuta a casa da scuola, da un liceo americano,
che era il posto dove avrebbe dovuto andare. Invece di girovagare
dappertutto su una Ford, senza meta.
Che ti piglia? ripet lui. Passaporto? Cosa stai dicendo?
Anneliese sapeva che con lei James era impaziente, ed era soltanto
un malinteso, come quello di suo padre con i quaccheri,
perch era cos impaziente? Ci si poteva andare dall'hinterland
- era cos che lui chiamava tutte queste cittadine, diverse da tutte
quelle che lei aveva visto in vita sua - da l si poteva andare dappertutto,
le spieg, e senza documenti, senza guardie di frontiera!
Le spieg queste cose - come sembrava arrabbiato! - ma il malinteso
lasci tra loro uno spazio freddo. Lei non sapeva come fare
per scaldare quello spazio. E comunque lui non capiva cosa voleva
dire essere senza documenti, non avere il passaporto, farsi piccoli
piccoli davanti a una divisa, pagare per avere documenti falsi,
corrompere qualcuno per avere documenti genuini, poi apprendere
che non erano pi validi, non avere mai documenti buoni,
documenti validi, un passaporto genuino! Mai! Lui non poteva
capire niente di tutto questo, com'era libero, com'era semplice,
era come un bambino arrabbiato. Suo padre aveva detto che gli
americani erano come bambini.
Senza documenti, gli spieg sobriamente, non avremmo
potuto scappare in Svezia, e dalla Svezia...
Lui si tapp le orecchie per non sentire il resto. La Svezia. Non
le disse (perch avrebbe dovuto? I suoi pensieri erano soltanto
suoi) che una volta aveva spasimato per la Svezia, la terra pi settentrionale
alla quale gli riuscisse di pensare. Un paese avvolto da
un freddo immacolato, torpido e immobile come un pezzo di
ghiaccio. La casa di bambola veniva dalla Svezia, con i bambini
dai capelli gialli...
Al William Penn, disse invece, la prima volta che vi ho visto,
credevo che parlaste svedese. Ma avevate tutti dei capelli cos
scuri...
Anche Heinz lo interruppe lei.
I suoi capelli erano scurissimi. Erano scuri come quelli di sua
madre. Ne prese una manciata e glieli mise in bocca, per dissipare
il malinteso. Per un attimo questo firm una sorta di pace tra loro.
Ma poi lui le diede una piccola spinta: non voleva i suoi capelli in
bocca. La pioggia li aveva inzuppati.
Dopodich andarono a Thrace. Era a una distanza considerevole,
e lui guid per tutta la sera senza fermarsi, tranne una volta,
davanti a un diner completamente isolato, come un segmento di
treno sperduto, in una strada a fondo cieco fiancheggiata da un
campo. Era quasi mezzanotte quando arrivarono nei pressi del
cortile della scuola, e la distesa di cemento deserta era quasi come
lui la ricordava: la lampadina accesa, coperta da una griglia metallica,
che sporgeva dal fianco in muratura dell'edificio, carte di caramelle
appallottolate qua e l. Un canestro da basket attaccato a
un palo: quello era nuovo.
Prese la ragazza per un gomito e la guid attraverso il cortile.
Proprio qui. Il cimitero disse.
Il riverbero della lampadina gli riempiva le lenti; lei non poteva
scorgere i suoi occhi.
Che posto  questo? chiese.
Vuoi visitare un santuario? Eccolo. Qui!
Scoppi nella sua risata acuta, sottile e prolungata, la stessa
che usciva gorgogliante dallo studio di pap quando stavano l insieme,
sganasciandosi come due vecchi amici.
La tomba del Bear Boy. Ecco dove mi sono liberato di quel
coso. Solo, disse, si  dimostrata una barzelletta.
La risata acuta che ti confondeva le idee. Sembrava il suono,
pens lei, delle cascate del Niagara da lontano.
 risuscitato disse lui. Magia! Dalla fossa.
Era inquietante che lei non potesse guardarlo negli occhi. Lui
rideva di un qualche segreto. Di solito era lo schnapps a fare questo
effetto: una rabbiosa tristezza che si frantumava in un risolino
vendicativo. Ma era passato un giorno intero senza schnapps, e lei
continuava a sentirlo.
Dove siamo? chiese.
Lui le mise un dito sotto il mento e lo sollev. Sulla facciata
dell'edificio, nella fioca luce arancione, Anneliese lesse: THRACE
CENTRAL HIGH.
Dove dovresti essere tu. Un posto come questo. Rudi ci manda
i ragazzi, perch tu no?
Era lo stesso che non avere documenti, lui non poteva capirlo,
non poteva sapere!
Mi insegna pap. Mi insegna tante cose. Ne so pi di te!
sbott. Nessuno pu obbligarmi ad andare a scuola.
Rudi non lo permette, ecco perch.
Pap?
Ti tiene a casa.
Non poteva capirlo, non poteva sapere! Gli americani sono
dei bambini!
Gli mostr il pugno della mano sinistra: che non si chiudeva fino
in fondo. Si piegava solo in parte, come un lumacone riluttante.
Quando siamo arrivati pap ha detto che dovevo frequentare
una scuola americana. Ha detto che dovevo, che dovevo...
Gli mostr il pugno della mano destra: le unghie le pungevano
il palmo.
Pap ha detto che a Roma dovevo fare come i romani. C'
una legge, devi frequentare una scuola americana... Nessuno pu
obbligarmi ad andare a scuola!
La cattedra di Frau Koch era sopra una pedana. Nel cassetto
della cattedra c'era una corta sbarra metallica. La lezione era su
Bismarck: parlate di due imprese che si possono attribuire al cancelliere
von Bismarck. Frau Koch le ruppe le ossa della mano sinistra.
Non con un righello. Il righello era per le altre. Il righello
non sarebbe stato cos devastante. Con la corta sbarra metallica
Frau Koch le ruppe due ossa sottili. Perch ho risposto. Perch
ho dimenticato che era vietato parlare. Perch allora era assolutamente
vietato frequentare quella scuola. Perch presto mi avrebbero
cacciato da quella scuola. Perch era imperativo tacere. Perch
era imperativo essere invisibili. Perch ho parlato ad alta voce.
Perch ho risposto.
Nessuno potr costringermi a tornare a scuola, mai pi.
Nemmeno pap. Guarda, disse, posso fare bene il pugno con la
destra, vedi?
Andarono a Ilion, Cobleskill, Homer, Horseheads, Naples e
Odysseus, e poi tornarono, per la seconda volta, a Thrace. La
stanza che trovarono era piccola e buia, ma pi pulita di quasi tutte
le altre, e la casa aveva un giardino sul retro: qualche stelo senza
nome in un pezzo di terra esausto e coperto di erbacce. La padrona
serviva la colazione la mattina presto e la cena la sera tardi.
Tra l'una e l'altra andava a lavorare come cameriera. Non c'erano
altri pensionanti; erano soli.
Ma sempre pi spesso James si rifiutava di uscire. Era strano, e
deludente: aveva voluto tornare a Thrace, dove non c'era nulla di
interessante da vedere, solo una monotona distesa di campi sterposi
e abbandonati tutt'intorno, stalle chiuse, un corso soporifero
(com'era strano che tutte queste citt avessero file di negozi con lo
stesso nome) e nessuna tradizione locale di qualche interesse per
qualcuno. Thrace era fredda e indifferente. Faceva appello alla vena
di cattiveria che lui aveva dentro: andare a cercare proprio il
posto che suscitava la sua amarezza, un'ironia che lei non riusciva
a capire, per quanto lui cercasse di spiegare.
Una farsa. Una commedia disse.
Era a Thrace che avevano seppellito il Bear Boy, ed era tra i
Mitwisser che il suo spettro era risorto. Ecco come lo spiegava lui,
con quella risata breve e acuta che ora si appiccicava pi a Thrace
che a suo pap.
Ma guarda che grande aiuto dai a pap!
Lui era disteso sul letto, con le mani sotto la nuca. La bocca di
lei, sulla sua gola, lo leccava pigramente. Lui alz un piede scalzo
e con la punta ricalc il profilo delle ombre.
Sai quanto bene faccio a sua figlia disse.
Oh, James, James, disse lei, io voglio stare con te, ecco tutto.
Non  vero.
S. S disse lei.
Ma sentiva quel piccolo spazio aprirsi tra loro. Certe volte,
quando lui l'accarezzava e si lasciava mettere i capelli in bocca
- era un gioco che facevano tra loro, e che rapidamente li spingeva
a far l'amore - non c'era nessuno spazio. E in altri momenti si
insinuava una freddezza, a poco a poco.
Lo lasci in quella stanza piccola e buia, monacale con il suo
com e due fragili sedie di vimini (che avevano gi passato una vita
precedente all'aria aperta), e and a fare una passeggiata. A
Thrace tutti i giorni sembravano grigi: il sole, l, non si affacciava
mai? Pass davanti alla Ford infangata, ferma da quasi tre settimane.
Provava un vago senso di solitudine, forse a causa delle
strade grigie; sola, del resto, non era mai. Ma perch James parlava
di lei come della figlia di suo padre? La credeva semplicemente
tutta presa dalla sua famiglia? Eppure, quando sentiva come diceva
il suo nome - Annie - lei credeva di essere se stessa, soltanto
se stessa, e quando lui diventava impaziente, era perch la vedeva
come doveva averla vista la prima volta, come la figlia di suo padre,
e nient'altro. Una piccola profuga, una straniera. Immaginava
che la vedesse sfarfallare, come una di quelle illusioni ottiche dove
un'immagine si trasforma in un'immagine diversa, ma non puoi
tenere in mente le due immagini simultaneamente. Quando lui diventava
impaziente, anche distante, tutt'a un tratto lei era Anneliese,
questa cosa forestiera; e quando le faceva una carezza, ecco
apparire Annie. Oh, perch non poteva essere Annie giorno e notte,
per lui?
Fece una passeggiata lungo il corso. Arrivata in fondo, torn
indietro, avendo notato davanti a s, non molto lontano, l'edificio
di mattoni rossi che era la scuola secondaria superiore. Salt fuori
che Thrace era una cittadina monotona come tutte le altre: ma le
altre l'avevano incantata. Viaggiavano, si fermavano, si guardavano
intorno come due allocchi: lui guardava lei, divertito, a tutta
prima, dalla sua gioia. Mangiavano in piccoli caff fumiganti che
odoravano di patate fritte. A Medusa si fermarono in un prato davanti
al tribunale a guardare il confuso profilo violetto delle montagne
che sorgevano all'orizzonte. A Odysseus (dov'erano arrivati
in autobus; era successo prima che avessero la macchina) scoprirono
un piccolo circo viaggiante, con una mezza dozzina di acrobati,
un pagliaccio, scimmie, una Donna Cannone e un Mangiatore
di Fuoco. C'era anche un Mangiatore di Spade, ma aveva l'influenza
e non pot esibirsi. Ovunque si trovassero, lei era elettrizzata
da una strana novit: che villaggi insospettati erano questi,
che paesaggi dorati, che odori vegetali! E gli effluvi delle mele cadute,
dolciastri nel loro marciume. Com'erano strane le voci della
gente, vocali nemiche della sua laringe, grugniti staccati tra loro
che bandivano ogni cerimonia. Nessuno si inchinava; era la democrazia.
Anche la lingua era barbara, non distingueva tra l'alto e il
basso. A Parnassus passarono davanti a una prigione con i muri
rosa e un orto di cavoli, non cintato; non la spavent. Un uomo
con un berretto arancione che stava lavorando attorno ai cavoli la
salut con la mano. Questa stranezza era esaltante. Gli autobus
con il loro naso lungo e gli scomodi sedili avrebbero potuto essere
arrivati da un altro pianeta. La minestra che ordinarono in uno
di quei piccoli caff sapeva di sottaceti; un'insegna elettrica rossa
in vetrina annunciava seccamente TORTA, CINQUE CENT. Queste
citt, queste citt, erano un altro paese; le creature che vi abitavano
non erano come quelle a casa. I cani abbaiavano note poco familiari,
i gatti arricciavano le code come chiavi sconosciute.
Pap e i suoi Caraiti, vecchi, vecchissimi, perduti. In questo
nuovo paese nessuno si curava di loro, solo pap. La mamma ammalata
e avvilita. Com'erano pesanti, come pesava essere chi erano,
come pesava essere Anneliese! E com'era bello, come ci si sentiva
liberi, a essere con James. Lui non poteva sapere quello che
sapeva lei, non lo poteva sentire, non aveva visto i fal la sera nelle
strade, e i grandi fogli neri dei libri carbonizzati, come ali spiegate
di pipistrello, e il fumo. Sapeva cos poche cose che lei era
sbalordita, era un'assenza nel suo cervello, ma era anche un sollievo,
un conforto, perch non doveva essere contenta se gli americani
erano come bambini? E lui era quel bambino, eternamente: il
ragazzo col colletto di pizzo, con gli occhi storti e scintillanti, con
le ginocchia arrossate e tutt'intorno ghirlande di rime.
Schau ich mir Brknabe an,
hab ich ivenig Freude dran.
Fallen mir die andern ein,
nur Brknabe will ich sein.
Era ancora disteso sul letto, senza scarpe. Questo la infastidiva;
negli ultimi tempi non aveva mai voglia di uscire, perch non
voleva uscire? Le ricordava un po' sua madre.
Ehi disse lui. Sei stata fuori due ore.
Ho dovuto camminare dappertutto finch l'ho trovato. In un
posto cos strano... Non l'ho trovato nel corso...
Impossibile.  una citt secca, te l'ho detto.
Ecco disse lei, e gli porse un oggetto arrotondato che sembrava
un bambino in fasce.
Lui lo prese, e dal suo sospiro trattenuto, e dal piccolo fischio
enigmatico che lo segu, lei cap cos'avrebbe detto dopo. Se l'avesse
detto, l'avrebbe ferita. Se l'avesse detto, si sarebbe sentita
male. Certe volte si sentiva male anche quando non lo diceva.
Annie...
No, no, io voglio stare con te!
Questo non  il tuo posto.
S!
Il tuo posto  con tuo padre, non qui. Non cos.
Tu non sai qual  il mio posto! grid lei. Tu non sai niente!
Tu non capisci niente, sei come un bambino!
La bambina scappata di casa che gli dava del bambino. Apr la
bottiglia che gli aveva portato: che altro c'era da fare in questa
Thrace abbandonata da Dio? Non sopportava pi le sue premure,
la sua docilit, la sua docilit era diventata fastidiosa, perch non
voleva lasciarlo in pace? Anche la sua ostinazione era servile: averlo
asfissiato con la casa del Bear Boy, perch non voleva lasciarlo
in pace? Aveva diciassette anni. Aveva dei bei denti, come sua madre.
Per il resto, in che modo si distingueva da quella Bridget, perch
non voleva lasciarlo in pace?
Poi pens che poteva regalare la Ford alla padrona di casa, che
era quasi sempre via.
...
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...
CAPITOLO 55.
...
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...
Elsa Mitwisser, gi del Kaiser Wilhelm Institut, dottore in fisica,
collega del premio Nobel Erwin Schrdinger (ma ad addentare
l'uovo era stata lei), entr inaspettatamente in possesso di un altro
paio di scarpe. Erano scarpette scollate di pelle blu, dalla suola
delicata, poco usate, col pepe di un nastrino sulla punta. Erano
chiaramente state calzate per un ballo o due; e ora erano lucidate
di fresco, come due lune che specchiassero la luce blu.
Bertram le aveva trovate in un cesto dell'Esercito della Salvezza.
Il giorno in cui venne da noi, mi ramment, era sceso per
sbaglio dal treno alla penultima fermata, me lo ricordavo? Una
lunga camminata sotto il traliccio serpeggiante; ma strada facendo,
demoralizzato e sporco, tutt'a un tratto gli era venuta in
mente Ninel.
Hai avuto una visione dissi.
Oh su, Rosie, non essere villana.  solo che ho notato questo
posto dell'Esercito della Salvezza, tutto qui, e in un modo o nell'altro
questo mi ha fatto pensare a lei. Si procurava tutto in quel
modo, non credeva alla necessit di vestirsi secondo... be', la classe.
E ti ha fatto quei regali d'addio, Dickens credo, e l'altro che
cos'era?
Jane Austen. Tutto sulla classe. Ma non l'ho pi: la signora
Mitwisser lo ha fatto a pezzi.
Non ha fatto a pezzi pi niente negli ultimi tempi. Lo disse
con orgoglio; la conquista della signora Mitwisser lo. gratificava.
Gratificava notevolmente suo marito.
Perci immaginai che fosse stato lo spettro di Ninel a ispirare
a Bertram l'idea di tornare una mattina al deposito dell'Esercito
della Salvezza, a mezzo miglio da l, sotto il traliccio. La signora
Mitwisser gli aveva permesso di misurarle il piede nudo; tra loro
si stava creando una certa familiarit. Con dieci cent le scarpette
blu furono sue. Con altri dieci compr il lucido. Non gli chiesi
se tra le scarpe scartate si era messo in comunione con lo spirito
di Ninel.
Le scarpette diventarono uno dei trofei della signora Mitwisser.
Le teneva vicino alla spazzola per i capelli. Erano il bottino
della guerra che da tanto tempo aveva mosso contro i terrori di
quella casa: non aveva sempre insistito che era irragionevole vivere
in un posto pericoloso con un solo paio di scarpe? Pensate: se
si fossero consumate, se si fossero scalcagnate a furia di usarle, come
si sarebbe potuto fuggire? Le scarpette che le aveva portato
Bertram erano da ballo, d'accordo: ma non importa, questo ne aumentava
sicuramente il valore.
Certe volte, confid, bisogna mettersi le scarpe come per
un ballo. Anche se non  cos.
Perch? chiese Bertram. Ma lo sapeva gi. Gli aveva parlato
dell'El Dorado. Gli aveva detto quanto avevano girato, sempre in
tondo, per giorni e giorni. Gli aveva raccontato del giocoliere, e di
come aveva fatto credere a Fritz che la cornice d'argento di sua
madre era solo placcata, e come sperava che quello che Fritz aveva
rubato dalla loro casa fosse il giocoliere, cos sarebbe stato fregato
di nuovo.
I suoi occhi lucidi chiedevano a Bertram di fare domande; era
pronta a raccontare per la terza, per la quarta volta.
Il paio di scarpe in pi le diede coraggio. Si mise le scarpe vecchie
e si pettin. Si abbotton un vestito e, pallida e con passo
malfermo, scese le scale ed entr nella vita della parte inferiore
della casa. Bertram la condusse nella sua cucina: ormai era interamente
sua. Aveva placato, o zittito, i suoi demoni; l'aveva conquistata.
L'ho convinta a riprendere a tagliuzzare. Il suo sorriso storto.
Carote per lo stufato.
Non ha mai fatto niente di simile, dissi, a casa.
Quelle sillabe dei Mitwisser - a casa - uscivano facilmente dalle
mie labbra; avevo imparato la lingua del posto.
 il mio aiuto-chef. Le piace.
A casa aveva dei domestici.
Aveva ribatt lui. Aveva non  ha. Io avevo Ninel, no?
Oh, Bertram, non capisci che ti ha lasciato?
 stata colpa mia. Se mi fossi unito...
Non avresti mai potuto unirti a quella gente. Tirai deliberatamente
un respirone. Sei troppo molle.
Che modi! Che brutto. Mi scocc un'occhiata offesa. Sai
una cosa? Tu non sei pi una bambina. E non hai mai detto una
parola di... non so come chiamarle. Condoglianze. Commiserazione.
Non  come se tu non avessi mai conosciuto Ninel. Non hai un
briciolo di piet, dentro di te, qui ti hanno fatto qualcosa.
Cosa mi avevano fatto? Era Bertram, soprattutto, che mi aveva
reso inutile. Le sue premure li avevano conquistati e calmati tutti:
la signora Mitwisser e i suoi figli. La signora Mitwisser era affidata
alle sue cure; sotto di lui Waltraut rigava dritto. Le tasche di
Bertram erano vuote, lui era impotente, era uno straniero in questo
regno. Ma in un modo o nell'altra la sua mansuetudine riusciva
a domare i ragazzi - che non si rendevano conto di come fosse
stato lui a promuovere l'armistizio - e Bertram aveva gettato un
incantesimo su Waltraut, che lo seguiva trotterellando come una
scopa o uno spazzolone. Diventando il servo di tutti, li aveva trasformati
tutti in servi. Ero stata soppiantata; ancora una volta sentii
che Bertram mi aveva condannato all'esilio.
Bussai all'uscio dello studio di Mitwisser. Era passata pi di
una settimana dall'ultima volta che mi aveva chiamato: non mi restava
che andarlo a cercare. Il suo silenzio era il permesso di entrare.
Altrimenti mi avrebbe mandato via con un secco Vada.
Entrai alla solita ora - erano le dieci - e vidi che era al buio e stava
passeggiando, avanti e indietro dal letto alla parete. Accesi il lume
sopra la macchina da scrivere; la sua luce incerta mi mostr un
uomo che sembrava una nave: un transatlantico visto dalla banchina
sottostante. Non mi era mai sembrato cos enorme: largo e
lungo, con due spalle massicce e il testone accorato. Come una nave
si muoveva in quello spazio ristretto, alzandosi e abbassandosi
sulle onde dei suoi ruvidi sfoghi.
Non ho bisogno di lei adesso disse. Ma mi aveva fatto entrare.
Allora torno domani...
Domani sar lo stesso.
Non badai alla dignit: ero spaventata; ero intrepida.
No, no protestai. C' tanto...
Non c' niente.
La stanza era piena delle mie trascrizioni. Pile di cartelle si pigiavano
contro i piedi del letto, lungo i muri, dietro la porta. Ma a
circondarlo e a tenerlo prigioniero non erano soltanto questi mucchi
di carte: era la sua voce sfilacciata che parlava di quegli antichi
sapienti come un ragno secerne i suoi fili intricati, e i tasti coperti di vetro che mi ferivano gli occhi, e gli eretici fantasma che gli tenevano
testa. E al-Kirkisani, che saltellava fino al soffitto girando
intorno alla cupola da moschea che proteggeva il cervello di
Mitwisser.
Professor Mitwisser? dissi, e mi fermai.
Mia moglie  migliorata. La casa  in ordine, no? Suo cugino
 bravo, l'ho notato. Con un tuono soffocato si cal nella poltrona.
Ma il mio lavoro  alla fine, e mia figlia... mia figlia...
Mi feci largo in quel fiume di manoscritti fino all'ordinatissima
coperta del letto (rifatto con geometrica precisione da Bertram
quel mattino) e mi sedetti sulla sponda. I nostri occhi erano quasi
allo stesso livello; la sua bocca era un nodo storto.
Lo spassoso dottor Tandoori mormor, e mi venne in mente
che l'ultima volta che mi aveva visto l, seduta sulla sponda del letto,
titubante e silenziosa, era stato durante la visita del dottor Tandoori.
Lei capisce che nessuno in questo eccellente paese si  mai
curato delle mie investigazioni? Non essendovene la necessit, esse
stimolano la futilit. L'oscurit produce effetti comici. In che
modo, dunque, io sono diverso da un sarto senza Dio?
Ma gli uomini che vennero quella sera, essi sapevano...
Vennero a deridere.
Come sembrava lontano tutto questo! Le grida dell'uomo con
la mano deforme, e dell'uomo con lo zucchetto, si erano quasi
cancellate, come se gli avversari di Mitwisser fossero diventati delle
striminzite figurine di porcellana senza voce.
Capisco, disse, di non potermi opporre a questa derisione.
 concepibile che mi derida io stesso. Sciolse il nodo della bocca
nella parodia di un sorriso. Ora devo subire il silenzio anche dei
miei negligenti antagonisti. E nella mia stupida ricerca di un collega
diligente ho scoperto solo... - quel sorriso sferzante si allarg -
una macchina da cucire. Forse dovrei darmi anch'io alla sartoria,
non  cos?
Professor Mitwisser, provai ancora, lei vede come tutto il
suo lavoro la circonda, vede l'immensit...
S, s, come sono cospicui, i miei dottissimi ammiratori! Una
prezzolata come lei, oh s, pensi a come devo sentirmi lusingato. E
l'altro, l'ignorante vagabondo che si dichiara posseduto da ci che
non ha gli strumenti per capire... L'aspro fiato dei suoi rimproveri
invase la poca aria che c'era tra noi due. L'ho permesso io. L'ho
permesso io! Per piet l'ho permesso!
Mi costrinsi a domandarne la ragione. Era per James che si affliggeva,
il nemico giurato di sua moglie, e mio; non potevo consolarlo.
Mi offese che parlasse di piet; Bertram mi aveva accusato
di non averne.
E perch no? Quell'uomo non aveva un posto dove andare.
N un presente. N uno scopo. Nulla. Lei pu capire che cosa significa
essere privo di tutto?
Sono venuta a dirle, dissi lentamente, che non c' quasi pi
niente. Hanno smesso di arrivare.
Gli occhi blu erano ardenti. Mi ispezionarono. Vi lampeggiava
una luce assassina.
Smesso? Chi ha smesso? Il mio scopo? Il mio posto sulla terra?
La mia vita? La vita della mia famiglia?
I soldi dissi.
L'unico! Lui solo! Chi, oltre a questo incolto vagabondo, ha
mai scommesso la testa sui miei Caraiti? Chi, oltre a me? Perch
non avrei dovuto avere piet di lui? Lui e io, noi due, nessun altro,
ecco la beffa! E alla fine, alla fine, alla fine, url, ho venduto a
quest'uomo mia figlia!
Sentii un colpo terribile, come quello di un macigno che mi cadesse
proprio al centro del corpo. Mitwisser mi aveva ficcato il testone
tra le braccia, singhiozzando. La tenni stretta, la cupola solenne
che proteggeva quella mente, a lungo, finch il suo bollente
umidore non mi ebbe impregnato le fibre del vestito.
...
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CAPITOLO 56.
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...
Questa volta conosceva la strada, perci evit il corso e zigzag
tra le vie laterali, oltre cortili posteriori dove tracce di vegetazione
mandavano piccoli e sensuali odori botanici. Il mondo stava ingiallendo,
ingiallendo dappertutto: una bassa cinta di picchetti bianchi,
quasi tutti rotti, era tinta di giallo, e i tetti di lamiera delle baracche
di legno mezzo marcio si accendevano di riflessi gialli. Splendeva il
sole della fine di marzo, un sole ancora freddo ma dai colori caldi,
che celava un segreto tropicale. A quest'ora luminosa Thrace cominciava
a somigliare a tutte le altre citt che tanto l'avevano stupita
con la loro stranezza e la riempiva di una curiosa felicit. L a essere
straniere erano le citt, non lei, e lei si sentiva attirare da qualunque
cosa non avesse alcuna somiglianza con ci che aveva conosciuto
prima. Era come se questi luoghi incolti e sparpagliati le potessero
lavare gli occhi. Poco le importava della commissione, e ormai
gliene importava meno ancora. James le aveva promesso che sarebbe
stata l'ultima; pensava, disse, di andarsene da Thrace.
Fece il suo acquisto clandestino: non cos clandestino, dopo
tutto; c'era una mezza dozzina di altri clienti in quello spaccio improvvisato
dentro una cantina umida e puzzolente. I proprietari
erano una coppia di vecchi contadini, mezzi sordi e sconquassati
come la loro casa cigolante (le scandole cadevano dal tetto, la veranda
stava cedendo), ma allegri e innocenti come se vendessero
cassette di mele e pere. Le bottiglie erano tutte di forme diverse, e
poich James le aveva chiesto di portargliene non una ma due
(perch no?, le aveva detto, dato che sarebbero state le ultime), lei
usc con un paio di involti, il primo dei quali avrebbe potuto essere
uno stretto lume, e il secondo una brocca panciuta.
Il ritorno fu una lunga passeggiata attraverso le scorciatoie che
aveva scoperto. La strada che veniva dal corso era molto pi diretta,
ma la luce del sole era nuova, e la scoperta dei piccoli brividi
di piacere che le andavano dalla gola al basso ventre - sembravano
palpitare a ogni battito del cuore - la colse di sorpresa. Era
la sua vecchia contentezza: il suo posto non era con pap, era con
James! Era chiaro che finalmente glielo aveva fatto capire: da
giorni e giorni lui aveva smesso di dire la cosa che la faceva star
male. Com'era contenta che avesse smesso! Lo seguiva nel giardino
della loro padrona di casa, lieta che tutt'a un tratto avesse voglia
di esporsi alla luce. Nel suo cattivo umore la loro camera stava
diventando sempre pi simile a una cella, e il giardino aveva l'aria
vergognosa ma impudente di tutti i cortili posteriori di Thrace.
Ma l'aria cominciava ad addolcirsi, e verdi germogli cominciavano
a spuntare intorno a un tubo incrostato di fango che serpeggiava
sulla terra grigiastra. Un vento serico le carezzava i capelli: erano
sempre sciolti, ormai. Dilat le narici per aspirare l'inquietante
miscuglio di odori, l'erba che usciva con forza dal terreno, la gomma
vecchia, l'acida eccitazione del sudore di James. Lui diede un
calcio al tubo; sudava, cos'era, era lo schnapps? Ma le aveva detto
che il lume e la brocca erano le ultime, che non ce ne sarebbero
state altre, che era pronto a voltare le spalle a Thrace, una bella liberazione!
Lei era giubilante: presto sarebbero partiti sulla Ford
liberatrice, e oh, oh, dove sarebbero andati?
...
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CAPITOLO 57.
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...
I soldi avevano smesso di arrivare. La casa dormiva; eravamo
svegli solo Bertram e io. Ormai non ero pi la baldanzosa castellana
che metteva dollari nelle mani di un Bertram in umile attesa.
Bertram era entrato, per necessit, nell'intimit delle nostre ristrettezze
e dei nostri stratagemmi. Eravamo seduti intorno alla
tavola della sala da pranzo, calcolando insieme come tirare avanti
con quello che restava.
Basta vino ordinai.
Il Professore lo ama. A sua moglie fa bene.
Pane o vino, l'uno o l'altro.
In tal caso, il sostegno della vita. Vino.
Bertram...
Non si sa mai, un giorno o l'altro potresti ricevere un altro
pacchetto.
No, dissi, non c' niente, e in queste parole sorde colsi
un'eco di quelle di Mitwisser.
Qualcosa graffiava selvaggiamente la porta d'ingresso verde.
Non era insolito: di notte ogni tanto un procione lasciava di corsa
la boscaglia ai margini del nostro quartiere per venire ad annusare
i profumi dell'abitato e le sue bucce e i suoi rifiuti, tanto audace
da varcare la soglia dei santuari dell'uomo. Un graffiare ferale, un
raspare con le unghie, un battere, un belare. Una creatura disperata.
I rumori continuavano, ora con una concentrata ferocia, ora
debolmente, per stanchezza o rassegnazione. E poi le convulsioni
notturne di una ragazza.
La fece entrare Bertram. Cap subito chi doveva essere, ma
Anneliese rimase sbalordita: dopo tanti mesi aveva sbagliato casa?
Quest'ometto in piedi sulla porta, no, no, non poteva essersi sbagliata,
erano soltanto le vertigini, eppure ecco uno sconosciuto
che le prendeva le mani, mormorava il suo nome...
Abito qui gli disse. Non riusc a pensare che altro dire. Le
vertigini le offuscavano la vista. Aveva cercato a tentoni il campanello
e non era riuscita a trovarlo.
Anch'io disse Bertram. Nel vestito largo che l'avvolgeva tutta
il suo corpo si piegava su se stesso; non era altro che un fagotto
abbandonato. Sul davanti c'erano tracce di vomito secco. Lui la
tir su e la port dentro.
Mettila nel suo letto. Togli la tua roba e mettila nella sua stanza
dissi.
Bertram la mise gi e le butt una coperta sulle spalle. Lei tremava.
Con s non aveva nulla. Dalla tasca del vestito le cadde
qualche moneta; era tutto ci che le restava. Non aveva mangiato
nulla da quando aveva lasciato Thrace. Non aveva dormito. In autobus
aveva vomitato. Cerc di ripulirsi nei gabinetti dell'autostazione,
in citt, ma il palt era troppo sporco, e allora lo lasci l, e
poi scese nella metropolitana, e quando il treno sbuc da sottoterra
e si mise a correre sul traliccio era gi notte, e lei torn a sentirsi
male, e poi la camminata quasi alla cieca dalla strada di botteghe,
con la vista confusa e la testa che girava, e l'ometto che apriva
la porta, piccolo ma abbastanza forte per sollevarla...
Le punte dei capelli erano appiccicose di vomito.
Rose disse. Ma volt la testa per non guardarmi.
Sdraiati. Bertram ti porter un po' di t.
Dov' pap?
Lo potrai vedere domattina. Ora sdraiati...
Obbed. Il suo sguardo scivolava nervosamente di qua e di l,
come se seguisse i movimenti di un invisibile ventaglio giapponese.
Chi  quell'uomo?
Il latore di un t coi pasticcini rispose Bertram. Questi dovrebbero
rimetterti in sesto abbastanza in fretta.
Non posso disse lei.
Puoi benissimo... Il tono pi materno di Bertram.
Pap sar arrabbiatissimo...
Se inghiottirai qualche briciola? Questo s che lo far andare
in bestia, vero?
Bertram, non la stuzzicare. Lasciala in pace.
Poverina. Un filo di vomito gocciol sulla coperta. Bertram
lo tolse con uno straccio e si chin su di lei. Adesso hai bisogno
di dormire, giusto?
I suoi occhi continuavano la loro rapida altalena. Pensai che
doveva avere delle allucinazioni: che cosa vedeva?
Sar arrabbiatissimo disse ancora. Le usc di bocca fievolmente,
con una voce roca e implorante: ma era Bertram la persona
che invocava. Bruscamente lo prese per il polso. Perch lei 
qui? Abita in questa casa? Se lo tir pi vicino. E per pap? D
soldi a pap per il suo lavoro?
A Thrace la sua ultima commissione era stata per pap, disse.
Lo disse in tono eccitato, schiacciandosi contro Bertram, appellandosi
a lui. L'aveva mandata James, non per lo schnapps: le due
bottiglie erano finite e lui non ne voleva pi. Doveva portare un
altro pacchetto alla posta, le disse: era passato troppo tempo, non
c'era tempo per una lettera. Lei lo guard mentre faceva cautamente
marcia indietro con la Ford su un sentiero, nascosto dalla
strada, che fiancheggiava il misero giardino della loro padrona di
casa. La Ford languiva dove l'avevano lasciata tante settimane prima,
e la sua lucida vernice nera era diventata bruna di polvere e
schizzi di fango. Uno strato di fango secco incrostava il predellino.
Poi lo vide tirare il tubo per sciogliere il nodo e cap che intendeva
lavare la macchina prima della partenza.
Non le piaceva andare alla posta. La posta era vicina alla scuola,
e la scuola non le piaceva, non le piaceva che James ve l'avesse
portata, non le piaceva il cortile della scuola dove lui aveva riso
cos amaramente.
Era mezzogiorno. Udiva il suono acuto degli strilli delle ragazze
della scuola, e i tonfi ripetuti di un pallone da basket sul cemento,
e le urla dei ragazzi. L'ufficio postale era antiquato e male
illuminato, con banchi di legno scanalato e una griglia di legno,
dietro la quale l'impiegato con il colletto e il gil di prammatica la
guard in cagnesco mentre pesava il pacchetto sulla bilancia d'ottone.
Era il pacchetto pi grosso che avesse mai spedito. Una parete
di affreschi grandeggiava sopra di lei, indiani che attizzavano
fal e Padri Pellegrini che mietevano, e dall'altro lato una fila opaca
e buia di cassette d'ottone chiuse a chiave. James aveva la chiave
di una cassetta, e ogni tanto veniva a ritirare un messaggio, o
quel che era, di una vecchia conoscenza, un certo Brooks. Era
chiaro che detestava questo Brooks; ma c'era una sorta di comunicazione
tra loro, anche se saltuaria. James le aveva dato la chiave:
era la prima volta. Lei apr la cassetta e vi guard dentro: era
lunga, buia e vuota. La chiave era ormai inutile, disse James, poteva
buttarla via se le garbava: invece lei la consegn all'impiegato,
che la prese con una mano chiazzata. Era impaziente di liberarsi
di questa Thrace asfissiante, di sbarazzarsi di quella mano chiazzata,
e del tonfo brutale del timbro dell'annullo, e degli strilli nel
cortile della scuola vicina, e dei pasti indifferenti della loro spettrale
padrona di casa che sobbollivano per tutta la giornata sopra
un fornello unto, e di quella stanza languorosa e buia.
Una siepe sfrangiata di ligustro nascondeva la Ford mentre lei
si avvicinava, ma quando le gir intorno passando dalla parte del
giardino, la vide. Non sembrava molto pulita, dopo tutto, e il sole
di mezzogiorno batteva sul parabrezza con un riverbero cos accecante
da lasciarle sulla retina una macchia nero-blu. Dietro la
macchia nero-blu la spazzola del tergicristallo andava da sinistra a
destra, da destra a sinistra, avanti e indietro, con un ritmo frenetico.
Sotto il mare di sole che pioveva dal cielo la spazzola cantava
una canzoncina saltellante: uish-uosh, uosh-uish, con un piccolo
gemito quando cambiava direzione. Il motore era acceso, e rombava
e singhiozzava. James doveva essere entrato in casa a prendere
la roba. C'erano delle impronte sulla polvere del predellino.
La Ford era viva e pronta.
James non era in casa. Era nella Ford. Aveva la testa piegata sul
petto. I capelli, che non tagliava da settimane, gli cadevano sugli
occhi. Sembrava ipnotizzato dal riverbero del sole, e dalla musica
irresistibile della spazzola del tergicristallo, che rintoccava come
il batacchio di una campana. I finestrini della Ford erano chiusi,
tutti tranne uno, e questo solo quel tanto che bastava per farci
passare un capo del tubo. Lei segu il tubo fino alla coda. La coda
era ficcata nel tubo di scappamento dell'automobile.
Bertram era ancora nella sua stretta. Butt via la coperta; non
voleva lasciarlo; lui la lasci gemere contro il suo petto.
Qualcosa di dolce sulle scale: la signora Mitwisser in camicia
da notte, inquieta e scalza. La voce di sua figlia, per quanto bassa,
era giunta fino a lei. Ero quasi convinta che avesse l'udito di un
cane, o almeno che fosse come l'uomo sventurato della favola le
cui orecchie sono cos sensibili che se le deve turare, per non essere
costretto ad ascoltare tutti i fruscii della terra e del cosmo; per
lui le ali di un moscerino sono un tuono.
Quello? Quello? Si guard intorno. Ma c'era soltanto Anneliese
col suo vestito sporco, aggrappata a Bertram.
Mi spinse da una parte e rimase a bocca aperta. Mein Gotti
Sie ist schwanger..." Si pass una mano sul ventre.
Pap sar arrabbiatissimo mormor Anneliese.
Ma la signora Mitwisser si era ripresa; le splendeva il viso, e i
suoi denti brillavano come una corazza; tutt'a un tratto era diventata
una forza. Con la sicurezza di un'imperatrice disse a Bertram:
Lei sposer mia figlia, nicht wahr?.
Bertram tir fuori il suo sorriso conciliante. Il sorriso di un
ambasciatore. Di un invasore, di un colonizzatore. Non ancora,
disse, non ancora.
...
.
...
CAPITOLO 58.
...
.
...
La mattina dopo vide uno sconcertante rimescolio di posti letto:
materassi trasportati da qui a l, lenzuola fatte volare. Fu molto
simile al giorno in cui James era arrivato in quella casa; solo che allora
a dirigere le operazioni era Anneliese. Che pass tutta la notte
in un sonno agitato, svegliandosi ogni tanto piena di paura. Bertram
continu la sua veglia: la stretta intermittente del pugno di
Anneliese, il suo volto invisibile affondato nel cuscino che appena
ieri era stato il suo. Tremante ma decisa, la signora Mitwisser ordin
che il letto di Waltraut fosse tirato fuori dalla stanza per essere
piazzato davanti al mio, mentre il suo veniva trasportato nella
camera dei ragazzi; sarebbe stato quello di Bertram. E la signora
Mitwisser, rimasta in piedi l in mezzo alla stanza in questo gioco
dei quattro cantoni - nove giocatori, otto cuccette - dove
avrebbe posato la testa?
Io vado da mio marito disse.
Stancamente lui si rassegn. La mia macchina da scrivere era
invisibile, ficcata sotto mucchi disordinati di manoscritti. Nudo, il
tavolo era irriconoscibile. Lo studio, che mi era parso la fornace di
un laboratorio dove rivoluzionarie affinit esplodevano in conflagrazioni,
ormai non era altro che una comune camera da letto matrimoniale.
Non c'era pi posto per me. Mitwisser era un monarca
che aveva abdicato. Aveva ritrovato la figlia, ma nell'umiliazione.
Si era indebolito; solo sua moglie era diventata pi forte. I Caraiti
erano stati consegnati all'oblio. Al-Kirkisani ridotto al silenzio.
L'inconcludenza di Mitwisser divent la mia.
Non sapevo cosa fare, in quella casa non c'era posto per me.
Era Bertram che la governava. Qualcuno sta male disse ai ragazzi:
non dovevano disturbare Anneliese, non dovevano avvicinarsi.
L'ammonizione calm Heinz, calm Gert; ma Willi cominci
a punzecchiarmi. Pap non ti vuole pi, la mamma non ti
vuole pi cantava. E quando era certo che nessuno lo sentisse:
Signora Tandoori! Signora Tandoori!. Era una degradazione, la
mia compagna di stanza adesso era Waltraut, e io cos'ero?
Insieme, Bertram e la signora Mitwisser deliberarono su Anneliese.
Non doveva prendere freddo. Doveva nutrirsi adeguatamente.
Si affaccendavano intorno a lei, tentandola con questo o
quel piatto. Bertram era capace di ricavare ghiottonerie dalla scarsit:
le sue idee, come le chiamava, diventavano sempre pi ingegnose.
I soldi diminuivano; lui badava a essere frugale. Aveva cominciato
a fare la spesa come me quando ero piccola, scroccando
avanzi di verdura al fruttivendolo. Non c'era pi carne. Non c'era
pi vino.
Ero stata esclusa da tutto tranne da Mitwisser. La sua melanconia
mi attirava in qualunque angolo fosse andato inverosimilmente
a cacciarsi, mentre gironzolava qua e l come un animale
grosso e inquieto. Le sue spalle affrante erano ingobbite come
quelle di un bisonte. In cucina la signora Mitwisser tagliava il sedano
per uno degli stufati di Bertram, che magicamente duravano
a lungo, mentre Waltraut si agitava ai suoi piedi o si metteva alle
calcagna di Bertram: fra tutt'e tre erano un modello di industriosit.
Quando Mitwisser si alzava, greve nelle lunghe ossa, lo seguivo.
Non faceva obiezioni. Andava su e gi per la nostra strada silenziosa
- una versione pi ariosa di quel passeggiare dentro casa
- e studiava la fila di facciate con le loro identiche verande e i tozzi
sempreverdi piantati l davanti come sentinelle. Dove sono?
borbottava. Perch sono qui? Portava il suo lutto come una
corruzione. Io l'osservavo. Indovinavo le sue intenzioni; lo assorbivo.
Vedevo bene che sberla aveva preso.
Venga gi fino alla baia dissi.
I suoi figli, nei loro chiassosi vagabondaggi, ogni tanto erano
sfrecciati fino ai margini fangosi del nostro quartiere, dove stiance
e sassi aguzzi orlavano la piccola insenatura. Ma Mitwisser, chiuso
in se stesso, si era tenuto lontano da questa piccola geografia. Il
suo terreno era l'alfabeto, il suo cielo la pergamena. Mi permise di
prenderlo per mano - com'era larga, e ruvida - e di trascinarlo fino
alla riva. Entrammo in una mollezza acquitrinosa. I gabbiani
svolazzavano sopra la nostra testa. Gli odori delle alghe si alzavano
intorno a noi, tattili come una matassa. E davanti a noi s'increspava
questo piccolo immissario dell'Atlantico, che con le altre
membra toccava i porti di Amburgo e Stoccolma.
Mia figlia disse.
Bertram si sta prendendo cura di lei. E anche sua moglie.
Sal pesantemente sopra un alto masso piatto, e rimase l come
un grande vichingo estinto al timone di una nave di legno.
Mia moglie non ha pi rimorsi. Mia figlia l'ha riscattata.
Conoscevo il suo pensiero. Era circondato da caparbi trasgressori.
Il terreno intorno a lui pullulava di ribelli. Era stato tradito
dalla moglie; dalla figlia; dal suo paese. Tra quei sassi viscidi di alghe
i lampioni di Berlino, i caff, i salotti, gli onori, erano remoti
come un mito. E... ah, ah, un tempo si era incapricciato della trasgressione
e della ribellione! Degli esuli disprezzati e imprudenti
del passato!
Mi dica qualcosa di pi di James insistetti. Ci dev'essere
qualcosa di pi...
Perch dovrebbe desiderare questo? Gli sfugg un suono
gorgogliante. Sput un grumo viscido. L'uomo saggio parla di
idee, l'uomo mediocre di azioni, lo stolto di persone. Questo, mia
cara Rose,  un intelligente proverbio degli arabi. Scese goffamente
dal masso; era quasi un tuffo. Com' velenoso respirare in
questo deserto. Cos' questo puzzo portato dal vento?
Non c'era vento. Le infiorescenze delle stiance ondeggiavano
appena. Alghe e pesci morti dissi.
...
.
...
CAPITOLO 59.
...
.
...
Osservavo anche Bertram. Era in pensiero per Anneliese: la signora
Mitwisser e Waltraut erano i suoi satelliti. La mattina, infagottata
nello scialle della signora Mitwisser, Anneliese veniva accompagnata
in sala da pranzo per essere messa sul trono e nutrita.
I ragazzi la temevano. Lei chiudeva gli occhi e si voltava da un'altra
parte. Immobile, gonfia sotto quegli indumenti, era enigmatica
come un idolo. Spesso piangeva di nascosto. Parlava solo con sua
madre e con Bertram.
La febbre di Bertram per Ninel stava evaporando. Avevo immaginato
che la cosa che aveva in comune con Anneliese - la melodrammatica
tragedia di una coppia di amanti deceduti - avrebbe
infiammato le sue lamentazioni. Invece, ultimamente pronunciava
di rado il nome di Ninel, e solo, mi spieg, quando Anneliese
gli faceva delle domande.
Voleva sapere come l'ho perduta. Dirglielo  stato un errore,
l'ha sconvolta.
Magari s'incontreranno in paradiso, quei due... Ninel e James.
James il riccone ideale, avrebbe potuto equipaggiare l'intera
brigata di Ninel.
Lascia stare, no? Quella poverina soffre.
Tu no. Tu ti sei ripreso.
Be', Ninel li piantava, quelli come me, te lo concedo. Si avvicin,
aggrottando risolutamente la fronte. Era un cipiglio che
sottintendeva un serio avvertimento. Dovresti pensare a far fagotto,
sai? Guardati intorno, qui non c' nulla per te. Chi hai dalla
tua parte? Il vecchio?
Aveva cominciato a parlare di Mitwisser in questo modo.
Per Bertram Mitwisser non aveva pi alcun peso sulla bilancia
familiare.
Sai di cos'ha bisogno questa casa? prosegu. Di una brava
levatrice. Il cipiglio si trasform rapidamente nel sorrisetto incostante
di Bertram. Te l'immagini, Ninel, attaccata a una levatrice?
Le piacerebbe,  come lo fanno i contadini. Se dal primo momento
fossi stato una levatrice, mi avrebbe sposato.
Comunque, lei non credeva nel matrimonio. Me l'hai detto tu.
Ci nonostante, una volta le avevo comprato un anello. Non
gliel'ho mai detto. L'avevo messo via, non si sa mai. Avevo delle
speranze.
Ninel non si sognerebbe di portare un anello, lo sai.
Credo di no.  proprio la cosa che odiava. Ma lo disse spassionatamente.
Bertram, insistetti, non avrai intenzione di farlo per davvero...
Cosa? Il parto? Perch no? Non  cos difficile. Ne ho visti '
tanti. All'ospedale li chiamavamo piglia-piglia. Senza contare
che ho due esperte assistenti, Elsa e Madre Natura. Elsa ne ha
avuti cinque, e Madre Natura milioni.
Non  giusto, ci vuole un dottore, dovrebbe andare all'ospedale...
Tu dimentichi chi  questa gente. L'alta borghesia. Non ammettono
queste cose, non dovrebbero succedere. Se succedono,
non le mettono in piazza. Sono loro che ci tengono, agli anelli. Il
vecchio, specialmente.
Qui nessuno li conosce. Non c' nessuno che li possa giudicare.
Si giudicano da soli disse Bertram.
Ninel era svanita: Bertram si era messo al servizio di un'altra
causa. La brusca espulsione dell'insistente spettro di Ninel mi
stup. Solo qualche giorno prima era ancora abbastanza vivo: una
parola poteva bastare a dissipare la penombra che lo avvolgeva;
poteva saltar fuori, sfavillante, da un cesto di scarpe scartate. Ma
Bertram parteggiava per l'immediato. A muoverlo - a muoverlo, a
spingerlo, a fargli cambiare posizione - era la cosa pi a portata di
mano. Era attratto dal rischio, non per se stesso: lo attiravano gli
azzardi della vita. Nella sua mansuetudine, andava in cerca di cause,
di crociate. Non ero stata io stessa, una volta (quanto tempo
sembrava che fosse passato), una delle sue cause? Ma io non avevo
bisogno di cause, e Bertram non aveva bisogno di me; era
pronto a esiliarmi nuovamente. Il rancore della giustizia: cosa
voleva dire? E il rancore che fa giustizia,  la giustizia sempre
uno sfogo del rancore? Comunque la intendesse lui, questa cosa
era passata dall'ectoplasma di Ninel alle cellule viventi che si stavano
formando, giorno e notte, nei segreti recessi delle carni di
Anneliese.
Anneliese era diventata illecita. Si considerava una criminale.
Il suo delitto era scolpito nella melanconia di pap: che condannava
in silenzio, che lo piangeva con aria smarrita. Sua madre...
Com'era strana la sua gioia, com'era bizzarro il suo piacere maligno!
James non era l, era stato sbaragliato, lei aveva avuto la sua
vittoria. Ma era la vittoria di sua madre su James, o su pap? O era
a causa di Heinz? Un misterioso simulacro di Heinz stava sbocciando
nel ventre di Anneliese, una creatura che pap avrebbe
guardato di traverso, o dalla quale avrebbe distolto lo sguardo
troppo in fretta, o che avrebbe colmato di elogi: una creatura sulla
quale ci sarebbe stato un perenne sospetto, un sospetto immortale
e trionfante. Oh, che confusione, stavano cercando di farla
mangiare e bere in quel gorgo che le rovesciava lo stomaco e le faceva
girare la testa, i suoi occhi andavano di qua e di l, e non vedevano
che le sue braccia erano diventate coltelli rotanti le cui
punte ferivano chi si avvicinava, e che, se uno dei ragazzi avesse
anche solo osato guardarla, lei lo avrebbe fatto a fette? Non voleva
nessuno di loro, nessuno, n Waltraut, n pap; solo Bertram,
che l'aveva presa in braccio e portata nel suo vecchio letto e assistita
quella prima notte e tutte le notti successive. A volte pensava
che anche nel corpo di Bertram stesse crescendo un vermetto appallottolato:
altrimenti, come poteva conoscere con tanta purezza,
cos profondamente, le sue pi piccole sensazioni? Voleva la mano
di Bertram accanto a lei, e la pelle morbida e traslucida tra le
sue dita da carezzare; e quando il motore che le girava nel cervello
era al massimo, si tirava la sua mano tra le gambe, come un calice
benigno.
Arriv il pacchetto da Thrace, particolarmente grosso, imbottito
di biglietti da cento dollari. Era insanguinato da una lunga fila
di francobolli rossicci.
Te l'avevo detto, no? esult Bertram. Vedi? Siamo di nuovo
ricchi. Si lecc il pollice e cont, a uno a uno, cinque biglietti.
Ecco, disse, credo di doverti questo.
Protestai: Non puoi darmeli, non sono mica tuoi.
Perch no? Guarda, qui c' una fortuna. E ne restano un
mucchio.
Non li voglio, Bertram, e tu non puoi far questo, i soldi sono
per la casa. Non sono tuoi.
Questi, comunque, sono tuoi; prendili, dunque. Ti serviranno
quando te ne andrai.
Sono per la casa insistetti, e rimisi le banconote nel pacchetto.
Lui torse la bocca, un po' pensieroso e un po' raggiante. E
non sono io, oggi, la casa?
...
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...
CAPITOLO 60.
...
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...
Fullerton, Brooks & Winberry
One Wall Street
New York, N.Y.
19 marzo 1937
Professor Rudolf Mitwisser
328 St. Peter's Street
The Bronx, N.Y.
Caro Professor Mitwisser,
questo ufficio  stato informato con ritardo dal Detective Martin
Corrie della Polizia di Thrace, N.Y., della morte prematura
del mio cliente James Philip A'Bair.  mio dovere informarla
che in una lettera indirizzata a questo studio il 12 giugno 1936
il mio cliente l'ha designata come suo unico erede. Conformemente
a queste disposizioni, a tempo debito le sar inviata la
relativa documentazione. Ritengo opportuno informarla che il
patrimonio del Signor A'Bair, denominato in parte come Bear
Boy Royalties and Rights, comprende beni di notevole valore.
Distinti saluti,
George C. Brooks, Esq.
...
.
...
CAPITOLO 61.
...
.
...
Il denaro dei Bear Boy Royalties and Rights tard parecchi mesi.
Ci furono, tanto per cominciare, certe indagini e investigazioni
obbligatorie; ci furono rapporti e molte altre lettere; corsero voci
relative a un possibile intervento dell'organo della magistratura
preposto all'omologazione dei testamenti; ci furono dozzine di discussioni
e ruminazioni e speculazioni: chiss come si era innervosita
la padrona di casa quella sera, quando, al suo ritorno, aveva
scoperto la cena intatta ancora calda sui fornelli e il corpo dell'inquilino
gi freddo nella Ford! Le grida, l'emozione, la polizia, l'identificazione:
un momento di notoriet nella polverosa Thrace; i
ragazzi che correvano a vedere. Un ubriacone, che non usciva
quasi mai da quella stanza soffocante, e la ragazza con la puzza
sotto il naso e l'accento sgradevole e i capelli lunghi, chi poteva
immaginare cosa macchinavano quei due? Almeno erano sempre
stati puntuali con l'affitto.
E la Ford, che gi stava arrugginendosi in giardino, surreale
scultura rossobruna, con il parabrezza sfondato e i passeri che facevano
il nido sui sedili? Lei non era cos sprecona. Le due sedie
di vimini vecchie e stagionate che un tempo si trovavano in giardino,
dove avevano cominciato a marcire sotto il sole, erano state
portate di sopra per arredare la stanza da affittare. Lei era ansiosa
di vendere la Ford. Avrebbe compensato l'affitto che sarebbe
mancato da ora in poi: lo spettro di un suicida  irrequieto, tutti
sanno che torna alla sua ultima abitazione, chi pagherebbe per
dormire nel letto di un suicida? E poich i Bear Boy Royalties and
Rights, nella persona del signor Brooks, non chiesero la restituzione
della Ford, n l'equivalente del suo valore (per il signor Brooks
era un dettaglio privo d'importanza), la padrona di casa fu libera
di approfittare della generosit del morto. Era quasi come se
gliel'avesse lasciata in eredit.
Inchieste, relazioni, ipotesi; e finalmente il signor Brooks in
persona, che venne da noi un caldo pomeriggio domenicale verso
la fine di ottobre. Bench l'aria odorasse ancora d'estate - le esalazioni
delle alghe che salivano dalla baia - il signor Brooks indossava
un panciotto di tweed grigio sotto un palt di pelo di cammello.
Era un vedovo che mostrava la freddezza di un uomo che era stato
lungamente sposato con il suo studio. Il suo scopo, ci disse, era fare
la conoscenza del legatario nominato dal suo defunto cliente. La
sua visita sarebbe stata breve; aveva ordinato all'autista di tornare
dopo un'ora. Bertram lo introdusse nella sala da pranzo, dove lui
mise il cappello sul tavolo e declin l'invito a togliersi il palt. Aveva
una testa pelata e lentigginosa; i lobi delle orecchie erano appena
formati, e gli si saldavano direttamente ai lati del collo, e le pinne
del naso - i lobi delle narici - facevano esattamente lo stesso:
piatte e solo debolmente articolate, si ritiravano nella carne rosa
circostante. Le vigili narici ci prendevano di mira come un altro
paio d'occhi. Avvertivano che sotto di loro si nascondeva una fredda
forza morale: una bocca abituata a discettare.
Il suo lavoro, attacc, aveva un aspetto personale.
Era a Bertram che si rivolgeva. Il suo sguardo liquidava tutto
ci che gli pareva superfluo. Waltraut e i ragazzi erano rimasti sulla
porta a bocca aperta: con la freccia del gomito Bertram li
mand via e li fece sparire, nel silenzio che si erano impegnati a
mantenere. Aveva parlato dell'arrivo dell'avvocato come di una
cosa importantissima: gli avrebbe svelato il futuro; ma il futuro dipendeva
dal decoro, e il decoro dipendeva dal silenzio. Li spinse
in cucina, dove aveva tirato fuori una fila di mele al forno, per corromperli.
La dolce fragranza autunnale turbinava nella casa. Il signor
Brooks era stato annunciato e atteso. Ci si era preparati al
suo arrivo. Erano state tirate fuori le tazze da t orlate d'oro di James,
e la teiera cinese, e i pasticcini glassati col bocciolo di rosa
che non si erano pi visti da quella sera d'agosto di tanto tempo
prima, quando coloro che dubitavano di Mitwisser erano venuti
ad assalirlo. Lo avevano creduto un senzadio, e io, novizia prostrata
ai suoi piedi, avevo creduto la stessa cosa.
Non ero pi ai suoi piedi. Ero sprofondata nella sua poltrona.
Mi aggiravo alle sue spalle, come per badare a un bimbo in carrozzina.
La sua manona venne avanti cercando a tentoni la mia;
l'afferr e non voleva pi lasciarla. I mesi trascorsi dal ritorno di
Anneliese lo avevano orribilmente invecchiato. Era diventata sua
abitudine chiudere gli occhi quando uscivamo insieme: non c'era
nulla che desiderasse vedere. Andavamo spesso a passeggiare, lui
e io, e lui cercava sempre la mia mano. Ormai ero abituata alla
mappa del suo palmo largo e ruvido, e a quelle nocche grosse, dure
e sporgenti. Quando parlava - parlava poco - era in genere di
sua moglie. Mia moglie, disse, sta bene. Noto che sta benissimo.
Ma i suoi occhi erano semichiusi, e lui mi gir intorno cautamente,
come un cieco. Vede lei stessa, disse, come sta bene.
Mia moglie  rinata, non  cos?
Per far piacere al signor Brooks, la signora Mitwisser si era
messa le scarpe blu. I suoi denti brillavano, felici: il suo sorriso doveva
essere l'addobbo del momento. Vidi com'era diventata robusta.
La parte di mezzo della sua modesta struttura si era allargata
- sullo stomaco le era cresciuto un monticello piuttosto sporgente
- e i seni e le braccia erano grossi e tondi. Bertram cucinava; la signora
Mitwisser mangiava, sempre con buon appetito. Era grassa e
forte e lieta. La sua contentezza era un invito al signor Brooks a notare
la sua importanza; a badare alla nuova importanza della casa.
Lui la ignor. Era secondaria e perci superflua. Non si era
fatto portare in macchina da Felix a casa del diavolo in quel buco
del Bronx per gingillarsi con cose secondarie. Non si aspettava di
essere introdotto in una stanza con tante sedie, a un tavolo apparecchiato
per una festa, cos'aveva questa gente? Erano in troppi
ad accalcarsi intorno a lui, non era un invitato; era venuto di sua
spontanea iniziativa. E non era un venditore ambulante venuto a
mostrare le proprie mercanzie. Prima quella banda di bambini
che continuavano a guardarlo: finalmente qualcuno, evidentemente
il beneficiario in persona, aveva avuto l'idea di mandarli
via, bench dietro la porta si udisse ancora un fastidioso rumore
di cucchiai. E questa donna impaziente e baldanzosa con le sue
stupide scarpette da ballo luccicanti con i nastri! Chi credeva di
essere, una Cenerentola di mezza et in procinto di essere portata
a palazzo? E l in fondo il vecchio, un minorato mentale, probabilmente,
aggrappato all'infermiera, perch tiravano in ballo anche
quella, che senso aveva? Era l'erede che il signor Brooks era
venuto a vedere, non questa massa di spettatori a bocca aperta.
Ammetter, disse a Bertram, che il mio defunto cliente mi
ha colto di sorpresa, anche se non  la prima volta.  sempre stato,
come dire, un cliente difficile, difficile fin dall'adolescenza.
Che un simile cherubino si trasformasse... Ma non spetta a me
giudicare. Era molto giovane quando il padre mor. Uomo dotato.
Fama mondiale. Lo studio ha fatto di tutto per porsi in loco parentis,
e non posso dire che sia stato facile. Un giovanotto capriccioso.
Un cane sciolto per tutta la vita, impossibile pensare che
trovasse una sistemazione. Le dir francamente, signore, che questo
legato  solo l'ultimo di una serie di innumerevoli capricci: disgraziatamente,
a questo non c' rimedio.
Intende dire che non si pu tornare indietro disse Bertram.
Anche lui si era vestito bene per la visita dell'avvocato. Si era fatto
prestare la giacca e la cravatta di Mitwisser. Tracce di una reggenza
arrivata alla fine erano ancora attaccate alle pieghe di quelle
lunghe maniche; che inghiottivano le braccia corte di Bertram, avvolgendolo
nella loro consunta autorit.
Mi spiace dover dire di no. Abbiamo provveduto all'omologazione
del testamento, e tutto  in ordine. Credo che se Fullerton,
il mio socio, fosse ancora vivo, avrebbe trovato qualche scappatoia,
lui era bravo in queste cose. Incapacit mentale, il ragazzo
non  mai stato stabile. Irresponsabile, dal primo all'ultimo giorno.
Manda una lettera e si toglie la vita. In tutti questi anni lo studio
non ha fatto che invocare un testamento, qualcosa di rispettabile.
Non ha voluto saperne, tutto  rimasto nel vago, doveva fare
a modo suo. Ringrazio il buon Dio che i suoi genitori non sono
campati fino ad amareggiarsi per ci che  diventato. Un uomo
sfrenato. Un selvaggio.
Wahrheit! esplose la signora Mitwisser. Barbarisch!
I vestigiali lobi degli orecchi impallidirono. Mia cara signora,
non spetta a lei ripetere ci che dico del mio cliente. Mi permetta
di ricordarle che voialtri venite arricchiti da questo selvaggio. I
beni che lascia sono immensi, e nessuno  opera sua. Lo hanno
creato le fatiche di suo padre, lui in se stesso non era niente. A
mio avviso,  tutto a suo disdoro. Torn a rivolgersi a Bertram.
Se me lo chiede, quella lettera era una follia. Io sono entusiasta
della cultura, non ho niente contro la cultura. Una biblioteca, un
museo, un'universit, normale filantropia! Qualcosa di pubblico e
di comprensibile. Non mi sarebbe spiaciuto se avesse donato tutto
alla chiesa, anche se non mi risulta che abbia mai compiuto
un'azione decorosa. Ma queste idiozie provinciali e straniere di
cui nessuno ha mai sentito parlare, che nel mondo reale non hanno
n senso n scopo, uno squallido pallino privato, una cosa inutile,
stupida... Be', ho le mani legate. Non le nascondo che mi dispiace.
Mi dispiace profondamente.
Allora perch viene qui? borbott Mitwisser dagli abissi
della poltrona; mi teneva nella morsa del suo pugno.
Ma lo sguardo del signor Brooks era su Bertram. Cosa fatta
capo ha. Quello sciocco ha buttato via tutto. Sono venuto a vedere
con i miei occhi dov' andato a finire. Lei, signore, disse a Bertram,  il beneficiario di un idiota.
Bertram tir su l'angolo del suo sorriso. Non io. E il vecchio
che lei vuole. Io sono soltanto suo genero.
Come amava pronunciare queste parole! Genero, genero-, erano
ancora nuove in bocca a lui, non avevano ancora tre mesi. Erano
pi nuove della culla, del materassino per la culla, del corredo
per il neonato, dei poppatoi, dei pannolini: e questi comunque
non erano proprio nuovi. Bertram aveva trovato tutto all'emporio
dell'Esercito della Salvezza sotto il traliccio, a una fermata di treno
di distanza. Il parto era andato bene, con Elsa l'esperta a portata
di mano e Madre Natura, come Bertram amava dire, che badava
al resto. Madre Natura era ormai una vivida presenza tra di
noi. Era Madre Natura la causa delle doglie di Anneliese, e Madre
Natura che spiegava le sue paure. Madre Natura permise a Heinz
e Gert di vedere la testa pulsante del bambino che spuntava, e di
veder tagliare il cordone ombelicale; ma Madre Natura nella sua
saggezza tenne lontani Willi e Waltraut. Mitwisser si era rincantucciato
in un angolo dello studio (che non era pi uno studio),
come se sperasse di nascondersi in qualche crepaccio buio. Ma
erano le tre del pomeriggio, e la finestra era piena di una luce sfolgorante.
La luce si era impigliata nella barba di Mitwisser, imbiancandola
ancora di pi, quando Madre Natura diede l'ultimo segnale;
e allora echeggi il primo strillo della bambina.
La bambina fu chiamata Miriam. La signora Mitwisser era
contenta. Il nome di mia madre disse. Si strofin con le dita il
punto sotto la camicetta dove le cicatrici avevano cominciato a
svanire. Era passato quasi un anno da quando era uscita di casa. Si
infil le scarpette blu. Su, andiamo insistette, felice. Non aveva
mai posato lo sguardo sulla grande citt; erano sbarcati a New
York, ma i quaccheri avevano mandato un furgone - era una specie
di autobus - per trasportarli direttamente dalla nave ad Albany.
Che palazzi, che citt! Viaggiarono (lei, Anneliese e Bertram)
su qualcosa di simile alla S-bahn, dapprima in alto, davanti
alle case con le tendine appese sopra i davanzali, e poi ancora pi
in alto, sopra i tetti piani delle case popolari, e poi sulla stretta ansa
di un fiume, e poi, improvvisamente, nel tunnel lampeggiante.
Quando uscirono in Chambers Street, non era affatto come Berlino
(la cara Berlino che era stata loro, prima che quelle bandiere
con le zampe d'insetto infestassero le vetrine dei negozi), ma per
certi aspetti era anche non molto diversa. Il carosello mattutino, le
ragazze che correvano in ufficio, il movimento, i tram, il traffico...
Solo che qui il poliziotto non aveva una pedana di legno su cui
stare, e le chiese erano solo copie delle chiese vere: facevano finta
di essere vecchie. Pens quasi che, voltato l'angolo, sarebbero
sbucati, tutti e tre, nella Hermannplatz, e davanti al grande Karstadt
con le sue scale mobili e i suoi sorveglianti: e in che cosa questa
piazza, e quel piccolo giardino pubblico, erano diversi dalla
Knigsplatz? Il Palazzo Municipale, un muro grigio che si ergeva
sopra ombrosi archi elefantini, avrebbe potuto benissimo essere la
Staatsoper! Il battito del suo cuore le rintronava nelle orecchie, le
dita dei piedi pulsavano nelle scarpette blu. L'ufficio di stato civile
non era molto pulito, cartine di chewing-gum sui sedili, disinfettante
nell'aria. Ventiquattr'ore tra la licenza e la cerimonia: erano
stati tutti l il giorno prima, la stessa ora di viaggio sulla S-bahn,
le stesse finte cattedrali, la stessa apparizione di due piazze che
sembravano la Hermannplatz e la Knigsplatz; e ancora questi
oscuri portali elefantini. Una voce le disse di farsi avanti: doveva
dare le proprie generalit di testimone. Non aveva la fede, gliel'aveva
tolta Fritz, non c'era niente da mettere al dito nuziale di
Anneliese... Ma guarda! Bertram era pronto con l'anello, lo aveva
ereditato da sua madre tanto tempo prima, lo aveva fatto adattare
per un'altra, era troppo largo per Anneliese, ma non importa, sarebbe
andato bene per la piccola cerimonia, che non fu affatto
una cerimonia ma solo una fugace transazione nella noiosa giornata
di un burocrate. I polverosi fiori artificiali sulla scrivania dell'ufficiale
di stato civile fecero la loro riverenza, e Bertram e
Anneliese furono marito e moglie.
Il signor Brooks era irritato. Non era venuto per farsi menare
un'altra volta per il naso. Era pi che sufficiente che James Philip
A'Bair, un signore se mai ce ne fu uno, un virtuoso acclamato di
fama mondiale (nella misura in cui il signor Brooks capiva queste
cose, il punto principale essendo che in tutti questi anni i diritti
d'autore non erano mai venuti meno, anzi erano aumentati, si erano
infittiti, era quasi troppo per un solo studio legale)... Non era
un imbroglio abbastanza disgustoso che un padre cos intraprendente,
diciamo pure un artista, ma mai un bohmien, dovesse vedere
i frutti di una vita di lavoro cadere nelle mani di un profugo
svitato? Il signor Brooks era afflitto, offeso: perch non aveva capito
subito che non era quest'ometto insinuante, lui parlava
senz'accento, e tutti gli altri... Non che potesse dire qualcosa dell'infermiera
del vecchio, la ragazza che lo teneva stretto come se
temesse che potesse cadere dalla poltrona, se lo avesse lasciato
andare...
L'avvocato disse formalmente: Devo dunque supporre che lei
non sia Rudolf Mitwisser?.
Sono il genero ripet Bertram, e il signor Brooks, che sapeva
leggere tra le righe, colse nella determinazione di quell'il una
cert'aria di tranquilla propriet.
Come dicevo, siamo davanti a un fait accompli, riprese il signor
Brooks, anche se dubito che il mio cliente ci sia arrivato da
solo. Io credo che sia stato influenzato...
Non da me.
Ma lei abita in questa casa...
Se n'era gi andato quando sono arrivato io.
Il signor Brooks si guard intorno. Il suo cliente era capriccioso,
testardo, con la facile suscettibilit dei testardi, attratto da
questo e da quello. La ricorrente fissazione per la Svezia, ad esempio,
come aveva cercato di raggiungere la Scandinavia da Algeri,
pensa un po', e durante la guerra! Era l'ennesimo capriccio, la
sciocchezza di turno? Dopo quest'ultima mania? Il signor Brooks
ricordava lo strambo interludio teatrale, la costosa rimessa a nuovo
di una compagnia di prosa marginale... Qualcuno in questa casa
lo aveva contagiato. Non la donna con quelle stupide scarpe...
Non era abbastanza furba come antagonista, o avrebbe evitato di
scoprirsi cos. Dunque l'uomo indicato nella lettera era quel vecchio,
ma Dio santo, debilitato, impotente! Non avrebbe influenzato
una mosca, e la ragazza silenziosa dietro la poltrona era l solo per cosa? Asciugare la bava del vecchio?
Questa casa! Questo capriccio! Alta e stretta, a due piani: aveva
la configurazione di una casa di bambola. A tre agenti immobiliari
il signor Brooks aveva dovuto rivolgersi per vincere l'ostinazione
del suo cliente. Un quartiere tranquillo. Un po' di verde nelle
vicinanze. Ragionevole accesso alla Biblioteca della Quarantaduesima
Strada, che condizione! Ogni cosa un capriccio, ogni capriccio
una crisi. Era sotto un incantesimo; era stato influenzato.
E beveva, non dimentichiamolo. Beveva, si faceva influenzare facilmente,
personalmente non valeva nulla, questa la progenie di
quel padre illustre, che sperpero di una fortuna!
La donna con le scarpe da Cenerentola alz gli occhi vittoriosi al
soffitto, tendendo l'orecchio a un'armonia di strilli appena percettibili.
Una ragazza che portava una coperta stava scendendo le scale.
Dall'aspetto, sembrava ancora un'adolescente. Gli orecchini luccicavano
attraverso un lungo velo di capelli nerissimi. Al dito giusto
la fede nuziale, troppo larga. Questa ragazza, cap subito il signor
Brooks, era tutt'altro che secondaria; era la stella polare della casa.
Persino il vecchio immobile - Dio ci aiuti, l'erede in persona! - alz
la testa accorata. Nella porta della cucina si apr uno spiraglio, riversando
un sentiero di luce nel buio ai piedi delle scale, dove la ragazza
si era fermata per rimettere a posto la coperta. La coperta si
agitava, scalciava, squittiva: c'era dentro un neonato. Ritta in quel
corridoio improvvisamente luminoso, la ragazza splendeva da capo
a piedi, come se la sua figura fosse stata plasmata nel bronzo. Stava
guardando il viso del neonato, tondo come un mezzo dollaro. Non
degn di un'occhiata il consesso radunato intorno alla tavola apparecchiata
nella vicina sala da pranzo. Il signor Brooks si rese conto
di essere commosso, suo malgrado, da quell'inspiegabile apparizione,
da quell'alta e giovane madonna la cui pelle sembrava vestita di
luce. Non era l per farsi commuovere. Era l mosso dall'indignazione,
dal disgusto per la stupidit del suo cliente. Essersi impegolato
con una banda di profughi squattrinati! Aver dato via tutto, tutto,
per una setta ebraica dimenticata! (Essendo questo il linguaggio
della lettera: Una setta ebraica dimenticata.)
La sorprendente visione - la giovane madonna aveva destato
in lui un'inspiegabile tenerezza - non dur. Una marea di ragazzi
vocianti, arginata fino a quel momento, proruppe dalla cucina e
raggiunse la coperta. Il beb fu sottratto alla madre e pass, senza
lagnarsi, di mano in mano; era chiaramente abituato a essere coccolato
da quei ruffiani. Fin in grembo a una bambina che si sedette
sul primo gradino e gli tolse le calze, esponendo i piedini nudi.
Al signor Brooks la vista di questi piedini, umani come certe
zampe di animali, parve improvvisamente oscena.
Ma era deciso; lo capiva. Setta ebraica dimenticata un corno!
Era sicuramente quella madonna profuga che aveva scroccato una
fortuna al suo cliente, doveva essere cos... Eppure, appena si convinse
di questa possibilit, il signor Brooks la scart. Troppo giovane;
e sposata, comunque, c'erano il bambino e l'anello. Solo Dio sa
perch quel fannullone si  tolto la vita. Impazzito. Era la lettera
di un pazzo. Promuovere gli studi di Rudolf Mitwisser, eccetera eccetera.
Era stato l'alcol? Quel viaggio nel Levante, era stato questo a
fargli girare la testa? E in posti come quelli che la gente si ficca illusioni
religiose nel cervello, dopo tutto non era un viaggio organizzato.
Peccato, la buona razza del New England sviata e resa irriconoscibile.
Suo padre non avrebbe mai immaginato un esito simile.
Il suo cappello era circondato dalle tazze vuote. Non erano
state mai riempite. Prese il cappello.
Be', disse il signor Brooks, questo  tutto.
La signora Mitwisser lo afferr per la manica del palt. Non
andare!
Prego?
Prima deve vedere la nostra bambina! La bambina di mia figlia,
occhi neri!
Signora, disse lui freddamente, il mio autista sta aspettando.
Lei non guarda! Lei non vede!
Guard. Vide. L'alta e giovane madonna, una torre di bellezza.
Male, lei fa brutto errore! Quella donna lo stava accusando;
lo stava supplicando. Lo seccava con la sua preghiera di non giudicarli
male. Si sbagliava, li stava malgiudicando tutti. Se il suo
cliente era un barbaro, non doveva credere che loro fossero dei
barbari! Ecco suo genero, una persona perbene; ecco sua figlia,
una ragazza perbene. Il suo cliente aveva messo tutto a soqquadro,
ma ora tutto era in ordine, solo... guardi, vede?, che bella
bambina, e la madre, il marito della madre, una famiglia rispettabile!
Finalmente l'oltraggio del suo cliente era stato spazzato via.
Ma cosa voleva da lui quella donna? Era sempre attaccata alla
sua manica.
Elsa, esclam Mitwisser - un'esalazione, un borbottio -
perch fai tanta confusione?
Quest'uomo, quest'uomo non capir chi siamo!
Il signor Brooks se la scroll di dosso. Capisco benissimo. E
ora, se non vi spiace, ho detto al povero Felix di girare qui intorno.
Mitwisser stese le lunghe ossa centimetro per centimetro,
disincagliandosi dalla poltrona. And a piazzarsi tra sua moglie e
l'avvocato.
La bambina di mia figlia, disse,  figlia di James.
La signora Mitwisser si rivolse immediatamente al genero.
Ach, perch Rudi deve dire questo? Bertram, spiega che tutto 
in ordine, lui non deve dire questo...
Ma Bertram si limit a darle una piccola spinta. Andate via
disse ai ragazzi. Andate di sopra, smammare! Heinz, prendi la
bambina a Waltraut. Waltraut, va' con loro. Willi, non ho detto di
non metterti le dita nel naso qui dentro?
Il signor Brooks si tolse il cappello e lo rimise sul tavolo. Poi
fece tutto il giro, lasciandosi dietro un solco di silenzio.
Vieni qui disse alla fine.
La giovane madonna obbed.
Rudolf Mitwisser  tuo padre?
Lei annu con aria sonnolenta; si teneva distrattamente le mani
davanti ai seni, che erano gonfi di latte.
E tua figlia  figlia del mio defunto cliente? Sei pronta a giurarlo?
Anneliese annu.
No, no, mio genero,  lui adesso il vero padre intervenne la
signora Mitwisser.
Zitta, Elsa disse Bertram.
Allora dovete capire che Rudolf Mitwisser non pu essere il
legatario. In caso di discendenza,  la discendenza che eredita.
Dunque il vecchio non pu avere il denaro, disse Bertram,
 cos?
L'avvocato si accigli. L'erede del mio cliente  la figlia del
mio cliente. Tutto quello che  successo prima  abrogato. Nullo.
Esiste una figlia. La figlia ha la precedenza legale. La neonata avr
bisogno di un tutore, tradizionalmente la madre...
Il colloquio riprese. Bertram riemp le tazze orlate d'oro e fece
girare i pasticcini glassati; nessuno ne prese. Ma lui s, ne addent
uno. In questo caso, spieg, era impraticabile che la madre della
neonata si assumesse la responsabilit della tutela. Era ancora troppo
estranea, troppo inesperta. Troppo confusa e ignorante. Mancava
della competenza necessaria, comprendeva a malapena le usanze
del paese: pensare che solo poco tempo fa credeva di aver bisogno
del passaporto per andare dallo stato di New York al Massachusetts!
Sotto certi aspetti decisivi, era ancora lei stessa una bambina.
Il suo cliente non aveva scrupoli disse Bertram.
Barbarisch disse la signora Mitwisser.
Nondimeno, disse Mitwisser nella barba,  il padre di mia
nipote.
Il signor Brooks recuper il cappello.  questo il punto. Pare
che il mio cliente sia stato defraudato delle sue ultime volont, e
non posso dire che la cosa mi spiaccia. Non credo che quella neonata
andr in cerca di vecchie sette estinte, eh? Anche se non si
possono mai fare previsioni.
Dall'alto arriv un urlo pulsante, che di secondo in secondo
diventava sempre pi selvaggio. Anneliese sembrava impaurita.
Ha fame! grid, e scapp via.
Allora chi sar il tutore? chiese l'avvocato.
Ora che ha visto come stanno le cose da queste parti, disse
Bertram, non  ovvio?
...
.
...
CAPITOLO 62.
...
.
...
Un fiume di carte: primo, la rinuncia; Mitwisser dovr riconoscere
e rinunciare al suo status illegittimo di beneficiario; il lascito
passer all'erede valido, un minore. Anneliese dovr confermare
l'identit del padre naturale. Bertram sar nominato tutore legale
dell'erede fino alla maggiore et.
Dopodich la casa si sarebbe liberata dell'avvocato: tranne se
o quando Bertram potesse volersi consultare con lo studio, cosa
per la quale sarebbe stata chiesta la solita tariffa.
Be', Rosie, disse lui, che te ne pare? Affondiamo fino al
ginocchio nel capitalismo, quella bambina  una dannata milionaria.
Cos Bertram fu nominato amministratore dei Bear Boy Royalties
and Rights.
Ma le hai dato il nome di Ninel.
Non gliel'ho dato io.  stata Elsa. Sentimentale, quella foto e
tutto.
Lei fa tutto quello che vuoi farle fare tu.
Guarda, sua madre si chiamava Miriam, lei era molto attaccata
alla madre. Io ho detto solo: perch non onorare la defunta?
Anneliese sa che il vero nome di Ninel era Miriam?
Be', perch mia moglie dovrebbe voler sapere una cosa simile?
Perch fai tante storie per un'inutile coincidenza? Centinaia di
ragazze si chiamano Miriam.
E Ninel era una di loro. Anneliese porta il suo anello, la bambina
il suo nome. Questo, tu, come lo chiami?
Esorcismo disse Bertram, e io scoprii che gli credevo: per
Bertram esorcismo era uguale ad acquisizione; l'uno precedeva
l'altra.
Certe acquisizioni, prima sgradite, entrarono in quella casa.
Bertram compr un Victrola (Elsa  innamorata di Bach), un telefono,
una radio.
Pap non permette alla mamma di avere una radio disse
Heinz.
Tu ce l'hai.
Col mio apparecchio si sentono quasi solo scariche, e comunque
non  una vera radio.
La radio vera era dentro un armadietto di legno lucido che
sembrava una cripta gotica in miniatura.
Sentir brutte cose, dice pap.
Ci sono sempre delle brutte cose disse Bertram allegramente.
Impossibile evitarle. Intanto credo che una macchina potrebbe
farci comodo, ma ho paura che mia moglie pensi che la macchina
sia una delle brutte cose.
Genero. Mia moglie. Bach usciva vorticosamente dal Victrola,
parecchie volte al giorno.
Bertram spar per un'intera giornata. Quando fu di ritorno, rivel
che era andato a trovare il signor Brooks per consultarsi con
lui sull'idea di comprare una casa. La casa era nello stesso quartiere
del signor Brooks, nella contea del signor Brooks. Era una casa
molto grande. Avresti anche potuto chiamarlo un palazzo, se volevi
essere magniloquente.
Tra qualche mese saremo fuori da questa tana di coniglio mi
inform Bertram.
Non si facevano pi camminate fino ai negozi sotto il traliccio.
La signora Mitwisser fu lieta di occuparsi delle provviste per la famiglia.
La sua voce al telefono, mentre ordinava generi alimentari e
concordava l'ora della consegna, aveva il tono abituale di una padrona
che interroga un servitore. Il vino torn in tavola. Il telefono non
sembrava avere altri usi, tolte le rare conversazioni di Bertram col
signor Brooks. Erano sempre brevi. Qualunque cosa Bertram
avesse da dire pareva soddisfare il signor Brooks.
Era inteso che il mio compito era badare a Mitwisser. Si era attaccato
a me, e diventava stranamente ansioso quando per qualche
motivo io sparivo perch qualcuno mi chiamava. Le simpatie di
Bertram, che andavano in tutte le direzioni (non aveva saziato la fame
di Elsa, confidata a lui solo, per Bach?), si fermavano prima di
arrivare a Mitwisser; e comunque la figlia di Anneliese era il centro
delle cose, e li impegnava tutti. L'infante avrebbe potuto benissimo
essere un battaglione di fanteria, scherzava Bertram, anzi un'intera
divisione: riempiva la casa di dozzine di accessori e di una gamma
di rumori precipitosi non dissimili da un mitragliamento. Waltraut
aveva deciso che la bambina era sua, e goffamente le metteva e le
toglieva la cuffietta, mentre Anneliese la esortava a non essere sgarbata.
La vita girava sul suo cardine: presto avrebbero lasciato quella
casa e sarebbero andati dove Bertram li portava.
Io sedevo con Mitwisser nel cortiletto posteriore. Lui mi stringeva
la mano, come sempre. Altrimenti facevamo una passeggiata,
lui con gli occhi semichiusi, lasciandosi guidare nell'inoffensiva familiarit
delle strade vicine. Si era impuntato quando gli avevo proposto
di tornare sulla riva del mare, anche quando c'era l'alta marea
e la baia diventava leonina, accumulando una criniera di spuma e
divorando le alghe e i loro acri odori. Un giorno andammo un po'
pi lontano, in una nuova direzione, e arrivammo a una panchina di
granito in cattivo stato situata in un rettangolo di erba secca con
qualche riluttante giglio cinese. Una vecchia pianta di lill, fessa e
malata, pendeva sopra la panchina: parecchie palle di fiorellini purpurei,
ognuna grande come un cavolo, ci investivano con i loro vapori
sciropposi. Una piastra metallica graffiata affondata nel suolo,
parzialmente coperta di terra, rivelava che la panchina era un dono
ai cittadini del Bronx in memoria di Theobald Bartlett Vandergilt,
1859-1913, Consigliere e Promotore di Miglioramenti Pubblici. Se
quel posto era un miglioramento, non aveva altro pubblico che noi.
Ci allettava; distoglieva dalla confusione. La casa era in piena attivit,
in piena turbolenza: sembrava Albany prima del trasloco; s e
no. Al centro di tutto c'era la giovane madonna, col volto solenne
acceso dalla serenit. Anneliese con la figlia; con l'anello nuziale.
Troppo largo, le ballava al dito della mano sinistra; era destinato a
non scivolare mai via. Era la mano che non si poteva chiudere in un
pugno, erano le ossa martellate da Frau Koch. Nessun anello sarebbe
mai sfuggito a quel dito invisibilmente deformato. L'anello era
comprensione. L'anello era la salvezza. L'anello era la dignit di sua
madre. Solo suo padre era disgustato.
Sotto i fiori di lill, nel folto autunnale del loro sentore da
giungla - era una pianta incolta, abbandonata e di una selvatica
dolcezza - mi dedicai alla tristezza di Mitwisser. La debolezza era
nel suo passo, nei suoi silenzi, nella sua riluttanza ad alzare lo
sguardo; ma attorcigliata nel cervello di Mitwisser c'era la forza
che conoscevo. Deformata, rimossa. Aveva investito i suoi vecchi
poteri nella melanconia.
Oggi cominciano a fare i bagagli dissi gentilmente. Sotto la
direzione di Bertram, cos non si faranno pasticci con i libri. Lo
aiuta Anneliese:  lei che sa leggere i titoli.
Non rispose.
La casa nuova ha nove camere da letto, dice Bertram. Dice
che andr bene per tutta la famiglia. Una stanza per ognuno dei
ragazzi, una per Waltraut, una sar quella della bambina, e poi altre
due... - sorvolai sulla designazione di Bertram per queste: le
camere matrimoniali di Anneliese e del marito, di Mitwisser e della
moglie - e una per il suo studio.
Non ho alcun bisogno di uno studio.
Avevo mentito due volte. Bertram non aveva parlato di uno
studio; ed era la sola Anneliese che aveva voluto accertarsi che i libri
fossero classificati bene.
Ci dev'essere un posto per il suo lavoro. Tutte quelle scatole
di carte, tutto quello che ho battuto a macchina in questi mesi...
Mia cara Rose, non ha capito?
Ho capito. E una vita nuova.
Vita nuova? Per chi? Allude alla figlia di James?
Di Anneliese dissi.
Di suo cugino ribatt lui; e qui sentii la sua forza sepolta.
Bertram non  proprio mio cugino...
Che importa? Quell'uomo ha sposato mia figlia. E mia moglie
esulta disse acidamente. Lei che ha respinto la manna ora la
trova di suo gusto.
Non  pi denaro di James.
Allora di chi ? Della bambina? E con la bambina si intende
mio genero. La manna in mano a mio genero. Basta questo perch
non sia pi di James?
Mi aveva afferrato per le spalle; i suoi occhi erano pieni del
mare quando al tramonto diventa viola. Vi erano entrati i lill.
Una volta andava e veniva. E ora verr e continuer a venire.
 questo che voleva? Essere libero di pensare?
Mi lasci e ricadde contro la spalliera.  il pensiero a comandare
ci che accade o ci che accade a comandare il pensiero? Si possono
aggiustare le cose col pensiero? A che servono questi indovinelli?
Le cose si sono aggiustate dissi io.
Con quali mezzi, con quali mezzi gemette lui. Due occhi blu
sbarrati e atterriti. Presto lei ci lascer, non  cos?
Non potevo negarlo.
E per la seconda volta mi gett tra le braccia il deserto della
sua testa.
Oh, mio povero Rudi, dissi, mio povero, povero Rudi.
...
.
...
CAPITOLO 63.
...
.
...
Le cose si erano aggiustate. Lo sentiva la signora Mitwisser. Lo
sentivano i ragazzi. Lo sentiva persino Waltraut, tirando le membra
della bambola a sangue caldo venuta a stare con loro. Sicuramente
lo sentiva Anneliese: il pi piccolo strillo della neonata le
faceva sprizzare gocce di latte dai seni; allora correva a strappare
la bambina a Waltraut per non farla morire di fame. Cosa poteva
esserci, di pi giusto, della faccia tonda di questo angioletto, dei
suoi occhi tondi, del tondo bottone rosso della sua bocca? I suoi
ditini stringevano il dito di Anneliese, pi forte dell'anello regalatole
da Bertram. Lei sapeva che l'anello era stato comprato per
Ninel. Non gliene importava; la morte cancellava. Ninel era morta,
James era morto. Ma c'era Bertram, pi materno di sua madre,
e c'era la bambina, pi bella di ogni altro bambino sulla terra: pi
bella di Willi, che comunque la bellezza se la stava lasciando alle
spalle, mentre si trasformava da bambino in un ragazzo forte e rude.
Heinz e Gert erano quasi uomini: era virile aver assistito a un
parto quasi senza batter ciglio. Bertram li aveva resi coraggiosi. Li
aveva obbligati a guardare direttamente nella nuda saggezza di
Madre Natura. E li aveva restituiti, tutt'e tre, ai loro veri nomi:
Hank, Jerry e Bill, disse, erano segni d'insincerit. Sotto il patrocinio
di Bertram, questi nomi erano sfioriti. Bertram aveva aggiustato
tutto.
Riempii le mie due valigie: la mia roba era poca quando ero entrata
nella famiglia Mitwisser; e adesso era ancora meno. Aggiunsi
in silenzio Tempi difficili e Il manifesto del partito comunista a una
delle scatole di libri preparate per il trasloco nella casa nuova.
Willi se ne accorse.
Quelli non sono di pap. Non dovresti metterli con quelli di
pap.
Li ho ricevuti da Bertram e glieli rendo. Bertram potr dividerli
pi tardi.
Ma ero quasi certa che i libri sarebbero rimasti nelle scatole.
La casa nuova non era ben disposta verso i libri. Bertram, insieme
alla signora Mitwisser, era andato diverse volte a visitarla. I suoi
ultimi abitanti (che avevano chiesto, rifer, una bella cifra) possedevano
cavalli e cavalcavano. C'erano cos tante finestre che in
realt sulle pareti restava pochissimo spazio, e senza spazio sulle
pareti non sarebbe stato possibile metterci delle librerie. Inoltre,
il vecchio non era pi propenso a seppellirsi in quelle impenetrabili
elucubrazioni. L'abbondanza di finestre era l'aspetto pi rimarchevole
della casa: tutta quella luce, quelle vedute!
Vedute di che? chiesi.
Grandi prati. Case ancora pi grandi.  un quartiere elegante
disse Bertram.
Willi era venuto a vedere mentre facevo le valigie.
Avr la mia stanza, annunci, come a casa. Ma lo disse
meccanicamente. Era una eco che svaniva. La casa - la vita precedente
- stava scomparendo anche per lui, come aveva gi fatto per
Waltraut.
La sua mano corse al lacero Bear Boy. Lo raccolse. Il libro di
James disse, e si interruppe. Quel nome gli era sfuggito. Non
aveva inteso dirlo. Come Heinz e Gert, non voleva o non poteva
parlare di James. Era una superstizione sulla morte; o altrimenti,
per risparmiare Anneliese, Bertram li aveva persuasi tutti a tacere.
Era Bertram o era la superstizione? Uno aggiusta le cose, l'altra le
confonde. Alla fine era quasi lo stesso. James era stato cancellato,
stava gi recedendo nella luce bianca del mito che aveva inghiottito
Ninel.
Dammelo sbottai, e lo avvolsi in un golf e lo misi nella valigia,
vicino alla scarpa rovinata con i soldi del mio ultimo salario.
Non era molto; da parecchi mesi era cessata la formalit del pagamento.
Nessuno ne parlava; nessuno se ne accorgeva. Io non me
lo aspettavo e non ne sentivo la mancanza. Mitwisser era un organismo,
e io appartenevo alla sua carne.
Willi ritrov la lingua. Pap non vuole traslocare, ma Bertram
dice che tu lo convincerai.
Esitai. Non lo avevo ancora detto a nessuno; Rudi lo aveva sussurrato
mentre usciva da sotto i lill. Dovevo cominciare col dirlo
a quel monello?
Io non vengo con voi. Me ne vado.
Mi rivolse un'occhiata penetrante. Signora Tandoori! Signora
Tandoori! Era il suo vecchio trucco: saltar fuori dagli angoli per
dire in un a parte sposerai il dottor Tandoori, e ultimamente hai
un bambino nella pancia, proprio come Anneliese. Anche Willi credeva
a Madre Natura, anche quando era indaffarata altrove; e in
questo maelstrom domestico di morte, nascita e fede nuziale, chi
poteva biasimarlo?
La notizia raggiunse immediatamente Bertram.
Fai la cosa giusta disse, raggiante. Ecco, veramente questo
 tuo, volevo dartelo tanto tempo fa, solo... Be', ora non c' pi
motivo di non prenderlo. Stacc un assegno dal libretto (altra acquisizione
nuova) e me lo mise sul palmo disciplinatamente aperto.
Sopra la sua firma lessi: Cinquecento dollari e zero cent. Questo
dovrebbe bastarti per un po' disse.
Quella giravolta mi mise in imbarazzo; mi salirono le fiamme
al viso. I soldi che erano passati dalla mia mano a quella di Bertram
ora andavano nella direzione opposta. Nemmeno Madre Natura
aveva il potere di cambiare il corso di un fiume, ma Bertram
poteva invertire la direzione della sua corrente, trasformare
Anneliese la peccatrice in Anneliese la moglie, la folle signora Mitwisser
nell'Elsa trionfante e mondana. E me, mi aveva affrancato. Ero libera.
Voleva che me ne andassi. Non avevo altre responsabilit, l.
Come il suo predecessore nella busta blu, l'assegno era una mazzetta
per espellermi dalla scena.
Te l'ho gi detto, Rosie. Non sei pi una bambina. E ora.
Mi baci, con tutta la sua forza, schiacciandomi le labbra contro
i denti. Sotto la pressione della sua bocca i miei denti sembravano
schegge di ghiaccio; la sua bocca forz la mia. Era il bacio
che avevo tanto desiderato in quel vecchio e sperduto appartamento
di Albany: il bacio di un uomo. Non c'era nessuna cuginanza
nelle sue profonde invasioni. Era ci che Ninel aveva conosciuto.
Era ci che Anneliese conosceva.
Mia moglie  incinta disse. E poi: Dove andrai?.
Mia moglie. Il suo bacio era ancora umido sulle mie labbra.
Oh, non so.
Invece lo sapevo.
...
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...
CAPITOLO 64.
...
.
...
Non volevo lasciare tracce. Mi opponevo alla possibilit di essere
un giorno ritrovata, da Bertram o da chicchessia. Miravo alla
vera New York dei grattacieli. Mi vedevo come l'omologa di quell'assetato
aspirante, il Giovane Provinciale: la modernit aveva dato
al mio sesso la possibilit di muoversi senza pastoie. Non era il
mio destino stare sempre ferma nello stesso punto della terra, come
l'altra scartata amanuense di un altro secolo, Dorothea Casaubon,
privata delle offerte di lavoro in un giornale di New York dalla
crudelt della cronologia. Io ne avevo ritagliate parecchie dal
Sun, che adesso era sempre di fianco al piatto della colazione di
Bertram. La grande citt, le cui alte merlature oscuravano l'orizzonte,
non era comunque altro che una prospettiva: innumerevoli
uffici in cerca di innumerevoli dattilografe. Qui al tavolo della colazione
l'Europa era lontana e quasi ridotta al silenzio. Armate si
ammassavano, ma non erano altro che l'inchiostro nero di un titolo o il balbettio della radio. Bench le sue orecchie fossero pronte a
cogliere il minimo vagito della bambina, la signora Mitwisser stava
diventando sorda ai tuoni dell'Europa. Era florida e rubiconda. Il
suo corpo, in sintonia con quello di Anneliese, stava sbarrando le
porte al cataclisma mondiale. Non lo combatteva pi con la follia,
n con la formula dell'equilibrio termodinamico. La figlia di
Anneliese la stava riportando alla normalit; era distratta da suo genero
e dalla casa nuova. Bertram le aveva promesso dei domestici, una
cameriera tutti i giorni e un giardiniere una volta la settimana.
Aveva esaurito il suo furore, e la magnificenza del furore.
Non erano questi i miei pensieri mentre mi preparavo a lasciare
quella casa soffocante in una parte poco appariscente della citt;
mi vennero molto tempo dopo, quando il Bear Boy, con le sue pagine
macchiate, era l'unica cosa rimasta che mi ricordasse il mio
soggiorno tra i Mitwisser. Come la figlia di Anneliese, anch'io ero
l'erede del Bear Boy. Aveva contenuto l'atto di morte di mia madre.
Mio padre, quasi per istinto, se l'era giocato a dadi. E se il
Bear Boy si era visto come un Caraita (tanto intrecciati tra loro sono
passato e futuro), era tutto ci che avevo dei Caraiti. Di sera in
sera il ragazzo nelle figure insinuava le sue tacite profezie. Erano
antiquate, queste figure, e per la maggior parte a delicati colori pastello.
Avevano l'incanto dorato della nostalgia; ma potevano uccidere.
Il ragazzo nelle figure - la sua frangetta, i suoi calzettoni blu,
il suo strabismo, il cappello verde, la pentola dondolante - dopo
tutto, a chi non avrebbe fatto compassione? Ora giaceva nella scomoda
tomba che il signor Brooks gli aveva faticosamente procurato:
non tutti i cimiteri sotto l'occhio del cielo fanno buona accoglienza
ai suicidi. Poco lontano, sotto la terra santificata di Troy,
giaceva il corpo disonorato di mio padre. In un angolo della Spagna
giaceva Ninel, in quella che doveva essere la tomba di un soldato.
E in un sobborgo di Baghdad, da mille anni, giaceva al-Kirkisani,
autore di quei Libri grandiosi e dimenticati, Giardini e parchi
e Fari e torri di guardia. Aveva visto il Gange, aveva difeso la Scrittura
contro i falsi ornamenti degli uomini, aveva scoperto l'eresia
nella stessa divinit. Come un verme, si era scavato una galleria nel
cervello di Mitwisser. Le sue ossa erano polvere mesopotamica, eppure
mi avevano permesso di essere testimone dell'estasi.
L'ultimo giorno, all'ultimo momento, trovai Mitwisser, solo soletto,
seduto sulla panchina sotto la pianta di lill. I grossi grappoli di fiorellini purpurei stavano soccombendo agli attacchi dei primi
freddi autunnali. Aveva il cappello in testa. Per andare a passeggio,
Bertram gli aveva regalato un bastone.
Ora vado.
S disse.
Tra noi c'era un silenzio sospeso. Cercai di pensare a come
riempirlo.
Anneliese avr un altro bambino. Me l'ha detto Bertram.
 una cosa naturale.
E Waltraut sta per andare all'asilo...
Uno scatto irritato del bastone. Per piacere disse.
Non sopportava i discorsi domestici, e ora che il verme che
aveva nel cervello era avvizzito, che altro potevo dire? Gli posai
una mano sulla spalla.
Penser sempre a lei.
Forse no.  una cosa naturale.
Addio, Rudi.
S disse.
Mi allontanai di qualche passo e mi voltai.
Non vuole tornare a casa con me?
Alz il bastone. Ho qui il mio nuovo amico. Mi dice di stare
attento. Mi apre gli occhi.
Allora addio. Mio Rudi, addio.
I ragazzi si erano raccolti davanti alla porta d'ingresso verde.
Dalla casa uscivano brani delle Variazioni Goldberg: sciami di api.
Bertram ha chiamato un taxi! Dov'eri? grid Gert.
 arrivato dieci minuti fa, disse Heinz, e il tassametro
corre.
Eccolo l, una gobba gialla sulla strada, col motore che vibrava
e irradiava calore.
La mamma non pu scendere. Sta aiutando Anneliese col bagno
della bambina, e anche Waltraut  di sopra.
Usc Bertram con le valigie.
Tutto a posto, allora, Rosie. Via nel gran mondo.
Apr lo sportello del taxi. Dentro si era nascosto qualcuno,
rannicchiato.
Willi salt fuori.
Signora Tandoori! Signora Tandoori!
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FINE.
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Ringraziamenti.
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Le fonti per i Caraiti comprendono Karaite Anthology: Excerpts from the Early Literature, a cura di Leon Nemoy (Yale University Press, 1952) e Karaites in Byzantium: The Formative Years,
970 1100, di Zvi Ankori (Columbia University Press, 1957). Ringrazio la dottoressa Susanne Klingenstein per l'aiuto prestatomi per le parti in tedesco.
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FINE.